Superato lo lo smarrimento per la mancata fusione con il Piacenza e l’abbandono dello sponsor Giglio, il Pro Piacenza si rituffa nell’allestimento di una formazione almeno competitiva per tentare una difficile permanenza in Lega Pro. Nonostante l’assenza di penalizzazioni iniziali il compito appare ancora arduo, l gruppo di Franzini capace di dominare la serie D e di compiere la magistrale rimonta la scorsa stagione e’ stato per cause di forza maggiore smantellato quasi del tutto. Perso Arnaldo Franzini in cerca di maggiori stimoli sulla sponda biancorossa, il Pro ha perso due colonne offensive determinanti per la salvezza: Alessandro e Matteassi con i loro gol hanno costruito gran parte delle fortune rossonere risultando di gran lunga i migliori in casa Scorsetti; perso anche l’altro grande protagonista, il portiere Enrico Alfonso vera e propria muraglia insormontabile tra i pali e decisivo con le sue parate in almeno tre scontri diretti. Viali, al debutto come allenatore tra i “pro” dovra’ cercare di ripartire sopratutto dalla difesa, con i probabili confermati Sall, Bini, Porcino e Sane’ a costituire una solida diga difensiva su cui ripartire per costruire un solido 3-5-2. A centrocampo l’esperienza di Carrus e Schiavini dovra’ compensare la probabile nidiata di giovani che il ds Francani portera’ in dote anche grazie agli ottimi rapporti instaurati con i settori giovanili di molte compagini di serie A. L’addio di Gianluca Barba e’ arrivato inaspettato, intorno a lui si poteva costruire la formazione del futuro, ma le imprescindibili esigenze di un budget ristretto hanno consigliato la dirigenza rossonera a virare le attenzioni su altri investimenti. Completamente da ricostruire l’attacco che vista anche la probabile partenza di Speziale, vede Viali nella necessita’ di ripartire anche qui praticamente da una tavolozza bianca. Il Pro Piacenza si tuffa nel mercato con un budget di spesa nei fatti dimezzato rispetto al passato, l’assenza di uno sponsor principale per ora costringe ad operazioni di mercato prevalentemente in uscita o a riconferme conun’ottica pero’ rivolta alla minimizzazione dei costi del personale; operazione sulla carta rischiosa ma che in corso d’opera potrebbe essere rivista se, come la passata stagione, il mercato offrisse condizioni di acquisto a forte sconto sui prezzi estivi. La societa’ rossonera dovra’ cercare di lavorare anche sul territorio; si ha l’impressione che la dirigenza viva con vittimismo e rassegnazione lo scarso seguito di pubblico rispetto all’altra meta’ di Piacenza, tuttavia se consideriamo che il vecchio Piacenza Calcio in serie B era seguito da una media di 3500 persone e l’attuale in serie D da poco piu’ di 1000, e’ facile intuire come ci sia spazio per il Pro Piacenza di recuperare quella fetta di appassionati che da anni ha abbandonato il Garilli, andando nelle scuole, nelle parrocchie e portando la squadra in amichevole in provincia. Cosi facendo si potra’ riavvicinare sopratutto i giovani allo stadio e al calcio. A Piacenza c’e’ ancora fame di calcio.




