Da Alfonso ad Inzaghi. I top e i flop della settimana sportiva.

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alfonsoCHI SALE:

ENRICO ALFONSO: le sue parate determinanti stanno portando in quota insperate il Pro Piacenza, quando decide di abbassare la serranda e’ determinate ed insuperabile. A lui e Matteassi il plauso di trascinare i rossoneri verso una salvezza clamorosa dopo l’ingiusto -8 di partenza. Peccato per qualche sporadica battuta a vuoto che ne ha finora tarpato la carriera.

MARCO GASPARI:ha preso in mano le redini di una Rebecchi Nordmeccanica altalenante nei risultati e nel gioco. Ha il peso di una presidenza che pretende solo la vittoria. In campionato due convincenti e nette vittorie segno che il percorso per una stagione da co-protagoniste puo’ essere quello giusto.

EMANUELE ORLANDI: e’ il classico giocatore silenzioso, magari non spettacolare ma che tutto gli allenatori vorrebbere per l’equilibrio e l’intelligenza tattica che sanno mettere in campo. Protogonista dela gol vittoria di Cesena, meriterebbe piu’ spazio in un ruolo per altro gia’ coperto dalll’inamovibile Volpe.

ARNALDO FRANZINI:non ci sono quasi aggettivi per questo tecnico tanto umile quanto capace, ha saputo risollevare una barca che stava affondando come il Titanic trasformandola in una formazione organizzata e competitiva contro chiunque. Ha saputo trovare il giusto equilibro tattico tra una difesa coperta un attacco a tre punte.

CHI SCENDE:

SANI BECIROVIC: era arrivato a Piacenza come l’uomo della svolta biancorossa con il suo passato ricco di gloria e di top-teams, finora il suo rendimento e’ stato negativo e la squadra ne ha risentito. L’espulsione assurda con Treviso ha contribuito a condannare il Bakery in un match fondamentale per le residue speranze di salvataggio.

ROBERTO PIGHI: onestamente non si e’ ben capito il suo ruolo ed il suo obiettivo: prima ufficialmente coinvolto per entrare nel Pro Piacenza come quota di minoranza, poi individuato come mediatore tra Piacenza e Pro per una possibile fusione, infine addirittura Presidente “in pectore” del nuovo Piacenza calcio. Per evitare disguidi alla fine si e’ apertamente chiamato fuori.

FILIPPO INZAGHI: si e’ immediatamente preoccupato di far sentire la sua voce in salvataggio del derelitto Parma auspicando una fine diversa rispetto al “suo ” Piacenza. Peccato che la fine del “suo” Piace sia stata cagionata anche dal suo plateale disinteresse, lui che come capitali e carisma poteva essere l’uomo giusto per unire le varie anime e personalita’ piacentine interessate a salvare i biancorossi.

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