“Più competitività per chi sa fare rete”

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‘Esportare il modello cooperativo per sviluppare la capacità di fare rete tra i soggetti del territorio’.
A pochi giorni dalla 90esima Giornata internazionale delle Cooperative del 7 luglio, l’auspicio dei cooperatori è di riuscire a ‘contaminare’ – come insieme di valori e di metodi concertativi –  le altre realtà locali per sviluppare forme di collaborazione e di interscambio sul territorio’. Ne è convinta Nicoletta Corvi, direttore di Confcooperative che sta portando avanti con le associate il progetto ‘Coopera Rete’, che promuove lo scambio dei servizi e delle competenze interne a ciascuna cooperativa e che potrebbe essere esteso anche agli altri operatori economici. Un’impresa difficile per la realtà piacentina – che non  ‘brilla’ certo per la capacità di fare squadra –  ma anche strategica se considerato il difficile momento di congiuntura economica che stiamo vivendo. ‘Non è un caso che il 2012 sia stato proclamato l’Anno delle cooperative’: è nei momenti di grave congiuntura – afferma Nicoletta Corvi – che la formula cooperativa dimostra di essere vincente perché capace di affrontare meglio di altre tipologie di impresa le difficoltà economiche e finanziarie. I motivi sono da ricondurre ai valori intrinseci delle cooperative: mutualità, sussidiarietà, partecipazione e gestione democratica di impresa oltre che maggiore flessibiltà’.La formula della cooperativa ha al suo interno la soluzione alla maggior parte dei problemi che si trova a dover affrontare ed è proprio per questo che è un modello da esportare: ‘i servizi che alcune associate offrono al territorio –  aggiunge il direttore di Confcoopertive – sono la risposta alle criticità di altre cooperative socie. E’ per questo che stiamo attivando interscambi di competenze e di servizi al nostro interno attraverso il progetto Coopera Rete, che abbiamo avviato nei mesi scorsi. Al progetto crede fortemente l’ente provinciale piacentino che lo ha appoggiato e finanziato.

Partecipazione e flessibilità gli assi delle coop

‘E’ ponendo le persone al centro delle strategie di impresa che la cooperativa riesce a ripartire perchè fondata sulla corresponsabilità e sulla condivisione di successi e difficoltà’. Altra caratteristica peculiare è la flessibilità: ‘grazie alla  propria struttura organizzativa la cooperativa meglio si adatta all’evoluzione dei bisogni della società e spesso riesce ad anticiparne le esigenze. In che modo? Investendo sul proprio capitale umano – che è la sua risorsa più importante -, sulla formazione e sull’aggiornamento continuo. E’ solo guardando avanti che si può uscire dalla crisi’.

Aggregazione e interscambio tra le associate

Le sfide non mancano e anche le cooperative non sono certo immuni ai pesanti effetti della crisi: ‘l’accesso negato al credito e i ritardi nei pagamenti stanno mettendo in ginocchio anche le cooperative che faticano a  rimanere competitive sul mercato e chi ha idee imprenditoriali innovative non riesce a svilupparle’, spiega la dottoressa Corvi:’è per tutti  questi motivi che negli ultimi anni abbiamo sviluppato strategie nuove di impresa come la sperimentazione di forme di aggregazione tra le associate per il raggiungimento di scopi comuni’.

Coopera Rete: insieme per essere competitive

Confcooperative sta infatti portando avanti il progetto ‘Coopera Rete ‘che valorizza le capacità delle singole cooperative, mettendole in rete. Nel progetto – avviato nei mesi scorsi – sono state coinvolte una ventina di associate (agricole, sociali e di produzione e lavoro) che realizzeranno una rete di collegamenti complementari in cui le competenze di una cooperativa saranno al servizio di tutte le altre e che ci premetteranno di rispondere al meglio alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei soci’. Il progetto è scaturito dalla recente indagine “Analisi del modello organizzativo di Confcooperative Piacenza – “Prospettive di sviluppo” condotta da Nicoletta Corvi tra le 110 associate di Confcooperative: ‘Dal confronto con le associate e dall’analisi dei loro bisogni stiamo promuovendo nuove aggregazioni capaci di offrire soluzioni interscambiabili tra le coop.
Tra le azioni intraprese, ricordiamo che sono già stati attivati corsi di formazione  specifica (come sulla sicurezza sui luoghi di lavoro insieme all’Ausl) con  l’aiuto di Irecoop (l’ente formativo di Confcooperative) e sono stati presentati progetti comuni per accedere a bandi pubblici locali, regionali, nazionali ed internazionali (nei settori: giovani, agroalimentare e agricolo) per consentire alle cooperative di partecipare ai concorsi per i quali singolarmente non avrebbero avuto possibilità di accesso.

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