Piacentini in sovrappeso, l’allarme scatta da bambini

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Sei adolescenti su dieci non praticano sport, non mangiano frutta e verdura e sono ‘schiavi’ di Facebook e degli smartphone: è la nuova ‘generazione seduta’ capace di trascorrere fino a 11 ore al giorno facendo zapping in tv e chattando in internet. E’ il quadro allarmante presentato dalla Società italiana di Pediatria che si somma alla bassa predisposizione dei giovani a praticare attività fisica. Secondo l’Istat – infatti – i sedentari in Italia sono oltre il 40% della popolazione e tra i giovanissimi cresce l”abbandono sportivo’. Torniamo così ad essere ultimi in Europa per partecipazione allo sport nei 27 paesi dell’Ue. A preoccupare di più sono però i dati riguardanti l’obesità infantile: il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso. Più di 1 bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Secondo l’indagine di ‘Okkio alla Salute’, il 60% di coloro che sono in sovrappeso prima della pubertà lo sarà anche da adulto e questo favorirà precocemente l’insorgenza di malattie cronico degenerative. Non un fatto estetico che spesso molte mamme sottovalutano ma una patologia grave che in alcuni casi in età adulta può comportare  il ricorso ad un intervento chirurgico. Anche a Piacenza sono in aumento le persone che si rivolgono al ‘Centro di chirurgia dell’obesità e malattie metaboliche’ dell’Ausl che in soli otto anni ha eseguito 200 interventi, con una media di 25 operazioni ogni 12 mesi: il 75% sono donne .
La crisi peggiora la salute
La crisi economica ha un impatto negativo sulla nostra salute. Secondo il recente Rapporto Osservasalute 2011 gli italiani rinunciano a frutta e verdura, a fare sport.
Aumentano così (secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane) sovrappeso e cure ‘fai da te’. In Italia oltre un terzo della popolazione è in sovrappeso e 1 italiano su 10 è obeso. Piacenza segue il trend nazionale, collocandosi di poco sotto la media: “I piacentini in eccesso ponderale (somma percentuale persone in sovrappeso e obese) sono il 38% della popolazione – spiega la dottoressa Mara Negrati, responsabile dell’unità operativa di Nutrizione Clinica dell’Ausl piacentina – contro la media regionale del 42%”. Obesità e sovrappeso sono riconosciuti dall’Oms come problemi di saluti pubblica ma spesso non vengono percepiti come tali: “In questi anni – aggiunge il chirurgo Edoardo Baldini, responsabile del Centro di chirurgia dell’obesità dell’Ospedale di Piacenza –  sono aumentate le richieste di aiuto ma manca ancora una consapevolezza dei rischi che si corrono sottovalutando il problema’.
Crolla lo sport

 E’ boom di sedentari tra i giovani e giovanissimi: la fuga dallo sport dipende anche dalle difficoltà economiche delle famiglie costrette a tagliare il ‘non strettamente necessario’. A Piacenza sono due le iniziative sponsorizzate nel 2011/2012 dall’Ausl in collaborazione con i comuni del territorio: ‘San Nicolò Cammina’ – progetto avviato tre anni fa dalla dottoressa Negrati e dall’ex assessore Fernanda Cerri del Comune di Rottofreno  – e ‘Guadagnare Salute’ partito recentemente a Podenzano e  coordinato dalla  dottoressa  Borciani : entrambi coniugano movimento, alimentazione e stile di vita sano. “Quest’anno – spiega la dottoressa Negrati – abbiamo ampliato il progetto”San Nicolò cammina” coinvolgendo anche comuni vicini (Borgonovo, Calendasco, Gragnano, Rottofreno e Sarmato): si cammina a passo veloce (1h) tutte le sere dal lunedì al venerdì da marzo a novembre”.
Alimentazione

Mangiamo di fretta e male perché abbiamo poco tempo e preferiamo la scelta del  ‘panino veloce’ piuttosto che un pranzo ricco di frutta e verdura che costano anche di più. ‘L’obesità è una malattia cronica multifattoriale: a determinarla sicuramente ambiente e stile di vita rivestono un ruolo importante. L’alimentazione è in grado di modificare il profilo di rischio: il modello che ottiene i risultati migliori è la dieta mediterranea. ‘Studi condotti sulle popolazioni migranti hanno evidenziato che i livelli di incidenza di tumori  (in particolare alla mammella, colon-retto e prostata) subiscono un significativo incremento quando le popolazioni migrano da paesi a bassa incidenza verso paesi a elevata incidenza evidenziando – aggiunge Negrati – come lo stile di vita (alimentazione, attività fisica e fumo) sia la principale causa di tali patologie”. A questo proposito sta partendo in questi giorni il progetto Seta in collaborazione tra il dipartimento di Oncologia e l’U.O. Nutrizione Clinica dell’Ausl per ridurre il rischio di recidive in donne che hanno avuto un tumore al seno aiutandole a correggere il proprio stile di vita.

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