E’ una di quelle serate che rimarranno nei ricordi dei tifosi piacentini, non tanto per il risultato e l’epilogo sportivo quasi inutile ed insignificante, ma per l’atmosfera unica e commovente che si respira a bordo campo. C’e’ un po’ l’aria da ultimo giorno di scuola ma sopratutto la celebrazione e la tristezza per il concreto rischio di epilogo della fantastica avventura pallavolistica del Copra Volley. lo striscione esposto ” 15 anni di volley ..e’ stato meraviglioso” gonfia gli occhi lucidi di chi ha vissuto, gioito, pianto e sudato per tre lustri interi accanto alle maglie biancorosse. Per un attimo il pensiero corre veloce alla notte tricolore di Trento, alla terribile amarezza di Lodz, alle tante finali perse ma anche alle battaglie vinte, alla gioia della Challenge Cup (unico trofeo alzato tra le mura amiche), alla Coppa Italia di Bologna in un PalaDozza biancorosso, alle incredibili sfide con Trento, Macerata, Treviso, Cuneo, alle tante serate di festa del Palabanca, alla fantastica atmosfera degli inizi al PalaAnguissola. Le note di “Ho imparato a sognare” di Fiorella Mannoia rendono ancora piu’ magica e un po’ triste la serata. Da brividi la “standing ovation” sul match-point di Trento, tutto il palazzo in piedi a celebrare non la sconfitta del Copra, ma a tributarne il giusto e meritato plauso per una storia iniziata in sordina nel 2001 ma che ha cambiato per sempre le sorti dello sport piacentino. Piacenza grazie al Copra non e’ piu’ stata la stessa, grazie alla sua squadra di pallavolo e’ cresciuta, ha trovato visibilita’ a livello nazionale ed internazionale, ha attratto sponsor e pubblico da tutta Italia, la pallavolo ha permesso finalmente la citta’ di dotarsi di impianti all’altezza, di svegliarsi dal torpore di una anonima citta’ di provincia e di arrivare ai vertici tricolore. Dopo il Copra e dopo Guido Molinaroli sono arrivati altri a seguire una strada gia’ tracciata: il basket e la pallavolo femminile hanno raggiunti anch’essi livelli mai sfiorati prima ma probabilmente senza il Copra a fare da traino nulla sarebbe successo. Per la cronaca si e’ giocata anche una partita; il match con Trento ha visto prevalere come previsto il gialloblu alla ricerca dei punti sicurezza per il primo posto, e’ stata partita vera solo nel secondo set con Piacenza che trova a muro e in battuta con Poey e Kohut le armi per contrastare l’attacco e la difesa trentina, sfiora la vittoria nel parziale ma alla fine le basse percentuali in attacco la condannano ad uno 0-3 ininfluente per la classifica dei padroni di casa. Ma ora tutta l’attesa e la trepidazione e’ per cio’ che avverra’ fuori dal campo. Se Piacenza ha imparato a sognare lo deve al Copra volley. i suoi tifosi e un’intera citta’ non vogliono smettere di farlo.




