Piacenza ridimensionata dalla tornata elettorale: chi pagherà il conto?

0

Mentre a livello nazionale le elezioni consegnano al Paese una situazione di pressoché totale ingovernabilità, Piacenza esce ridimensionata e politicamente dilaniata dalla tornata del 24 e 25 febbraio.
Ridimensionata perché la compagine piacentina di deputati si assottiglia notevolmente, con i soli De Micheli e Migliavacca certi della poltrona romana; dilaniata perché l’unico risultato concreto dopo una campagna elettorale breve e sottotono sono le frazioni che, anche a livello locale, hanno rivoluzionato le compagini partitiche.
Partiamo dal centrosinistra, dove, anche se nessuno mai lo ammetterà, tutti si staranno mangiando le mani per non aver ceduto il passo a Matteo Renzi. L’establishment ci ha voluto mettere lo zampino a tutti i costi, regalando una seconda giovinezza a Berlusconi e condannando il Paese all’ingovernabilità con uno striminzito vantaggio sul Pdl che, solo un paio di mesi fa, pareva quasi condannato a chiudere bottega. È presto per fare i conti, ma anche a livello locale verrà fatta questa considerazione, soprattutto da parte dei renziani sconfitti alle Primarie, epurati dal direttivo locale del Pd e forzatamente rimessi sulla carreggiata che avrebbe dovuto accompagnare Bersani nella trionfale conquista del Governo.
Altrettanto “roseo” pare lo scenario sul fronte del centrodestra. Quel che rimane, a conti fatti, è solo il divorzio tra il più influente esponete del centrodestra locale, Tommaso Foti, e il Pdl. Separati in casa, dato che permane la coabitazione nella sede di via XXIV Maggio. Il buon risultato ottenuto a livello locale e nazionale ha rianimato i più disillusi, ma sono in molti a pensare che per il centrodestra piacentino sia arrivato il momento di dar vita a un nuovo corso.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.