
Il presidente del Consorzio dei salumi piacentini D.O.P.presenta l’innovativo progetto della filiera che inizialmente coinvolgerà una decina di realtà del territorio. “All’estero rimangono folgorati dai nostri prodotti”
Che cos’è la felicità? “Un bicchiere di vino con un panino”, diceva la nota canzone. “Un bicchiere di gutturnio e un panino con la coppa”, potrebbe specificare, con la giusta dose di campanilismo, un qualsiasi piacentino geloso delle proprie eccellenze eno-gastronomiche. “La coppa è indimenticabile, la regina della piacentinità”. Parola di Antonio Grossetti, presidente del Consorzio di tutela dei salumi DOP piacentini. Uno che se ne intende, erede di una famiglia che, da oltre un secolo, si è specializzata nell’“arte norcina”. Sì perché salame, pancetta e, soprattutto, coppa, non rappresentano solo tre bontà culinarie, premiate per questo con il marchio Dop, ma sono anche il simbolo della passione viscerale dei piacentini per il proprio territorio. “Tra i nostri agricoltori allevare bene il maiale, macellarlo, fare dei salumi di grande qualità è qualcosa che si è radicato nel tempo – afferma Grossetti -. Oltre alla necessità del mangiare, c’è sempre stata la passione di farlo bene: in questo modo, nel passato, si è creata quasi una «gara» tra chi faceva meglio il salume. E così questo gusto per la competizione, a cui si aggiunge un microclima particolarmente vantaggioso, si riflette ancora oggi nella qualità dei nostri prodotti”. Un appuntamento fisso di fine estate per mettere in vetrina queste peculiarità della nostra terra è la Festa della Coppa di Carpaneto, manifestazione promossa dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune e diverse realtà ed associazioni del territorio in programma al 2 al 5 settembre. Quattro giorni di buon cibo, musica, giochi e tradizione, in cui a farla da padrone sarà la “regina” dei salumi piacentini. “È la nostra festa, la festa della nostra terra – commenta Grossetti -. Del resto quando un piacentino va in giro per il mondo e vuole fare bella figura si porta sempre dietro una coppa da regalare”.
Un progetto per il futuro della filiera – Un prodotto d’eccellenza, ma dal prezzo popolare. La coppa, insieme alle altre Dop piacentine, sarà il fulcro di un progetto innovativo rinominato Sviluppo del Distretto del cibo salumi DOP Piacentini per la sostenibilità economico-ambientale della filiera e del territorio. “Si tratta – spiega Grossetti – di un’iniziativa fondamentale per il nostro futuro, che coinvolgerà tutta la filiera piacentina”. Un progetto strategico che guarda al benessere degli animali – “si punta ad una drastica riduzione dell’uso degli antibiotici, con l’obiettivo di eliminarli totalmente” – e dell’ambiente. I Distretti del cibo, infatti, costituiscono un nuovo modello di sviluppo per l’agroalimentare italiano. L’obiettivo è quello di fornire a livello nazionale ulteriori opportunità e risorse per la crescita e il rilancio sia delle filiere che dei territori nel loro complesso. Il focus è lo sviluppo e la conservazione territoriale attraverso la sicurezza alimentare, la diminuzione dell’impatto ambientale delle produzioni e la riduzione dello spreco. “Tutte caratteristiche – evidenzia Grossetti – che può vantare il Consorzio di tutela dei salumi DOP piacentini, tanto da aver ricevuto il riconoscimento di Distretto del cibo, primo Distretto in Emilia-Romagna e l’unico riferito ai salumi DOP. La fase operativa del progetto – aggiunge – è al vaglio del ministero e si spera di iniziare al più presto: sono coinvolte, al momento, cinque aziende agricole e otto salumifici, ma l’obiettivo è estendersi il più possibile a tutta la filiera. Le ricadute saranno positive anche dal punto di vista occupazionale, con la possibilità di generare nei prossimi anni fino a duecento nuovi posti di lavoro”.
“Costi di produzione alle stelle, servono risposte condivise” – A fare da contraltare all’ottimismo per lo sviluppo del Distretto dei salumi dop Piacentini c’è la preoccupazione per un grave quadro di crisi che, con l’avvicinarsi dell’autunno, promette di non risparmiare nessun ambito produttivo del Paese. “L’aumento dei costi riguarda tutti quanti – afferma Grossetti -, se la situazione non si risolve saremo costretti inevitabilmente ad aumentare i prezzi con ripercussioni sul consumatore finale. Gli impianti hanno grossi costi energetici, in termini di gas ed elettricità si stima che le spese saranno quadruplicate rispetto agli anni scorsi, e il prezzo dei suini, di cui c’è carenza, è schizzato alle stelle. Non voglio essere pessimista, ma ci vuole realismo: dobbiamo farci trovare pronti ed agire al meglio. Per questo è fondamentale che tutti gli attori della filiera dialoghino per arrivare a delle soluzioni condivise, compresa la Grande Distribuzione. Qualche mese fa avevamo parlato con il ministro (dell’Agricoltura, ndr) Patuanelli e il sottosegretario Centinaio, che avevano capito la necessità di ragionare in maniera compatta, ma questo era prima che il Governo cadesse. Vedremo cosa succederà dopo le elezioni”. Tra tante incertezze, a dare sicurezza a Grossetti è la qualità del prodotto. “Quando all’estero assaggiano i nostri salumi rimangono folgorati, ovunque li abbiamo portati abbiamo lasciato il segno – rileva -. Doppiamo continuare ad investire per farci conoscere sempre di più, puntando maggiormente anche sulle nuove possibilità di promozione offerte da internet e dai social network”.




