scritto da Redazione Online Lug - 6 - 2018 TAG:

La Mariola di Groppallo

Oggi sono 13 i Presidi Slow Food riconosciuti in Emilia-Romagna, su circa 300 in tutta Italia, per un totale di una quarantina di piccole realtà produttive. Un elenco di produzioni di nicchia di alto pregio che comprende specialità di norcineria come il Culatello di Zibello (Pr), la Mortadella classica di Bologna, la Mariola delle aree collinari piacentine fino alla Bassa parmense (quella dei Fratelli Salini di Groppallo), i Salumi rosa tradizionali bolognesi, oltre alla Spalla cruda, sempre della Bassa parmense. A questi presidi se ne aggiungeranno presto altri quattro: la Pecora cornigliese di Parma, il Carciofo violetto di San Luca, nel bolognese, la Ciliegia Moretta di Vignola (Mo) e la Pesca dal buco incavato di Massa Lombarda (Ra).

La Mariola Cruda Piacentina (dialettalmente nota come mariöla) è uno dei salumi tradizionali della provincia di Piacenza e in particolare dell’alta Valnure. E’ un insaccato crudo stagionato di suino, di fatto un salame, anche se molto particolare. Il nome del prodotto deriva dal nome del budello in cui la carne viene insaccata, l’intestino cieco del maiale, appunto noto come mariöla. Si tratta di uno dei salumi più tradizionali e antichi della provincia di Piacenza (che risentono dell’aria temperata e non troppo umida che spira della Liguria), nato dall’esigenza di conservare le carni per molti mesi. La Mariola cruda di Piacenza era in estinzione e per questo è diventata Presidio Slow Food. La lunga stagionatura la rende un prodotto “non particolarmente commerciale” avendo un grosso calo di peso (che arriva anche al 50%).

Si consolida e arricchisce di nuovi contenuti la collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Slow Food per recuperare e promuovere le produzioni agroalimentari locali di qualità a rischio di scomparsa e valorizzare il patrimonio di tradizioni enogastronomiche locali. Un’alleanza ad ampio raggio, quella tra la Regione e l’associazione internazionale del “cibo buono, pulito e giusto per tutti”, che fa perno anche sui temi della salvaguardia della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile e destinata a trovare nuova spinta dalla costituzione nelle prossime settimane di un gruppo di lavoro misto che avrà il compito di definire il programma delle iniziative da realizzare insieme nel prossimo biennio. Le iniziative comuni che verranno decise seguiranno a quelle già previste dal protocollo di intesa siglato nella primavera scorsa. Un documento che, accanto allo studio di progetti comuni per far conoscere al grande pubblico e ampliare il patrimonio dei prodotti tradizionali di alta qualità, i cosiddetti “Presidi Slow Food”, mette l’accento anche sulla formazione professionale, per consentire ai piccoli produttori di acquisire un bagaglio di conoscenze ed esperienze necessario per confrontarsi con il mercato globale, oltre ad insistere sull’educazione dei giovani. Al riguardo è già stato definito un calendario di incontri negli istituti agrari per sensibilizzare gli studenti sull’importanza della biodiversità e della sostenibilità delle produzioni. E tra le prossime iniziative c’è la partecipazione della Regione all’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del gusto, la maxi-kermesse internazionale organizzata da Slow Food che si svolgerà dal 20 al 24 settembre al Lingotto di Torino.

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