Piacenza non può illudersi di avere “prospettive mirabolanti” in un contesto nazionale difficile, ma qualcosa si può fare “benchè di fondi europei molti parlino in modo spesso generico, senza citare a quali bandi pensino di attingere”. E’ la riflessione dell’ex parlamentare Tommaso Foti, secondo il quale “Anche di Psc si è sentito discutere molto, ma in Consiglio comunale – punge il leader piacentino di Fratelli d’Italia – non s’è visto: di certo dovrà essere futuribile, perchè inciderà sui prossimi 20 anni”.
“Le aree militari? Alcune sono sì dichiarate dismissibili, ma – ricorda Foti – non ancora dismesse: occorre quindi chiarire con i militari quali siano considerate strategiche e quali no, a partire dal Polo di Mantenimento Pesante Nord (il nuovo si fa o no?) che è in centro ed ospita gran parte dell’invocato Parco delle Mura”. “Nell’ipotesi che il Polo non si sposti, bisogna capire – prosegue il consigliere comunale – se possano però essere liberati almeno l’ex ospedale militare (si era parlato di collocarci una sede di Medicina, era solo campagna elettorale?), gli 80mila mq di verde inutilizzato nell’ex arsenale, che ospitano anche il Bastione, e il Castello Farnesiano di cui forse anche molti piacentini ignorano l’esistenza”.
Foti ricorda che la “concessione in uso” fu la premessa all’acquisizione del Forte Galleana (oggi parco) e del campo Daturi: potrebbe essere la via per sbloccare anche la questione della trasformazione a verde della Pertite, area per ottenere la quale le strade possono essere solo un accordo complessivo con i militari o un complicato e costosissimo esproprio, che l’eventuale variante al Prg imporrebbe al Comune di adire dopo 5 anni dalla introduzione. “Chi si vuole assumere – conclude Foti – il rischio di ripetere quanto accaduto per l’esproprio dell’area ex Garilli, vicenda che si trascina da anni?”.
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