L’ormai certa promozione del Carpi nella massima serie non rappresenta che l’ultimo di una serie di miracoli di provincia che portano alla ribalta del calcio nazionale piccole realta’ semisconosciute ma capaci tramite un lavoro pluriennale e azzeccate scelte di dirigenti e giocatori di raggiungere risultati sensazionali ed insperati.
GRANDE RINCORSA: la formazione modenese solo 5 stagioni or sono era in serie D, ora sta per festeggiare la massima serie. anche loro sono passati attraverso un fallimento e la ripartenza dall’eccellenza emiliana, tanto analogie con il Piacenza a partire dal condottiero di questo miracolo. Fabrizio Castori all’ombra del Gotico e’rimasto solo qualche mese ma lasciano un ricordo di un allenatore sanguigno, dedito al lavoro con grinta e passione. Per lui dopo una carriera di gavetta il meritato premio con l’eccezionale vetrina della serie A.
INVESTIMENTI RIDOTTI: Il Carpi ora, ma anche Sassuolo, Chievo e Cesena in serie ed Entella Pro Vercelli e Trapani in serie B, dimostrano che per fare strada nei campionati professionistici non servono mecenati araba,russi o cinesi oppure investimenti pluriennale, stadi ultramoderni o tifoserie oceaniche. E’ sufficiente programmare per tempo le stagioni sportive affidandosi a persone oneste e competenti dietro la scrivania e sul campo. Solo e soltanto in questa strada si possono aprire cicli ed ottenere sul campo prestigiose promozioni e traguardi importanti.
TRIPLI SALTI: come detti il Carpi nel 2009 era in Serie D, il Trapani nel 2010 era in Eccellenza. Ora sono entrambre degne protagoniste del campionato cadetto utilizzando spesso giocatori provenienti dai campionati dilettantistici, a dimostrare che il gruppo, la coesione e l’umilta’di squadra sono elementi predominanti a discapito dei grandi nomi e delle campagne acquisti faraoniche.
SETTORI GIOVANILI E RETE DI OSSERVATORI: sono due elementi imprescindibile per abbassare il budget iniziale ed abbattere il costo del lavoro. Da una parte per costruirsi in “casa” l’ossatura della propria squadra con giovani da impiegare in prima squadra e poi eventualmente da rivendere per fare “cassa” e dall’altra per trovare sia negli sconosciuti campetti di provincia nazionali che internazionale qualche talento a basso costo (all’estero i prezzo rimangono piu’ bassi che in Italia).
MARCHETTI E FRANCANI:Giampiero Marchetti e’ stato l’indiscusso artefice della scalata del Piace dalla C alla A. Con lui come direttore sportivo mai una spesa folle o acquisti fuori budget. Guarda caso i guai di Garilli sono incominciati quando se ne e’andato e i conti non sono piu’ tornati. Doppia impresa invece per Riccardo Francani prima alla guida del Fiorenzuola di Antonio Villa in cui sfioro’ la serie B, ed ora la Pro Piacenza l’impresa si ripete passando in pochi anni dalla promozione alla Lega Pro.
PIACENZA E PRO SULLA RAMPA: come detto diventare o tornare grandi si puo’. Pro e Piacenza hanno tutte le caratteristiche per compiere la strada delle illustri piccole societa’ che stanno stupendo il calcio nazionale. Hanno dirigenti appassionati, una citta’ che permette di lavorare serenamente, allenatori preparati e dirigenti competenti. L’importante sara’ dare continuita’ massima al lavoro impostato in questi ultimi anni (per il Pro) e mesi (per il Piacenza), cosi facendo i risultati non potranno che arrivare.




