Pro Piacenza, straordinaria rincorsa verso la salvezza

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pro piacenzaStessa citta’, stesso stadio, due squadre; ma soprattutto due differenti approcci per risolvere una crisi. Era il 29 novembre 2014, il Pro Piacenza cade senza appello a Sant’arcangelo e vede allontanarsi quasi irrimediabilmente  il pulmino dei play-out concretizzando una retrocessione ormai gia’ scritta ed inevitabile , sette giorni dopo a pochi chilometri di distanza e’ il Piacenza a rimediare quattro umilianti scapaccioni nella vicina Imola, archiviando di fatto ogni sogno di promozione; Romagna che e’ poco stella e poco amore per le due compagini di casa nostra ma che da li intraprendono due differenti percorsi per uscire dalla crisi.
Il Pro Piacenza sceglie la linea del silenzio e del lavoro in assoluta serenita’ e serieta’; non una parola fuori posto dalla societa’, nessuna polemica dai calciatori, allenatore mai in discussione ma coinvolto in prima persona nel condividere le future operazioni di mercato, si passa attraverso cambi di schemi e di uomini , si cerca di porre rimedio all’asfittico attacco impegnando altri reparti alla manovra offensiva: risultato 7 punti in tre partite e play-out saldamente nel mirino e, soprattutto, una campagna rafforzamento invernale azzeccata che rinvigorisce la squadra rossonera portandola a schiodarsi dalla maglia nera (senza l’ingiusta penalizzazione oggi il Pro sfiorerebbe la salvezza diretta), restituendo piena dignita’ e competitivita’ in un campionato che sembrava un tabu’,  trovando innesti importanti come il “geco” Danilo Alessandro, scartato dalla Casertana ma in grado come un Re Mida di tramutare in gol tutto cio’ che capita a tiro realizzando in due sole partite piu’ di quanto consuntivato da tutti gli altri compagni di settore nell’intero campionato.
Diverso l’impatto per il Piacenza Calcio in un ambiente sempre al limite della crisi di nervi e nel panico ad ogni sconfitta: allenatori palesemente contestati ed attaccati dalla societa’ successivamente esonerati nella pubblica piazza, giocatori epurati alla prima prestazione sottotono, mal di pancia palesati sui media, una campagna acquisti impostata piu’ sull’onda emotiva del momento che in una logica di programmazione ed effettiva necessita’; risultato: stagione compromessa al termine del girone di andata con forti dubbi e perplessita’ sulla reale capacita’ di riuscire a costruire in un siffato ambiente vulcanico una reale mentalita’ vincente.
Societa’ che distano  pochi metri di distanza ma che sembrano lontani anni luce nella gestione e nell’approccio dello spogliatoio e dell’area tecnica: i rossoneri nelle ultime stagioni hanno massimizzato gli investimenti effettuati raccogliendo risultati al di sopra di ogni roseo obbiettivo, per i biancorossi invece tante aspettative tradite che hanno a dismisura caricato il pubblico e tifosi salvo poi trovarsi inevitabilmente traditi nei risultati negativi, crollando fino a un disarmante -14 dalla capolista.
Il Pro e’in piena corsa per una insperata  rimonta ed una miracolosa  storica salvezza, sta riportando entusiasmo (seppur ancora per pochi intimi) in un Garilli troppe volte negli ultimi anni teatro di fischi e contestazioni,  la citta’ sembra finalmente accorgersi di questa piccola realta’ quasi artigianale e di quartiere ma che lentamente sta riscoprendo Piacenza nel calcio che conta; la societa’ dei Gatti rimane invece a guardare la straordinaria rincorsa verso la salvezza dei mai amati “cugini”, vittima dei propri errori e delle proprie contraddizioni. Per ora Piacenza e’ rossonera.

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