
Expo 2015, la mega kermesse milanese che aprirà i battenti a maggio e annuncia di portare oltre 20 milioni di visitatori in Italia nei successivi sei mesi, potrebbe essere una grande occasione per convogliare turisti e affari anche a Piacenza. Potrebbe, ma secondo il centrodestra piacentino è un treno che si rischia di perdere: “La speranza è che vi sia un’inversione di tendenza – hanno spiegato, in conferenza stampa, Filiberto Putzu (Fi), Massimo Polledri (Lega) e Tommaso Foti (Fdi-An) – perché gli assessori Tarasconi e Albasi stanno cercando di organizzare cose ma senza nessun marketing territoriale, eventi insufficienti ad attirare a Piacenza i turisti e i business men”. “Ci voleva capacità di coordinamento e delle idee – ha lamentato Polledri, mentre Foti ha aggiunto: “Con i due milioni di euro spesi per Expo dagli enti piacentini si faceva la più bella mostra del mondo con il fegato etrusco, il Tondo del Botticelli e il Codice Landiano insieme. Invece abbiamo un sito Internet spoglio, in due lingue soltanto, a cui con lo smartphone non riesci a collegarti, troppo pesante anche per il computer”. Il portale “Experience Piacenza”, che dovrebbe intercettare visitatori nella nostra provincia, non incontra soverchi consensi: “E’ di ardua consultazione, è pesante, non è accessibile tramite smartphone, non appare per primo su Internet digitando Milano con Expo e con Piacenza”. Queste le principali doglianze. E c’è chi, come il consigliere Marco Colosimo (Piacenza Viva) gli preferisce il sito fatto in casa da una dipendente comunale, “Piacere Piacenza”.
Il Comune ha investito per Expo 365 mila euro (165mila euro per compartecipare alle spese di affitto della piazzetta a Milano, 100mila euro per interventi turistici di varia natura, altri 100mila che arriveranno in seguito all’approvazione del bilancio, in programma a fine aprile) ma da più parti si chiede un report chiaro di tutti i rivoli in cui confluirà il denaro delle istituzioni. I circuiti culturali sono avviati, il calendario è fitto di eventi e spettacoli ma, per quanto riguarda l’afflusso turistico, pare che le prenotazioni siano ancora al palo. E se il sindaco Dosi si sfoga su facebook invitando a “non gufare” (“Qualcuno si augura che Piacenza faccia una pessima figura per ragioni elettoralistiche, dimenticando di aver gufato anche per l’adunata degli alpini nel maggio 2013. Si sa, poi, qual è stato il bilancio di quello straordinario evento”), il Movimento 5 Stelle accusa l’amministrazione di muoversi nel caos. Spiega Mirta Quagliaroli in una nota: “Nei giorni scorsi sono state convocate due commissioni sulla stessa tematica, l’Expo. Abbiamo constatato con rammarico e stupore che nella prima non era presente l’A.T.S., associazione temporanea di scopo guidata da Silvio Ferrari, coordinatore del progetto “Piacenza per Expo 2015”. Fare una commissione per parlare dei lavori in corso senza la presenza dell’associazione che li sta predisponendo è quantomeno strano, è un po’ come parlare a vuoto, senza un interlocutore. Per cui si è deciso di fare un’altra commissione per discutere delle iniziative e dei progetti in corso con il responsabile Silvio Ferrari ma solo dopo due giorni era prevista un’altra commissione, proprio per capire quali fossero le iniziative culturali previste in città. Insomma, un doppione. A noi sembra proprio che si facciano le cose con superficialità e senza coordinamento”. Insomma – questa la denuncia – poche idee ma confuse. Per Piacenza, dunque, sarà un Expodramma? Speriamo di no, naturalmente.




