
Non un’autocandidatura, ma la volontà di smuovere le acque della Fondazione di Piacenza e Vigevano perchè “pur rispettando il voto che uscirà tra pochi giorni, quale che sia, bisogna aver chiaro che o passa una linea concordata su qualcuno in grado di gestirla al meglio oppure la Fondazione ha i giorni contati, perchè a quel punto sarebbe alle porte il commissariamento”. Così Federico Scarpa, presidente della Lac di Piacenza, sintetizza il senso dell’iniziativa contro “posizioni fossilizzate” con cui ha proposto ai membri del Consiglio generale della Fondazione di vagliare anche le sue proposte a pochi giorni dalla scelta del prossimo presidente, da individuare nel “ballottaggio” tra Sergio Giglio e Francesco Scaravaggi.
Scarpa boccia i toni – giudicati, solo con qualche eccezione, “troppo soft e di inferiorità” – tenuti dai consiglieri nelle audizioni del cda uscente della Fondazione prima a Palazzo Mercanti nelle commissioni comunali 1 e 4 riunite e poi in Provincia, che per Scarpa hanno oltretutto precedenti sconfortanti perchè in audizioni del passato – come nel 2005 – “alla fine non si parlò di nulla”, e propone un esame impietoso di molte scelte della gestione uscente, non solo sulla questione-Banca Monte Parma. Per il numero uno della Lac l’esposto presentato in Procura dal cda sui documenti anonimi circolati nelle scorse settimane “è eccessivo e dannoso per chi lo fa e per l’istituto nel suo complesso, perchè ha alimentato uno scompiglio difficilmente ricomponibile. Se non sono state aperte indagini su esposti molto più delicati – vedi quello del Pip Le Mose – questo va sicuramente archiviato”. Per Scarpa occorre modificare lo statuto in più parti, aprendo maggiormente al sostegno dello sviluppo economico ma favorendo anche la creazione di un nuovo “Monte di Pietà” in aiuto alle categorie più deboli, intervenendo anche nel senso della riduzione dei consiglieri: “Il cda va ristretto a 3 membri, coadiuvati da esperti di banca e finanza, mentre il consiglio generale va ridotto a 15 componenti, nessuno dei quali cooptato, con la presenza dei consiglieri di Vigevano ridotta a due unità. Andrebbero inoltre riviste al ribasso le retribuzioni di presidente, vice e membri del consiglio di amministrazione”. Quanto alla governance, servono anche “trasparenza (con informative dettagliate, ogni sei mesi, su ogni proposta, ogni montante e ogni destinatario), un organo di controllo contabile esterno e indipendente e una maggior condivisione delle responsabilità gestionali da parte del cda”. In termini di finanziamenti, per Scarpa occorre “dare uno stop agli interventi a pioggia e fare maggiore attenzione ai progetti importanti per il territorio”.
Riguardo alla corsa alla presidenza, Scarpa non ha digerito le prese di posizione delle associazioni piacentine del volontariato cattolico e considera questa componente “eccessivamente rappresentata”, così come non giustificata appare la presenza di un membro nominato dal Conservatorio Nicolini.
Il presidente della Lac boccia poi la candidatura di Scaravaggi (“Encomiabile il suo impegno nel volontariato, ma non ha le esperienze necessarie per gestire la Fondazione”), ma non risparmia a nessuno – Giglio compreso – il suo pungolo: “Chiunque sarà presidente, soprattutto in questo contesto economico avrà bisogno di avere vicino tecnici esperti”. La “candidatura/non candidatura” di Scarpa “non è per spirito di servizio, come è di moda dire oggi, ma per difendere il patrimonio dei piacentini da scelte sbagliate”. In questo momento – conclude il presidente Lac – “voglio “minare” l’istituto, ma in senso positivo: chiunque sarà presidente dovrà intraprendere un reale percorso di cambiamento, che sia pensando al presente che guardando al futuro è un’esigenza ineludibile”.




