L’impianto di trasformazione rifiuti nell’area dell’ex Rdb non si farà, la società proponente ha rinunciato all’idea di installarsi a Cadeo, ma il Comitato “No rifiuti Cadeo” resta in allarme. “Trasparenza e democrazia sono – secondo il Comitato – le due parole assenti nel comportamento della giunta comunale di Cadeo. La quale – prosegue la nota del Comitato – era pronta a votare una delibera dove avrebbe dichiarato la disponibilità ad accogliere l’insediamento dell’attività sul territorio, tenendo all’oscuro la cittadinanza di Cadeo e i sindaci di tutti i territori limitrofi. Questa delibera avrebbe rappresentato un ‘via libera politico’ ad un progetto di impianto di trattamento rifiuti e produzione di energia di grande impatto per tutto il territorio provinciale, avendo quale unico documento, reperito ad oggi, un breve studio di prefattibilità redatto dall’azienda medesima”. Il sindaco di Cadeo Marco Bricconi, alla notizia della rinuncia della società americana Ibe – sui media locali – si è detto dispiaciuto “per la possibile perdita di una opportunità per il territorio, dettata da un aprioristico ed immotivato rifiuto a capire e ad approfondire la consistenza della richiesta”. Un progetto che l’amministrazione comunale di Cadeo aveva intenzione di sottoporre al Leap (Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza) perchè ne valutasse fattibilità e impatto ambientale. Restano però i timori del Comitato sulle parole del sindaco che “lascerebbero intendere come il progetto della centrale energetica alimentata da rifiuti sia ancora possibile”. Secondo le verifiche del Comitato sulla International Business Enterprises Ibe, la società proponente il progetto da 137 milioni di Euro, “il progetto, come comunicato dalla stessa società, dovrebbe utilizzare 105.000 tonnellate all’anno di rifiuti tra cui quelli contenenti residui di sostanze pericolose e provenienti da siti contaminati. Sempre la Ibe informa che circa il 5% di tale quantità di rifiuti non potrà essere trattato nell’impianto. Questo si traduce in 5.250 tonnellate di rifiuti all’anno che potrebbero essere stoccate nell’area della ex Rdb e che potrebbero nel giro di qualche anno trasformare il nostro territorio in un deposito di rifiuti dell’intera regione”.




