Piacenza come Tafazzi: dopo il Copra Elior,
addio alla Rebecchi Nordmeccanica

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tafazziRiuscire a perdere quasi contemporaneamente Copra Elior e Rebecchi Nordmeccanica è la conferma agghiacciante che Piacenza potrebbe erigere un monumento a Tafazzi, personaggio dell’italico cabaret che saltellava colpendosi l’inguine con una bottiglia di plastica e traeva un masochistico piacere da tale assurda pratica.
Solo così si può spiegare la ‘palavalanga’, termine con cui si potrebbe definire la disastrosa slavina di responsabilità varie (in primis della politica: dalla sottovalutazione dei problemi all’incapacità di comprendere le esigenze e le scadenze dello sport di vertice, fino alle imbarazzanti omissioni su troppi fronti) in merito alla gestione del Palabanca (che ne sarà del palazzetto, ora?) che, esplosa in seno alla crisi del Copra Elior con il passo indietro del patron Molinaroli, ha finito per travolgere ogni possibilità di programmazione della Rebecchi Nordmeccanica spingendo al sofferto addio anche le famiglie Cerciello e Rebecchi.
Non sono noti a chi scrive precedenti di una città che riesca a privarsi nel giro di pochi giorni sia di una squadra fresca autrice di un triplete tricolore nel volley femminile sia di una squadra recente vincitrice della Coppa Italia al maschile: già una sola delle due cose (vedi il cataclisma-Siena nel basket) viene giudicata un autentico disastro, ma fare l’abbinata (salvo miracoli, improbabili al momento) di funerali sportivi per un incomprensibile ‘cupio dissolvi’ inchioda alle proprie incapacità le forze politiche, istituzionali ed economiche della città.
Dopo i crack di calcio (il fallimento del Piacenza) e basket, il terremoto nel volley è per gli sportivi (e per i piacentini tutti, che – anche senza saperlo – dal luminoso ritorno di immagine per la città garantito dal volley, sport dall’immagine molto più ‘pulita’ di altri, avevano solo benefici) una “tranvata” di proporzioni inaccettabili, sia sotto l’aspetto meramente sportivo che sotto l’aspetto sociale, viste le innumerevoli iniziative che sia al team maschile (da molti anni) che a quello femminile si erano collegate o stavano per farlo.
Uno sconquasso che lascia sbigottiti i tifosi (ai grandi numeri dei Lupi Biancorossi del Copra Elior, forse il pubblico più appassionato e ammirato d’Italia, stavano affiancandosi gli interessanti riscontri dei Pink Wolf della Rebecchi Nordmeccanica), ma che non può essere lasciato passare troppo presto ‘in cavalleria’ nemmeno dagli addetti ai lavori, media compresi.
“Purtroppo – ha detto il presidente onorario Antonio Cerciello nell’annunciare, scuro in volto, la decisione-choc – la situazione è diventata insostenibile e la mia società non può più aspettare. Per questo annunciamo la nostra uscita dalla pallavolo.  Mi spiace moltissimo per la città e per i nostri tifosi, a cui chiedo scusa, ma non possiamo fare altrimenti: non ci è stata data la possibilità di andare avanti”.  “Era nelle nostre intenzioni – ha confermato il presidente Vincenzo Cerciello – allestire un’altra grande stagione, tra campionato e Champions League. Per farlo, però, serve muoversi adesso, sul mercato e pure a livello logistico come la scadenza dei termini per iscrivere la squadra alla Champions League. Allo stato attuale, cosa avremmo inserito alla casella ‘campo da gioco’?”.
Proprio le nuvole sul Palabanca, evidentemente, sono state decisive: “Abbiamo chiesto – ha svelato Cerciello – il rinnovo della disponibilità dell’impianto per i prossimi tre anni, il tempo minimo per la programmazione di un’attività di alto livello come la nostra. Purtroppo ad oggi il Comune non ci ha dato risposte: non abbiamo certezze sull’impianto e quindi, seppur a malincuore, siamo costretti a chiudere qui. ‘Un silenzio assordante’, lo definirei. Da questo momento il titolo sportivo della serie A1 è a disposizione di chi è interessato”.
Amarezza anche nelle parole del vice presidente, Giovanni Rebecchi: “Per restare ai vertici, una pianificazione articolata rappresenta una strada obbligata. Non avendo a oggi la disponibilità di un impianto con i requisiti minimi, la scelta, seppur molto dolorosa, è obbligata. Vivere nell’incertezza rappresenta un elemento di disturbo e di disinnamoramento”.
“Ringrazio – ha chiuso Cerciello senior – chi ci è stato vicino in questi anni, soprattutto i tifosi. Non ci sono più margini di trattativa, la mia famiglia non investirà più un solo euro nella pallavolo. Mi è passata la voglia di investire. Non prendo nemmeno in considerazione la possibilità di fare attività in altre città. Nordmeccanica, con Rebecchi al fianco, si è impegnata per Piacenza: non siamo più messi nelle condizioni per farlo, e quindi chiudiamo qui”.

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