
Un po’ verde e un po’ no; un po’ transitabile e un po’ no. Un fatto però è certo: in piazza Cittadella non si scaverà per realizzare un parcheggio interrato.
Come sarà il futuro di questo spazio al centro di tanti tormenti in questi ultimi anni? Una prima risposta alla domanda è arrivata da un’ipotesi di progetto illustrato in questi giorni dagli architetti di Arcadis a cui il Comune ha affidato lo studio supportato da un breve percorso partecipato.
Dalle illustrazioni rese la piazza si presenterà diversa da quella che è sempre stata; e questo è un altro fatto certo. O meglio questa è la speranza. Obiettivo recuperare uno spazio urbano centrale sottraendolo all’abbandono e alla sfera dei “non luoghi” come è stato da diversi decenni nonostante l’area fosse direttamente collegata a uno dei maggiori, seppur incompiuti, monumenti storici della città com’è palazzo Farnese.
Le linee principali del progetto
Alberi e arbusti insieme dovranno formare, o meglio dare l’idea di un mini “bosco urbano”. Sarà in un angolo di piazza Cittadella nella parte contigua a piazza Casali (anche qui il progetto già pronto prevede alberi anche se in linea e non a boschetto). Altro punto focale i materiali. Dovranno avere coerenza e armonizzarsi con la zona monumentale del Farnese (ciotoli, mattoni di cotto disposti a lisca di pesce, pietra di Luserna per i marciapiedi intorno all’area complessiva. E il traffico? Quello resterà anche se solo su un lato. Una delle questioni cruciali – il passaggio delle auto nella zona monumentale – nel progetto contiene ancora molti “auspici” e poche certezze che il traffico veicolare possa prendere altre direzioni. Almeno per ora.
Un passo avanti però si può cogliere quando si ipotizza che la zona di fronte alla scuola dovrà essere pedonalizzata per garantire sicurezza ad alunni e studenti che la frequentano ogni giorno e far sì – qualora lo permetta la temperatura – che quest’angolo della piazza possa diventare un luogo di socialità per gli studenti e perfino “un’aula all’aperto” con alberi e gradoni. Per questo spazio è stato chiesto un potenziamento rispetto alle previsioni del progetto per garantire maggiore ombra se lo spazio venisse usato come “aula all’aperto”. E visivamente si presenta come un’isola interna alla piazza pensata e suddivisa in quattro zone multifunzioni che però non sono compartimenti stagni ma si intersecano tra loro e tutte insieme, convergono visivamente su traiettorie ideali che hanno al centro il dominus della piazza: sempre il Palazzo, comunemente detto il Farnese.
Traffico, nodo irrisolto o trattato “a metà”
I desiderata emersi tante volte negli incontri del percorso in cui si chiedeva che via Cittadella diventasse tutta pedonale (si suggerisce che lo sia, in modo “sperimentale” nel tratto davanti alla scuola) resta sullo sfondo un’ipotesi virtuale… “chissà un domani, forse”. La questione è lasciata a un’eventuale riorganizzazione della viabilità comunale di là da venire. È stato ripetuto durante la presentazione del progetto nella sala Pier Luigi Farnese che dà sul quadrato della piazza e a chi la osserva dall’alto rimanda un’immagine molto dolorosa.
Altra questione viabilistica riguarda via Baciocchi. Anche questo nodo non cambia destinazione e rispetto alle richieste iniziali resta quindi insoluto. Infatti, nonostante nella proposta di progetto se ne ipotizzi la riduzione delle due carreggiate resterà aperta alle auto in doppio senso che transiteranno ancora di fronte a palazzo Farnese. Ma non tutta la piazza sarà transitabile. Infatti, sul lato opposto al Palazzo l’accesso sarà aperto ai residenti e agli esercizi della zona sia per il carico e scarico delle merci. Nell’angolo in cui si trovano gli esercizi, bar e ristoranti sarà previsto uno spazio per tavolini, panchine ecc. Del resto va detto che nel mandato affidato alla società di progettazione la necessaria percorribilità della via suddetta rappresentava uno dei vincoli posti dal Comune.
Sono in breve gli ingredienti della proposta di progetto illustrata dagli architetti di Arcadis a conclusione del percorso partecipato avviato dal Comune per trovare una soluzione di recupero, rigenerazione a uno spazio urbano ora devastato dal cantiere interrotto e trasformarlo da “piazza del buco” (così nominata dall’artista Alberto Esse) dopo il taglio degli alberi, l’abbattimento dell’ex stazione dei bus e la sospensione degli scavi interrotti.
I punti fermi dell’ipotesi progettuale
Il progetto è ora solo un’ipotesi che si materializza tenendo conto di alcuni punti fermi.
Primo il budget consegnato dal Comune ai professionisti incaricati di redigerlo: un milione e mezzo di cui “un milione per i lavori di rigenerazione della piazza”, in secondo luogo fare tesoro delle osservazioni proposte da associazioni e cittadini emerse nel corso del (breve) percorso partecipato e, non certo ultimo, le richieste quasi insindacabili espresse dalla Soprintendenza a cui è stata sottoposta l’idea di progetto prima della sua ufficializzazione.
Tanto che l’architetto Andrea Vercellotti che ha condotto il percorso partecipato durante la presentazione ha parlato di un risultato “non scontato” il placet ottenuto della Soprintendenza alla proposta di realizzare il bosco urbano.




