Rolleri:”Disponibilità nuove aree produttive può rilanciare lo sviluppo di Piacenza. Serve un progetto di insieme a cui stiamo lavorando”

0
FRANCESCO ROLLERI PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA PIACENZA

Il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri rivolge un invito alla politica: “Occorre comunque il sostegno delle amministrazioni per superare le difficoltà burocratiche  e la compattezza di tutto il territorio per ottenere risultati”

Da poche ore la Banca centrale europea ha alzato i tassi di altri 50 punti base portandolo al 2,50 % come previsto dagli analisti. Sempre secondo le previsioni, altri aumenti arriveranno nel corso del 2023. Diventerà quindi più costoso il credito, in tutte le sue forme: dai mutui immobiliari ai prestiti alle imprese, ma anche il credito al consumo e i piccoli finanziamenti.

L’intervista di fine anno con il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri non poteva che iniziare dalla valutazione dell’iniziativa della Bce.

Presidente la sua opinione già la conosciamo avendo avuto più occasioni per esprimerla: alla luce del nuovo intervento al rialzo, cosa può aggiungere?

“Andrà ad impattare su una situazione che comincia a diventare molto complicata. La determinazione con cui si vuole bloccare l’inflazione a tutti i costi rischia di causare, già all’inizio del prossimo anno, un crollo economico. Spero che la rapidità con la quale sono stati aumentati i tassi sia la stessa quando arriverà il momento di diminuirli. Ma se aspettano la recessione per diminuirli c’è il rischio che per uscirne ci vorrà più tempo. Quindi mi viene da dire che sono misure fuori dalla realtà”

Qualche giorno fa, in occasione dell’assemblea di fine anno, ha fatto il punto sulla situazione che riguarda l’industria piacentina analizzando l’andamento di ogni comparto. Ne emerge un quadro che, pur considerando le mille incertezze, appare comunque promettere una buona resistenza grazie al volume di ordini in portafoglio

“Si chiude un anno buono da questo punto di vista, gli ordini per fortuna ci sono e dovrebbero coprire il primo semestre del 2023, fatta eccezione per l’Oil & gas e le aziende che avevano rapporti con la Russia e l’Ucraina. Se guardiamo agli altri comparti: si può. dire bene la meccanica che ha potuto beneficiare della misura di sostegno “4.0”, purtroppo diminuirà il prossimo anno. Il comparto edilizia invece ha sofferto la difficoltà di scontare i crediti fiscali originati dal Super bonus presso il sistema bancario subendo quindi un rallentamento. Per ovviare, si potrebbe pensare qualche modifica, come quella più volte ventilata, di non arrivare al 110%. Ci si potrebbe fermare ad una agevolazione più bassa, 80/90 %, comunque interessante che potrebbe tornare ad alimentare una tendenza positiva…”

Il fatturato del settore alimentare è aumentato a doppia cifra…

“E’ stata determinante la capacità dei nostri associati di gestire il rapporto con la grande distribuzione in modo proficuo, grazie anche alla qualità delle nostre produzioni, e riuscendo a trasferire gli aumenti che si sono registrati anche nel settore alimentare. Il loro mercato resta comunque in crescita”.

Scontano qualche incertezza le aziende ICT pur avendo registrato buone prestazioni nel corso dell’anno. Da sottolineare l’intensa attività del RICT che sta lavorando in diverse direzioni. Molto bene i servizi di sicurezza in continua crescita grazie ad un servizio sempre più evoluto.

Preoccupa invece la redditività delle imprese: è stato un anno molto difficile da questo punto di vista a causa degli aumenti di molti costi difficilmente poi trasferibili sul mercato. I costi energetici e il costo del denaro sono gli elementi che allungano le maggiori incertezze sui prossimi mesi”.

Torniamo all’Assemblea annuale di Confindustria tenutasi nei locali, così evocativi, dell’area officine dell’ex Consorzio Agrario Provinciale, quando Rolleri sottolineava i problemi che il calo demografico in corso – secondo uno studio della Provincia si prevede per il 2030 un calo di 35mila persone in età lavorativa – avrebbe presentato e come l’insediamento di nuove aziende, essendo esse il fulcro centrale dello sviluppo, avrebbe potuto compensare, almeno in parte, il problema. Ma uno degli ostacoli alla politica di favorire nuovi insediamenti è la mancanza di nuove aree disponibili.

