Piacenza & Parma, nozze d’interesse:
Barilla rilancia l’idea dell’alleanza

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L’energia rock di Bruce Springsteen colonna sonora ideale per suggerire l’esigenza di ripartire dopo la crisi
L’energia rock di Bruce Springsteen colonna sonora ideale per suggerire l’esigenza di ripartire dopo la crisi

Forse non d’amore, ma certamente di (potenzialmente enorme) interesse: sono le “nozze” tra Piacenza e Parma auspicate dal presidente di Barilla Spa, Guido Maria Barilla, ospite d’onore alla notevolmente partecipata (400 presenze) 69esima assemblea provinciale di Confindustria Piacenza ospitata dalla Cattolica e seguita da un’elegante cena nella inedita location dell’ex ospedale militare di viale Palmerio.
La scelta – come colonna sonora per l’appuntamento – di brani come Lonesome Day (Giorno solitario) e Waitin’ On A Sunny Day (Aspettando un giorno di sole) di Bruce Springsteen, tratti – certamente non a caso – dall’album post-11 settembre ‘The Rising’, ha chiarito come l’assise piacentina non abbia per nulla dimenticato le rovine lasciate da una crisi devastante, ma che contemporaneamente abbia voluto indicare un orizzonte in cui immaginare una risalita necessaria a tutti.
Ecco che il sodalizio tra due province che Barilla ha opportunamente definito “legate dalla stessa cultura enogastronomica” come Piacenza (realtà produttiva di prim’ordine) e Parma (forte di marchi e marketing vincenti su scala mondiale) potrebbe rivelarsi una strada percorribile: l’Expo 2015 di Milano è praticamente domani, e il tema del grande evento meneghino (‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’) sembra poter essere la chance che la nostra città non può permettersi di perdere dopo troppi anni di arretramento in termini di sviluppo e occupazione.
Se per Barilla Expo è “un’occasione irripetibile”, serve però anche “grande professionalità” per acciuffare prima e meglio di altri – buona parte del mondo – il gancio in mezzo al cielo (rubiamo la metafora a Baglioni) che, strada (giusta) facendo, potrebbe rialzare Piacenza dall’atmosfera quasi accidiosa che si coglie in più di uno dei suoi sempre meno numerosi centri decisionali.
Lo ‘springsteeniano’ presidente provinciale di Confindustria, Emilio Bolzoni, ha indicato anche in questa assise la strada su cui Piacenza dovrebbe naturalmente sentirsi ‘nata per correre’: la manifattura.
I numeri dell’export dicono che solo le imprese capaci di essere presenti e di competere su scala internazionale hanno uno stato di salute soddisfacente, per cui – è l’input di Bolzoni – l’avvio di nuove imprese e una generazione di nuovi imprenditori, adeguatamente formati per battersi con idee e competenze sul piano globale, è imprescindibile.
La manifattura è dunque l’unica possibile locomotiva per portar fuori dal tunnel di una crisi nera i vagoni degli altri settori produttivi: è necessario però che siano garantite agli imprenditori tutte le condizioni necessarie per crescere e lavorare al meglio.
L’Ats per Expo – evento che, in un decennio, potrebbe raffrozare il Pil di Piacenza di 370 miliardi in 10 anni – è un primo segno positivo, ma fondamentale sarà ottenere quel  collegamento veloce tra Piacenza e Milano nel quale Bolzoni individua da tempo un possibile volano per l’intero territorio.
Gli industriali piacentini, come i loro colleghi di tutta Italia, chiedono ormai da troppo tempo una politica industriale che abbia fiducia nel manifatturiero, rendendo attrattivo un territorio che “costringe” chi voglia aprire uno stabilimento a snervanti trattative private con i proprietari in assenza (e qui il dito di Bolzoni è puntato contro i Comuni poco lungimiranti) di piani che prevedano “una zona industriale degna di questo nome”, ossia tra 1 e 3 milioni di metri quadri.
Pur dovendo remare controcorrente, Confindustria Piacenza può però mostrare con orgoglio alcuni risultati importanti: dalla sinergia sui servizi per gli associati con Upa-Federimpresa e Libera Artigiani all’asilo nido che servirà la zona industriale dei Casoni di Podenzano, dal progetto sui ‘condomini intelligenti’ (in grado di assicurare vantaggi a imprese, abitanti e ambiente nel suo complesso) a quello per le scuole ‘Sostieni una classe’, una spinta forte Confindustria la sta dando.
E se la naturale controparte sindacale può essere sintetizzata dalle parole di un altro fan di Springsteen come il segretario provinciale Cgil Gianluca Zilocchi (“Impensabile continuare ad operare solo sul costo del lavoro, occorre un vero piano industriale per il prossimo decennio che faccia scelte precise e riporti il lavoro al centro della politica”), appare chiaro che, ispirandosi al Bruce Springsteen che per quel ‘The Rising’ post-11 settembre riunì tutta la sua E Street Band, Piacenza può trovare la forza per la risalita solo se tutte le forze produttive metteranno in pista la coesione e la carica che fanno del Boss e dei suoi leggendari musicisti una delle più esaltanti live band della storia del rock.
Countin’ on A Miracle.

Ecco il servizio della web tv Zerocinque23

 

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