‘Salviamospedale’ con uno studio tecnico a sostegno del no al nuovo ospedale: “Ferita mortale al centro storico”

0

Nuova presa di posizione del Comitato ‘Salviamospedale’ a favore della rigenerazione del Polichirurgico e del Nosocomio di via Taverna. “Il nuovo ospedale lo vogliono tutti i ‘decisori’ e cioè quelli che contano o pensano di contare a Piacenza e Provincia”, sostiene Augusto Ridella, referente del comitato: “In poco tempo si potrebbe ottenere un ospedale rigenerato ed ampliato a completo servizio dei malati, dei medici e dei visitatori. Si deve realizzare un’eccellenza in campo sanitario invece che un servizio alberghiero (come si pensa di fare col nuovo ospedale), anche attrattivo, anziché aspettare 10 anni”. Ridella riassume anche le ragioni, non condivise, per spostare l’ospedale in zona periferica: “L’ospedale nuovo è voluto da medici ospedalieri pur senza riscontri obiettivi (quanti medici?); è appoggiato da tutte le forze politiche nessuna esclusa, da tutti i consiglieri comunali di Piacenza, da tutti i sindaci della Provincia, da tutte le forze economiche e sindacali. In altre parole, tutti lo vogliono”. Salviamospedale risponde che: “La città di Piacenza e la sua provincia non sono mai state interpellate né informate, salvo il pubblico dibattito organizzato da questo comitato”, e ancora: “La ragione principale della scelta di opporsi con forza alla realizzazione del nuovo nosocomio è dettata prevalentemente dalla ferita mortale che tale opera causerebbe alla città. La fotografia che abbiamo oggi è desolante. Le caserme sono abbandonate da decenni, così come da decenni è chiuso l’ospedale militare. Piazza Cittadella è abbandonata e così anche il lungo Po. Il centro storico non solo è sporco, ma sempre più un deserto con le piste ciclabili di facile parcheggio per gli avventori dei pubblici esercizi, l’inquinamento è alle stelle. Noi ripetiamo che demolire l’ospedale di via Taverna significa assestare il colpo di grazia a Piacenza e all’intero territorio”.

Il comitato ha annunciato anche degli approfondimenti tecnici per dimostrare che non ci sono ostacoli all’ampiamento del vecchio ospedale. Lo studio sarà reso pubblico nelle prossime settimane. “Costi quel che costi dobbiamo salvare l’ospedale e la città”, è la ferrea opposizione dei volontari di Salviamospedale, coi quali è sceso in campo anche il Coordinamento provinciale su salute e medicina territoriale, che è tornato a parlare della carenza di personale e di posti letto, di lunghe liste d’attesa per visite, esami e ricoveri, di un sempre magiore ricorso alla sanità privata. Tuttavia, il dibattito sul nuovo ospedale non appassiona più i cittadini e ha destato sconcerto fra i contrari all’opera le parole dei medici Cavanna e Fornari che hanno sottolineato di fare presto nel costruirlo. Il comitato ha subito ribattuto che ‘presto’ significa almeno un decennio e con costi soggetti a continue lievitazioni: “Pare che secondo loro sarà questo [il nuovo ospedale nda] a risolvere tutti i problemi della sanità piacentina. Da medici dovrebbero sapere in realtà quali siano oggi le urgenze da affrontare nella nostra provincia per garantire ora e non fra 10 anni un’adeguata presa in cura delle persone”. Recuperare il vecchio nosocomio, progettando di collegarlo in futuro all’area dell’ex arsenale, situato a poche centinaia di metri e di conseguenza all’ospedale militare, sarebbe “un toccasana per arrestare la desertificazione della città ed evitare altro consumo di suolo”. E infine: “Oggi la preoccupazione principale dovrebbe essere quella di utilizzare le risorse disponibili per incrementare l’organico, per riportare l’intera rete provinciale a una funzione ospedaliera in grado di evitare un sovraccarico di compiti solo sull’ospedale del capoluogo”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.