Presidente, la sua denuncia della carenza di nuovi spazi produttivi e l’ottenimento dello sblocco delle aree militari sono tra gli argomenti sensibili che ha sviluppato con convinzione. Siete già passati all’azione o siete ancora a livello progettuale?

“Ci stiamo muovendo nell’ottica di verificare chi potrebbero essere i soggetti interessati a fare investimenti all’interno delle aree che potrebbero rendersi disponibili. Avere il soggetto interessato è la base di partenza, serve poi la volontà politica di superare le difficoltà che si presenteranno a livello burocratico. Da presidente della Provincia ho avuto prova che con volontà, determinazione e convinzione i risultati si possono raggiungere. Siamo riusciti, approfittando della concomitanza di avere Roberto Reggi alla direzione del Demanio, a far passare l’area del Laboratorio pontieri dai Difesa al Demanio, e da questi alla Provincia, per la realizzazione delle palestre ora a disposizione dei piacentini. Abbiamo poi proposto al fondo Invimit la vendita di due immobili di proprietà della Provincia: venduti gli immobili abbiamo utilizzati i soldi per costruire le palestre. Il tutto in cinque anni, superando numerosi passaggi burocratici: come si vede, si può fare!

Per la riuscita è determinante avere una amministrazione che non freni l’insediamento di attività manufatturiera leggera in aree all’interno della città per scongiurare un aumento di traffico che comunque si verificherebbe qualunque attività vada ad insediarsi…”

Ci può dire se l’attuale amministrazione comunale sta prendendo in considerazione le vostre istanze?

“Dopo le prime interlocuzioni, si evidenzia un rapporto molto buono su tutti i temi relativi alla pianificazione urbanistica. Occorre comunque che tutto il territorio lavori compatto per arrivare al risultato.

Devo dire però, che la notizia del freno che verrà dato agli insediamenti nell’area produttiva di Gossolengo non mi ha fatto piacere. Posso essere d’accordo che una logistica intensiva, in quella zona, non avrebbe senso, ma c’è il rischio che si vadano a bloccare tanti possibili insediamenti artigianali e industriali perché una parte dell’area era legata ad un progetto di sviluppo logistico. La mia preoccupazione è che su queste aree si decida poi di non investire o di rallentare gli investimenti per motivi che sono di carattere ideologico”.

Presidente, lei sa che con questo ideologismo bisogna farci i conti. Sono situazioni che si ripetono…

“Occorrerebbe avere una classe politica che in alcuni casi decide di andare contro i comitati”.

Relativamente all’emergenza energetica come vi state muovendo? Vedo che all’interno dell’associazione avete organizzato un consorzio che raggruppa una cinquantina di aziende.

“Il consorzio funziona, riesce a strappare condizioni di fornitura più vantaggiose nonostante gli ultimi mesi siano stati particolarmente complicati. Fin dall’inizio di questa crisi abbiamo iniziato a considerare l’opportunità di diventare noi stessi produttori attraverso la realizzazione di tante comunità energetiche sul territorio. Nel merito, sembra che stiano per uscire i decreti attuativi che sbloccherebbero questi mini-progetti di cui vorremmo farci promotori. Inoltre, stiamo considerando l’opportunità di una auto produzione più intensiva a beneficio del nostro consorzio, assieme ad alcuni partner qualificati: l’obbiettivo è riuscire a produrre un 15/20% di energia green per l’autoconsumo”.

Sarebbe un obbiettivo importante, il 15/20% non è poco…

“Quando parliamo di energia green lo facciamo con due obbiettivi: ovviamente il risparmio energetico, ma anche aumentare la competitività delle nostre aziende che stanno già acquistando da Enel energia classificata green. Sul mercato internazionale è condizione per potervi accedere più facilmente”.

Proviamo ad allargare il campo e considerare un quadro di sistema territoriale. Vedo un grosso impegno da parte vostra, ma non sufficiente perché troppo isolato. Noto invece praticare, da parte di numerosi player economici, la politica del proprio orto. Manca, a mio parere, una comune visione d’insieme, di futuro…

“Noi stiamo lavorando per provare a creare questa visione di insieme, la lista unica presentata alle elezioni del Consorzio di Bonifica è un piccolo esempio, anche se, si è fatta un po’ di fatica ad arrivare a quel risultato. Per quanto possibile stiamo cercando di utilizzare i momenti nei quali si devono prendere delle decisioni strategiche importanti, mi riferisco al Pnrr, mettendo a disposizione la nostra competenza e la nostra esperienza sempre nell’ottica della massima condivisione, facendo un passo indietro sul fronte della visibilità, ma lavorando sottotraccia per favorire il risultato. Il caso della gestione dei tavoli del Pnrr è un altro esempio. Soddisfatto quindi del percorso, sperando di continuare a migliorarlo”.

