Nell’Anno internazionale delle cooperative, Legacoop Piacenza ha voluto misurarsi sul territorio per capire come la cooperazione sia percepita dai piacentini. Per la prima volta ha partecipato all’indagine provinciale ‘L’immagine delle cooperative e di Legacoop’ commissionata da Legacoop all’istituto di ricerca Swg che ha coinvolto 3mila intervistati dei quali circa 200 piacentini. Gli esiti sono stati molto soddisfacenti: il 71% degli intervistati ha fiducia nelle imprese cooperative che considera dinamiche (per il 74% dei piacentini), credibili (67%) ed affidabili (69%). ‘Siamo molti soddisfatti del risultato del sondaggio che mostra come la cooperazione sia considerata uno dei soggetti più appropriati per uscire dalla grave crisi economica in cui ci troviamo’, spiega Maurizio Molinelli, presidente di Legacoop Piacenza. La fiducia nelle cooperative è in crescita (+18%) rispetto a quella nelle imprese di capitale (+2%). Il 64% dei piacentini, inoltre, giudica buoni i risultati ottenuti dalla cooperazione emiliano-romagnola in difesa del lavoro e dell’occupazione durante questi anni di crisi’. Un buon risultato che consente di fare previsioni positive sul futuro della cooperazione.
Giovani e cooperative del sapere
A colpire principalmente sono i settori verso i quali gli intervistati mostrano maggiore attenzione: ‘Ai primi posti tra gli ambiti in cui i potenziali nuovi cooperatori si indirizzerebbero – aggiunge Molinelli – si colloca il settore dei media e della comunicazione e particolare interesse suscitano gli indirizzi legati al web e ai social network. Settori dai quali stanno emergendo nuove professioni e che attraggono specialmente i giovani: la fascia che ha mostrato maggiore attenzione al questionario è infatti quella dai 18 ai 24 anni. Per tutti questi motivi ci sono buone prospettive che il modello cooperativo faccia breccia tra le giovani generazioni per sviluppare nuove idee imprenditoriali. La sfida dei prossimi anni – aggiunge il presidente di Legacoop – saranno infatti le “cooperative del sapere” chiamate ad offrire nuovi servizi al territorio. Quest’anno per la prima volta abbiamo partecipato al Career Day dell’Università Cattolica e abbiamo ricevuto diversi contatti: le idee nuove ci sono, purtroppo registriamo difficoltà nell’accesso al credito per poterle sviluppare’.
Crescono i servizi, ma ritardi nei pagamenti
‘Nonostante la grave situazione economica, abbiamo settori – come quello dei servizi – che ancora crescono, sia in termini di fatturati che di occupazione. La Regione Emilia Romagna sta lavorando per immaginare un nuovo modello di welfare a gestione pubblico-privata e come Legacoop – aggiunge – ci stiamo attivando per sviluppare nuove formule di imprenditorialità cooperativa capaci di abbracciare anche nuovi settori. In questi ultimi anni notiamo – ad esempio – una maggiore attenzione alla cura del territorio, ambito che le cooperative potrebbero sviluppare maggiormente. I problemi non mancano: la crisi morde e le difficoltà con cui si scontrano quotidianamente le cooperative sono l’accesso al credito e ai prestiti bancari: ‘Negli ultimi mesi qualcosa si è mosso e recentemente abbiamo avviato grazie ad Unicredit alcuni progetti importanti’, aggiunge Molinelli. Altra grossa preoccupazione sono i ritardi nei pagamenti: ‘Le cooperative sociali emiliano-romagnole vantano un credito di oltre 200 milioni di euro verso le amministrazioni pubbliche con ritardi nei pagamenti mediamente di 180 giorni che diventano 350 nel caso delle cooperative di servizi’. Dati allarmanti se consideriamo la dimensione delle cooperative sociali, per lo più medio-piccole che non dispongono di un patrimonio netto che offra loro la possibilità di far fronte a questi ritardi con mezzi propri. Altro settore di forte crisi è quello delle costruzioni: ‘Le nostre associate hanno un consistente portafoglio di lavori ma mancano gli investimenti per poter avviare le opere in cantiere. In questi ultimi tre anni per poter mantenere inalterati fatturato ed occupazione siamo intervenuti pesantemente sui bilanci: una situazione al limite che non può più andare avanti’.
L’indagine
I soggetti che mostrano una spiccata propensione ad avviare un’impresa cooperativa raggiungono circa il 4.9% della popolazione provinciale e sono numericamente stimabili attorno a 8.500 potenziali nuovi cooperatori.
Il 90% degli intervistati ritiene molto utile la nascita di nuove cooperative nel settore dei servizi alla persona e della formazione (86%).
Al terzo posto si collocano la tecnologia e i nuovi media informatici (78%).
Il 95% degli intervistati ritiene che sia importante che un’impresa sostenga l’occupazione femminile: il 74% dei piacentini intervistati è d’accordo con chi sostiene che le cooperative siano più attente delle imprese di capitale all’occupazione femminile.
Per quanto riguarda l’immagine di Legaccop, il 52% dei piacentini ha fiducia nella Lega delle cooperative che per il 76% degli intervistati rappresenta solidarietà, più qualità, efficienza, onestà e innovazione.




