Per il presidente di Indacoo Fabio Salotti, “Al di là del Psc, quando si bucano gli appuntamenti con la storia la si paga… E Piacenza ne ha persi diversi”. L’ultima grande occasione perduta – secondo Salotti – riguarda il non aver puntato con convinzione sul progetto “Una baia sul Po”, lanciato nel 2006 dal gruppo cooperativo Piacenza 74/Coop Valdarda e ancora oggi considerato da Salotti “una pietra miliare”. Intorno ad esso si riunirono architetti, amministratori pubblici, docenti universitari e rappresentanti delle forze economiche ed imprenditoriali della città: la “Baia di San Sisto” – l’area compresa tra il Po, piazza Cittadella, Palazzo Farnese, alcune aree militari e il Daturi – era vista come occasione per progetti di riqualificazione urbana sostenibile che favorissero la riconquista di estetica e vivibilità della zona nord della città. “Anche il momento – ricorda Salotti – era favorevole, perchè il mercato immobiliare che avrebbe potuto sostenere le necessarie operazioni era ancora forte e perchè il sottosegretario alla Difesa Forcieri aveva incluso Piacenza tra le aree nei quali avrebbero potuto prendere il volo importanti progetti-pilota per la riconfigurazione delle aree militari”. “Piacenza – osserva Salotti – ha però perso la chance che città come Milano, Parma e soprattutto Reggio Emilia hanno invece saputo cogliere, e ora – causa crisi e mercato immobiliare pressochè fermo – potrà riavere un’occasione simile non prima di una decina d’anni”. Per riuscirci, però, il sindaco del 2022 “dovrà poter spingere secondo una progettualità capace di cogliere le occasioni che si presenteranno, altrimenti continueremo a parlare di aria fritta”.
Come fare, allora, per limitare i danni in questa fase?
Per il caposezione Ance di Piacenza, Maurizio Croci, la strada da percorrere per essere concreti dovrà essere quella di collaborazioni pubblico-privato, soprattutto nell’ambito dell’housing sociale e della riqualificazione di alcuni quartieri di Piacenza come quelli costruiti tra gli anni ‘50 e ‘60. “L’obiettivo – spiega Croci – deve essere la realizzazione di quartieri con più verde e case meno energivore, in grado di garantire una miglior qualità della vita. In quest’ottica, oltre all’impegno dei costruttori, dovrà esserci anche quello del pubblico e in questo senso saranno importanti le norme premiali che si deciderà di inserire nel RUE (il Regolamento Urbanistico Urbano, parte normativa della pianificazione e strumento con il quale l’Amministrazione Comunale disciplina le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del proprio territorio, ndr). Incentivare le ristrutturazioni e il risparmio energetico negli edifici – Ance propone di concedere sconti fiscali ad aziende che costruiscano abitazioni in classe B o A, ma anche di non contabilizzare i vani scala nella ‘superficie utile’ a differenza di quanto avviene ora – potrebbe consentire di immettere sul mercato immobili di maggior qualità allo stesso prezzo, mentre il Comune otterrebbe comunque gli oneri della superficie totale e gli acquirenti entrerebbero in case meno energivore e quindi meno costose, in grado di rispondere alle esigenze di oggi e di domani”.




