Riapre l’Emporio solidale, il supermercato gratuito che aiuta la gente a rialzarsi

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C’è chi prova vergogna e senso di colpa perché non è abituato a ricevere, chi è spaesato perché fino a ieri poteva permettersi di pagare la spesa, chi qualche certezza prima della crisi sanitaria e economica ce l’aveva e ora si trova senza lavoro. Tutti esprimono un profondo sentimento di gratitudine. “L’aspetto emotivo è centrale, si tratta di aiutare le persone a rialzarsi con umanità, di ritrovare l’autonomia perduta con dignità”, dice Laura Bocciarelli, presidente dell’Emporio Solidale.

Il supermercato sociale assiste 110 famiglie in stato di difficoltà economica donando loro due spese gratis al mese. L’aiuto dura per 6 mesi, rinnovabili alla scadenza. Si accede al servizio attraverso domanda formale, vagliata da una apposita commissione. In base al reddito e al numero dei componenti del nucleo famigliare, vengono assegnati ogni mese, a ciascuna famiglia, dei punti spendibili al supermercato.

“L’idea è di sostenere le famiglie e evitare che scivolino nella povertà assoluta. A differenza dei servizi della Caritas e dei pacchi preconfezionati, qui le persone scelgono cosa consumare”, osserva la presidente. 

Realtà fondata nel 2016 in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, la Croce Rossa, lo Svep, l’Auser, il Centro di solidarietà e la Caritas, l’Emporio Solidale si trova al numero 62 di via Primo Maggio. Fisicamente si presenta come un ampio supermercato con uffici e magazzino. Quest’ultimo, durante il periodo di confinamento, fungeva da punto di stoccaggio del territorio per la distribuzione della spesa a domicilio. Ogni giorno si smistavano alimenti e beni di prima necessità offerti dai supermercati Galassia, Md e Conad. Ma le donazioni di prodotti e denaro giungono anche da privati cittadini e da aziende della zona come Steriltom, Vaportris e Dda.

Nel periodo di lockdown il supermercato ha continuato la sua attività anche se in modalità diverse. Per evitare affollamenti, le persone venivano convocate telefonicamente e ritiravano le borse della spesa nell’atrio dell’Emporio. Da giugno, le entrate benché contingentate saranno libere, senza appuntamento, e gli orari di apertura al pubblico sono al martedì e al giovedì mattina e al pomeriggio del mercoledì.  

L’Emporio può contare su una 70ina di volontari. “Per questioni di sicurezza quelli over 65 sono rimasti temporaneamente a casa ma si sono aggiunti 20 nuovi operatori”, dice Laura Bocciarelli.  

Rigorosamente in mascherina e guanti, i volontari scaricano bancali di merce nel deposito, riempiono gli scaffali, assistono i clienti e si occupano della cassa. Ognuno ha la sua storia. E i lavori che svolgevano indicano i settori maggiormente colpiti da questa crisi. C’è Lorena che fa l’ambulante, Alberto che da 40 anni lavora in magazzino, Luca che si occupa di turismo, Simona una logopedista con partita Iva, Stefano un professore di sostegno.  Alcuni di loro, prima di diventare volontari, sono stati utenti del supermercato.  

Ogni settimana giungono decine di nuove richieste di aiuto e l’Emporio si prepara a moltiplicare gli sforzi. Non solo: “Il periodo che stiamo vivendo rende necessario una mobilitazione della solidarietà che non si fermi all’assistenza”, dichiara la presidente.

Laura Bocciarelli spiega che l’obiettivo finale è quello di costruire una solida rete di sostegno con gli enti pubblici e privati del territorio e di fare dell’Emporio una “Cittadella della solidarietà”. 

“Gli uffici del supermercato diventeranno degli sportelli sociali e si occuperanno di salute, orientamento al lavoro, formazione, consulenze sindacali. Abbiamo in cantiere anche l’istituzione di una banca etica. Vogliamo offrire alle persone tutti gli strumenti necessari per superare le difficoltà del momento”.  

Intanto, il 5 giugno entrerà in carica il nuovo direttivo votato dall’assemblea dei soci. Al progetto aderiranno anche L’Associazione La Ricerca, l’Acli e il Movimento Cristiano Lavoratori.

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