di Edoardo Pivoni – Il Quartiere Roma è da decenni una delle frontiere della città col porto franco che è la stazione ferroviaria, un nome che per la piacentinità oggi fa ancora rima con degrado e quartiere insicuro, ma non è solo questo, è anche una fucina di lavoro e di comunitarismo.

Dall’incrocio con via Alberoni e piazzetta S. Maria alla Lupa, l’ex via Cavallotti appartiene a tutti quei commercianti solari ed operosi che popolano questa metà di Porta Galera: Francesca la farmacista, Mariuccia e Marina del bar “Ma Maison” da poco divenuta bottega storica insieme alla Salumeria Valla, Giulia e Alessandra le illustratrici, Jennifer della Luppoleria coi suoi tavolini ed eventi ai Giardini Merluzzo. Una via decisamente al femminile e di certo mai noiosa. Residenti, commercianti e associazioni della zona hanno scelto di coinvolgere direttamente i cittadini e tutte le realtà impegnate sul territorio, promuovendo forme di partecipazione da parte di tutta la popolazione. Così è nata “Matti da Galera”, la festa che ogni autunno anima via Roma, via Tibini e i giardini per attirare l’attenzione sul quartiere e sulla sua voglia di rilancio. Per iniziativa poi dell’Associazione dei commercianti del Quartiere Roma stesso, da anni, si tiene il mercatino dell’usato nella via principale, chiusa al traffico, ogni prima domenica del mese, dove si possono trovare ogni sorta di chincaglieria, libri d’epoca, oggetti vintage e non solo, con tanto cibo di strada, a cui contribuiscono anche le suore dell’Oratorio di San Savino, centro d’aggregazione ancora pulsante.
Meritevole di citazione è l’avviata Scuola Azzurra (dell’associazione “Fabbrica e Nuvole”) di via Roma, in fase di ampliamento a causa dell’aumento delle iscrizioni annuali. I volontari, quasi tutti italiani, si moltiplicano e sanno bene che l’unione fa la forza, sono ormai tre anni e mezzo da quando l’ex preside del Cassinari, Carli, diede in comodato d’uso gratuito i suoi originari locali per alfabetizzare tre fratellini di una famiglia rom. Oggi, i locali sono decisamente cambiati, i ragazzini sono oltre la quarantina e provengono da tutti i paesi del mondo: Algeria, Repubblica Dominicana, India, Senegal, Marocco, Egitto, Macedonia, Albania e altri. Hanno anche età diverse, perché alcuni l’italiano lo sanno già, altri no. Un presidio scolastico-culturale assolutamente laico in questo quartiere multietnico, arricchito da una recente galleria artistica in via Tibini.
Dulcis in fundo, l’ambulatorio sociale “Arcangelo Dimaggio” tra via Pozzo e via Sansone, dedicato all’omonimo ex militare e poi ingegnere tarantino trapiantato a Piacenza che dedicò parte della sua vita al volontariato. Questa piccola succursale dell’ASL eroga prestazioni mediche di base a tutti coloro che non possono accedere al Servizio sanitario nazionale (stranieri irregolari, anche italiani senza fissa dimora, neo-comunitari, ecc..) e prestazioni infermieristiche (medicazioni, misurazione della pressione, ecc.). L’ambulatorio è un raccordo con le altre associazioni del quartiere per ridurre il disagio sociale e s’inserisce in un piano avviato di riqualificazione della zona sul lungo periodo.




