Primo pit stop per Silvia Granata sindaca di Castelvetro: “Servizi sociali e opere pubbliche”

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Lo scorso anno, alla vigilia della prima Festa dello Scalogno da sindaca, Silvia Granata disse che l’eredità amministrativa e politica di Luca Quintavalla non sarebbe stata leggera e che la continuità sarebbe stata la prima cifra del suo impegno.

A un anno di distanza glielo ricordiamo per avviare una sorta di pit stop del suo mandato. Soprattutto per scoprire quali sono state le sorprese nonostante sia nata e cresciuta a Castelvetro ed abbia fatto parte della squadra di Quintavalla, prima come consigliera comunale e poi vicesindaco.

“Per ora è tutto abbastanza in linea con le previsioni. – Silvia Granata afferma con sicurezza – Inizio dalle cose positive: aver partecipato alla messa in cantiere dei progetti che ora stiamo portando avanti mi permette di seguirli con conoscenza e puntualità. Poi, posso dire di poter contare sulla collaborazione molto responsabile degli uffici comunali e di tutta l’amministrazione.

Ho trovato l’esperienza di sindaco totalizzante, ma anche molto interessante perché si entra nel vivo delle dinamiche del paese. Avendo poi l’assessorato, oltre che al personale, ai servizi sociali ho il polso delle criticità. La parte negativa è legata a tutto ciò che viene dall’alto: mi riferisco al governo che sembra non capire le necessità dei comuni. Dal Pnnr sono arrivati tanti soldi, ma quando dovremo far funzionare le nuove strutture come faremo  se continuano a ridurre le spese correnti? Questa è una grossa scommessa. E poi c’è tutta la parte critica di un bisogno sociale che aumenta in modo esponenziale: famiglie bisognose, utenze fragili, la risposta che il comune deve dare alla domiciliarità degli anziani, piuttosto che alle attività educative per gli studenti fragili. Sono bisogni che per un sindaco devono essere prioritari oltre naturalmente i sevizi primari. La manutenzione del paese è importante: le opere pubbliche sono il fiore all’occhiello ma poi c’è la gestione ordinaria che deve essere attenta. Per esempio, recuperare l’evasione per alimentare un po’ le spese correnti per il mantenimento dei servizi. Questo è un problema di tutti i sindaci d’Italia. Un punto interrogativo sarà la prossima manovra finanziaria, vedremo se per i comuni vi saranno benefici o nuovi tagli.

Con la giunta abbiamo condiviso più volte la necessità di creare uno spirito civico del paese, perché c’è tanta gente che può fare qualcosa: non dico volontariato puro, ma i cittadini, cosiddetti attivi, potrebbero darci una mano. Cercheremo di far capire al paese che ognuno è responsabile del proprio pezzettino, che già sarebbe importante. Il volontariato puro ed il terzo settore sono una gamba fondamentale per l’Amministrazione”.

Veniamo al vostro territorio, al Po, alla strada dei sapori, alle ciclabili

“Abbiamo partecipato a un bando regionale per un altro tratto di ciclabile che dovrebbe unire Castelvetro con Croce posizionandoci a metà classifica quindi non finanziabili. Adesso la Regione mette a disposizione fondi per i comuni che aderiscono ai contratti di fiume, Castelvetro è tra questi, per implementare la mobilità ciclabile; quindi, ricandiderò il progetto riguardante lo stesso tratto assieme ad un altro che avevamo progettato assieme al Consorzio di Bonifica: un progetto per collegare il polo scolastico con il centro sportivo La Buca. Siamo poi assegnatari di una cifra per l’assegnazione di un bando come comune del MAB-Unesco: essendo uno degli 83 comuni compresi nella Riserva MAB dell’asta centrale del Po.

Con la somma assegnataci riqualificheremo un tratto dell’argine sommitale che in uscita sul ponte sul Po porta verso Villanova.

A metà settembre parteciperemo ad un bando regionale Recore. Pensiamo di candidare quella che per noi è area di interesse comunitario (Sic), cioè la boschina che arriva fino al Ponticello che vogliamo sia rinaturare che rendere percorribile: primo tassello di un lavoro in golena.

In un’altra parte di golena abbiamo aperto un sentiero molto bello di 17 chilometri e se riuscissimo a tenerlo aperto e fruibile ci farebbe molto piacere. Di risorse sulla rinaturazione delle golene cominciano ad esserci. E’ uno dei punti di programma del nostro mandato sul quale punto, perché vuol dire portare la gente di Castelvetro sulle rive del fiume”.

Insistiamo sul Po: la Strada del Po e dei sapori della Bassa…

La sindaca di Castelvetro ruba il tempo per dichiarare senza esitazioni: “Io non voglio uscire… Dopo Cortemaggiore, sono usciti i comuni di Caorso e Besenzone: noi no, restiamo”.

Come spiega questa ulteriore emorragia?

“La Strada dei sapori ha iniziato a perdere forza da quando è uscita la Provincia, il suo contributo era importante. Ora ogni comune versa una quota di adesione e questo crea un piccolo portafoglio di risorse che vengono poi investite sui territori. Oltre alle amministrazioni comunali contribuiscono, con una quota di partecipazione, le attività produttive del territorio che aderiscono al progetto. Evidentemente in alcune zone questo è venuto meno causando la decisione dei comuni di riferimento di ritirare l’adesione alla Strada dei sapori.

Io la penso diversamente, un po’ perché sono nella fase sognatrice del mio mandato, un po’ perché abbiamo avuto l’adesione di una nuova attività, l’Agriturismo Le Maginot, proprio sulla pista ciclabile, che credendo molto della Strada dei sapori ha portato una ventata di entusiasmo. Inoltre, penso che, se riuscissimo ad inserire nel contratto di fiume la Strada dei sapori potrebbe diventare interessante passare da interventi occasionali ad un progetto più sistematico. Quindi manteniamo il nostro impegno”.

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