Accolgo con piacere queste benauguranti segnalazioni e la disponibilità di Confindustria, ma ribadisco la mia opinione: è troppo poco. Il direttore di Confindustria Luca Groppi interviene per controbattere la mia opinione citando accordi intercorsi, in tempo di pandemia, tra tutte le associazioni. L’argomento è troppo sensibile per essere liquidato occasionalmente all’interno dell’intervista al presidente: sarà sicuramente oggetto di un incontro dedicato con il direttore Luca Groppi.

Comunque, per chiarire meglio le mie considerazioni faccio un esempio:

il Mercato dei vini e dei vignaioli indipendenti si è chiuso con un grande successo di pubblico e di critica, onore al merito di Piacenza Expo. All’interno dei padiglioni non ho visto nulla che mi parlasse di Piacenza: una gigantografia “sei per tre”, un mega monitor … Solo un banchetto, all’ingresso, dove erano disponibili alcuni pieghevoli di “Destinazione Turistica Emilia”. Quello che vorrei segnalare, in questo caso, è la mancanza di coordinamento, a livello provinciale, sul tema della promozione territoriale. Perché rinunciare a raccontare, ai visitatori delle fiere, le bellezze delle nostre valli, i profumi e i sapori dei nostri salumi, gli anolini con lo stracotto e i tortelli con la coda, ma anche i “poveri” pisarei e fasò, e per i gourmet le nostre stelle Michelin e tanti altri ambasciatori della tavola tradizionale di buon livello sparsi sul territorio? 

Rolleri si sente tirato per la giacca essendo Confindustria tra i soci di Piacenza Expo.

“Quello del “Mercato dei vini e dei vignaioli indipendenti” è un bel esempio: faccio notare che noi all’interno di Piacenza Expo siamo stati tra quelli che hanno deciso di investire, abbiamo partecipato all’aumento di capitale sociale, non con due lire, proprio perché siamo coscienti delle potenzialità di Piacenza Expo. Abbiamo voluto ribadire la centralità della Fiera di Piacenza rispondendo all’appello fatto dall’attuale gestione e, nel momento in cui la Regione ha dimostrati di crederci, abbiamo voluto dimostrare la nostra chiara disponibilità a progetti futuri in chiave di promozione territoriale. Il successo di questi eventi di grande successo va utilizzato nel modo migliore: però faccio notare che siamo all’inizio di una nuova fase, solo qualche anno si ragionava se tenere aperta o chiudere Piacenza Expo. Mi fa piacere che Confindustria abbia deciso di parteciparne al rilancio con convinzione”.

Presidente vorrei segnalare che a Cremona è stato commissionato il Master Plan 3C a “The European House Ambrosetti”, laboratorio di idee indipendente, primo in Italia e quarto in Europa. Hanno poi costituito una ATS, associazione temporanea di scopo, di cui fanno parte: la Provincia e il Comune di Cremona, le associazioni di categoria, sindacati, Camera di Commercio e d oltre 70 comuni. Obbiettivo, sviluppo e crescita del territorio cremonese. Potrebbe essere una buona idea anche per Piacenza?

“Nelle nostre ultime due assemblee annuali abbiamo dato un contributo per immaginare quale potrebbe essere un piano di sviluppo territoriale più ampio: nel 2021 ospitando l’architetto di fama mondiale Carlo Ratti che ci ha raccontato come R-Innovare Piacenza puntando sulla qualità e sulla riqualificazione degli spazi esistenti; quest’anno con Alec Ross, già consigliere di Obama, che ha raccontato la sua visione sul tema “Orientarsi nel futuro. Un contributo, il loro, che potrà certamente stimolare tutti i soggetti che possono essere interessati allo sviluppo del territorio. Ci sono comunque contatti avviati con le altre associazioni per cui si potrebbe a fare qualcosa di simile a quello che stanno facendo a Cremona. Stiamo cominciando a lavorarci assieme alla nuova amministrazione”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.