
di Elena Caminati – Ci vuole coraggio, oltre che un convinto cambio di mentalità per fare politiche per l’ambiente che abbiano effetti positivi sulla salute. Parole di Giuseppe Miserotti, medico di base, vice presidente Nord Italia di Isde, medici per l’ambiente. Presente in 23 paesi del mondo, Isde si occupa della relazione tra ecologia e salute. In Italia i medici che fanno parte di questa organizzazione, riconosciuta dall’OMS, sono 800 compresi docenti, epidemiologi, ingegneri nucleari e veterinari. Nella lunga intervista a Di Profilo, trasmissione prodotta da Zero523 visibile su Facebook alla pagina DiProfiloweb, Miserotti ha ribadito quanto la correlazione tra l’aria che respiriamo e la salute sia stretta e di quanto sia importante che tutto il sistema prenda atto di questo. “Le nostre università, ad esempio, non preparano a queste tematiche – ha spiegato – non ci sono facoltà che si saldano con la società civile. Non esiste in Italia un corso di medicina ambientale, questo non va bene. Si punta ancora troppo allo studio della malattia e non della persona”. I dati Eurostat del 2004 hanno rivelato che le aspettative di vita in salute sono drasticamente diminuite: 9 anni per le donne e 7 per gli uomini. Quali sono le cause? “Non si può demandare tutto alla responsabilità individuale di ogni singolo cittadino – ha detto – certo uno stile di vita sano, comportamenti alimentari corretti aiutano, ma non sono determinanti se l’aria che respiriamo è malata. Per questo è necessario un patto tra chi amministra e i cittadini che, da parte loro, devono essere pronti ad un notevole salto culturale, cosa non sempre scontata”. A testimonianza di quanto la qualità dell’aria sia pessima ci sono i dati: negli ultimi dieci anni si è assistito ad un graduale aumento delle malattie cardiovascolari ed endocrine, soprattutto nei bambini, passando dalla fase delle patologie acute a croniche.
La politiche cosa può fare? “Certamente molto – risponde il dottor Miserotti – il blocco del traffico, pur essendo un provvedimento positivo, ha un impatto effettivo sull’inquinamento molto modesto, per questo ci vuole un cambio di mentalità netto da parte di tutti: cittadini, amministratori, categorie economiche e commerciali. Anche la politica deve avere più coraggio, negli anni sono state fatte scelte scellerate: l’inceneritore, il cementificio che brucia pneumatici, il raccordo autostradale a 800 metri dal Gotico. Scelte, a mio avviso, sbagliate che vanno corrette in modo radicale. Alla prossima amministrazione mi sento di chiedere più coraggio nelle scelte che significa pensare ad un futuro diverso in cui fa capolino un ragionamento nuovo sulla salute”.
L’intervista completa alla pagina Facebook DiProfiloweb




