Rapporto Caritas: a Piacenza
45mila persone a rischio povertà

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Le persone a rischio povertà nel Piacentino sono oggi oltre 45 mila, un numero più che raddoppiato negli ultimi dieci anni.
Per il territorio provinciale locale si tratta di una cifra record, dovuta agli effetti della crisi finanziaria del 2007-2008, la quale – secondo Caritas – è ben lontana dall’essere superata. Nell’annuale Convegno delle Caritas parrocchiali, è stato presentato l’ultimo rapporto 2017 ‘La povertà a Piacenza: tra bisogni emergenti e politiche per il futuro’.
Il report ha evidenziato le conseguenze della crisi occupazionale ancora in atto, e gli esiti drammatici sul tessuto sociale, e sulla vita delle singole persone e delle famiglie.
Durante l’incontro con la comunità locale, la Caritas diocesana di Piacenza e Bobbio ha rinnovato l’appello a non lasciare sole le persone in difficoltà, attraverso l’attivazione di nuove reti di comunità  e la ricerca di soluzioni mirate, in un’ottica di sinergia tra: istituzioni, mondo dell’associazionismo e del volontariato, cittadini e persone assistite.
A tale proposito, il direttore della Caritas diocesana di Piacenza e Bobbio, Giuseppe Chiodaroli ha presentato la relazione ‘Il welfare del futuro: quali prospettive?’, ed avviato un confronto con i soggetti del territorio.
La giornata di dibattito al Centro ‘Il Samaritano’ di via Giordani, è stata introdotta dal saluto del vescovo di Piacenza, Mons. Gianni Ambrosio e delle autorità locali, tra le quali il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani. In seguito è stata presentata l’indagine conoscitiva: ‘La città in controluce: volti, legami, storie di povertà a Piacenza’, realizzata da Caritas e Università Cattolica.
Si è proseguito con il confronto di idee tra gli autori della ricerca (presentata dai professori Paolo Rizzi e Enrico Fabrizi, dell’Università Cattolica di Piacenza e da Massimo Magnaschi della Caritas Diocesana di Piacenza – Bobbio ) e i referenti delle esperienze locali di welfare generativo (‘Una Casa tra le Case’, ‘Lavor-Io’, ‘R-accolti’, finalizzate a restituire dignità ed autonomia alle persone in difficoltà).
L’incontro è stato moderato da don Davide Maloberti, direttore de Il Nuovo Giornale.

Nuove fragilità

Il progetto di ricerca presentato al Centro ‘Il Samaritano’, ha evidenziato l’aumento di nuove situazioni di fragilità in città e provincia: ad anziani soli, famiglie monoreddito e mono-genitoriali si sono aggiunti – in questi ultimi anni -, nuovi soggetti a rischio.
Si tratta di giovani senza lavoro, lavoratori precari, giovani coppie in situazioni di disagio, che hanno fatto raddoppiare il ‘tasso di deprivazione materiale’ (indicatore dell’incapacità di soddisfare bisogni ritenuti essenziali per vivere una vita dignitosa).
Tale indicatore è passato dal’ 8% del 2008 al 16,4% del 2013, denotando un peggioramento dello stile di vita, dovuto a diversi fattori: dalla mancanza di possesso di alcuni beni durevoli (automobile, telefono, televisione, lavatrice..), all’impossibilità di rispettare le scadenze di bollette e pagamenti ricorrenti. Si aggiunge l’incapacità di far fronte a spese impreviste e di svolgere alcune attività ritenute essenziali.
La ricerca ha analizzato numerosi indicatori, tra i quali anche il tasso di occupazione giovanile: lavora il 21,7% dei giovani tra i 15 e i 24 anni e il 74% dei piacentini tra i 25 e i 34 anni.
E’ stata prestata attenzione anche al nuovo fenomeno dei cosiddetti ‘Neet’ – (‘Not (engaged) in education, employment or training’, ovvero persone che non hanno un lavoro, non sono impegnate nello studio, né nella formazione) – e che oggi sono stimati attorno alle 6mila unità, nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni.
Centro di Ascolto e Borse viveri

La crisi economica e l’emergenza profughi (degli ultimi anni), hanno triplicato i servizi erogati dalla Caritas piacentina. A fare la differenza rispetto al passato è la complessità delle situazioni che quotidianamente si presentano e che coinvolgono svariati ambiti: sociale, sanitario, psicologico e lavorativo.
I contatti ricevuti dal Centro diocesano di Servizio sociale – nel 2016 – sono stati 1.323 (di cui oltre 800 stranieri), ma il totale di persone effettivamente assistite dal servizio, sale a 4 mila unità se consideriamo i nuclei familiari nella loro complessità e la presa in carico su più fronti.
Accade così che i pasti distribuiti nell’ultimo anno dalla Mensa della Fraternità della Caritas e dai Centri diurno e notturno, siano stati oltre 45 mila, il doppio rispetto al 2009.
A raddoppiare sono state anche le ‘borse viveri’ della Caritas, salite a 5.650 nel 2016 (erano 2.700 nel 2009) per un totale annuo stimato attorno ai 50 mila pacchi alimentari distribuiti complessivamente dal movimento della Chiesa piacentina.

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