
L’undicesima edizione della ‘Giornata di prevenzione dello spreco alimentare’ ha posto i riflettori su come gli effetti della crisi globale incidano sull’economia circolare e sulla tendenza di recuperare il cibo, anziché buttarlo. Se da una parte il consumatore acquisisce maggiore consapevolezza nell’adozione di buone pratiche di sostenibilità – a causa anche dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari – , dall’altra l’imminente traguardo dell’Agenda Onu 2030, ci ricorda l’obiettivo (da raggiungere entro i prossimi sei anni) di dimezzare lo spreco mondiale pro-capite. Il traguardo è ancora lontano: nell’anno 2023 ogni italiano, in media, ha buttato nella spazzatura ben 33 kg di cibo (pari a circa 566 grammi alla settimana). Per questi motivi, lo slogan scelto lo scorso 5 febbraio, è stato “Fai la differenza”, per sottolineare quanto sia necessario moltiplicare le buone prassi antispreco, partendo proprio dalle nostre azioni quotidiane. Del tema si è discusso a Piacenza, in occasione della sesta edizione del “Contest nazionale RicibiAMO”, evento promosso dall’associazione Piace Cibo Sano APS, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza: “Il concorso – spiega Miriam Bisagni, presidente di Piace Cibo Sano Aps – ha coinvolto centocinquanta partecipanti ed ha riscosso ampio interesse di pubblico, dimostrando la crescente attenzione del consumatore verso la diffusione delle buone pratiche di sostenibilità alimentare, attraverso – ad esempio – la raccolta di ricette antispreco che prestino attenzione alla scelta degli ingredienti, al metodo di lavorazione e alla valorizzazione delle unicità del territorio”. Sono sufficienti pochi semplici accorgimenti per consentire ad ognuno di noi di “fare la differenza “ nella lotta allo spreco alimentare: “Andare a fare la spesa spesso, comprando solo gli alimenti di cui abbiamo effettivamente bisogno (evitando il “carrello pieno”) è il primo passo da compiere per evitare l’accumulo di cibo nelle dispense. Allo stesso modo – prosegue Bisagni – è sempre utile controllare cosa abbiamo in frigorifero (prima di acquistare altro cibo) e fare una lista delle cose di cui abbiamo necessità”. La presidente di “Piace Cibo Sano” consiglia di annotare settimanalmente cosa buttiamo nella spazzatura (“per evitare di commettere gli stessi errori”) e di non privilegiare le offerte che puntano sulla quantità (“come i 2×1 e 3×1”, se vicini alla data di scadenza). “La macchina per il sottovuoto e i contenitori di vetro per la conservazione degli alimenti in freezer sono ottime risorse per ridurre gli sprechi”, aggiunge Bisagni, che consiglia – infine – di “privilegiare la stagionalità nella preparazione dei piatti e la scelta di prodotti con tracciabilità di filiera, elaborando ricette antispreco che valorizzino i prodotti del territorio (con riduzione di tempi e costi per il raggiungimento delle nostre tavole)”. Fare la differenza si può, partendo da tre riflessioni: “pensare prima di comperare, pesare prima di cucinare e ripensare prima di buttare”.
Contest nazionale RicibiAMO: vincitori e menzioni
L’Associazione “Piace Cibo Sano” nasce a Piacenza nel 2013 in partnership con il Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Opera) diretto dal docente Ettore Capri dell’Università Cattolica di Piacenza e collabora – insieme alla professoressa Lucrezia Lamastra (responsabile scientifico per l’Università Cattolica del Sacro Cuore) – con il Ministero delle Politiche agricole e con il Ministero dell’Ambiente. Miriam Bisagni – presidente di Piace Cibo Sano – ha realizzato la prima rete di ristoranti antispreco (tra Parma e Piacenza), “primo germoglio di una rete di ristoratori certificati sostenibili a trecentosessanta gradi, che coinvolge oggi, una quarantina di realtà, prevalentemente in Emilia Romagna, ma anche in diverse regioni d’Italia. “Attualmente stiamo lavorando – evidenzia Bisagni – per trasferire il modello emiliano per la sostenibilità nella ristorazione anche in Veneto, partendo dai ristoratori di Venezia”. Da sei anni Piace Cibo Sano propone il contest nazionale “Miglior ricetta Ricibiamo” con tre categorie di premiazioni. Ad aggiudicarsi il premio di chef professionista RicibiAMO è stato lo chef Matteo Porru del ristorante “Le Rasole” di Garda (con la ricetta “Riso, carciofo e zucca zero”). La categoria “futuri chef” è stata vinta dal giovane studente Matteo Russo del CFP di Como (con la ricetta “L’altro lato”) mentre il premio “chef di casa” è stato consegnato all’appassionata di cucina, Alessandra Burzoni (con “Tartarre di trota marinata al miele bio Carevolo 2.0”). Quest’anno, la giuria – presieduta dallo chef Filippo Sinisgalli (del ristorante ZurKaiserKron di Bolzano) – ha introdotto tre nuove menzioni di sostenibilità: ‘ambientale’ (con premio alla chef professionista Elena Serena, con la ricetta ‘Coccole di verdure invernali’),’sociale’ (alla chef di casa Tiziana Di Certo – Ifts Ial Piacenza con la ricetta “panettoncini ai chiari d’uovo) ed ‘economica’ (al futuro chef, Diego Tagliabue – CFP Como, con la ricetta ‘polpette di pane rustiche’).
La ricetta sostenibile – La torta di mele è un esempio di ricetta sostenibile perché utilizza pochi ingredienti senza scarti, è a basso impatto ambientale e consuma poca energia. Il metodo di cottura è semplice e gli ingredienti sono a “chilometro zero”.
Ingredienti:
2 mele
200g di pane raffermo
300 ml di latte
2 uova
100 g di zucchero
limone
lievito




