Archiviata l’emozionante e profonda serata di commiato del Copra volley dalla stagione 2014-2015 ed in attesa di confortanti notizie sul fronte del futuro della societa’ di Guido Molinaroli,e’ tempo di bilanci al termine della stagione probabilmente piu’ negativa e tormentata della storia della societa’ biancorossa. Una stagione iniziata con i travagli di una possibile sparizione ma che pareva poi incanalata verso traguardi ambiziosi con una rosa costruita sulla carta per competere con le piu’ forti. La realta’ del campo ha pero’ smentito le previsione con una formazione in caduta libera nel 2014 con soli 7 punti conquistati nel girone di ritorno contro i 18 del girone di andata.Sicuramente ha inciso l’aggravarsi della situazione societaria che da dicembre in poi ha comportato la perdita di alcune pedine importanti ed il ritardo nel saldo degli stipendi nonche’ pesanti incertezze sul futuro, certo e’ che la squadra a livello tecnico era piu’ che buona e senz’altro in grado di entrare nelle prime otto e con Simon gia’ promesso sposo per i play-off forse la stagione poteva cambiare la sua storia.
ALLENATORE: Andrea Radici era una scommessa al suo esordio in una squadra di vertice, per mesi ha vissuto col paracolpi della crisi societaria che hanno mascherato la crisi tecnica e di risultati. Alla luga pero’ l’evidenza di una squadra demotivata e tecnicamente in involuzione ne hanno comportato l’immediato esonero. Forse il suo allontanamento e’ stato tardivo, fosse stata presa la decisione in dicembre la situazione poteva essere raddrizzata cercando un allenatore che motivasse di piu’ i suoi giocatori a lottare e non a piangersi addosso cercando alibi.
DIFETTI DI COSTRUZIONE: 13 giocatori in rosa, due liberi titolari, quattro centrali, quattro schiacciatori, ma un solo palleggiatore ed un solo opposto. In una societa’ in austerity come il Copra viene da chiedersi il motivo di tale abbondanza numerica in alcuni ruoli ed invece assoluta carenza quali-quantitativa in altri. Sicuramente in estate sono stati compiuti errori che si sono riversati durante la stagione sia sul campo che dietro le scrivanie e nei bilanci.
PALLEGGIATORI: la partenza di Vermiglio e’ stato un colpo letale per gli equilibri tattici, dalla sua assenza il Copra e’ crollato, sono mancati il suo carisama, esperienza e la tecnica. Il suo sostituto Tavares dopo un inizio coraggioso ha troppo pagato i mesi passati in panchina e l’esordio in un campionato per lui troppo impegnativo tecnicamente. Evidente gli imbarazzi d’intesa con Poey e con le bande. Meglio invece l’intesa con in centrali Alletti e Kohut, sempre tra i migliori in campo e ben serviti dal portoghese.
OPPOSTI:fin che e’rimasto LeRoux l’attacco di Piacenza ha retto con percentuali piu’ che oneste, dopo il suo addio sono emerse le lacune dei posti 4 e di Poey.Il sostituto del francese ha avuto picchi di rendimento importanti ma anche pericolosi sbandamenti e passaggi a vuoto. Ha sofferto piu’ di altri la palla di Tavares non veloce e scontata. Andava trovato nel corso della stagione un sostituto di ruolo per coprire le amnesie del cubano.
CENTRALI: era il reparto numericamente piu’ numeroso con ben 4 interpreti di livello come Alletti (la sorpresa), Tencati (la conferma),Ostapenko (la grande delusione) e Kohut (la grande incompiuta). Nel complesso e’ la zona del campo dove si e’ sofferto meno ma anche dove forse si poteva ottenere qualche spunto in piu’ in battuta ed a muro. Non si e’ capito come si sia riscoperto un ottimo Kohut solo sul finire del campionato in cui lo slovacco e’ stato devastante in attacco, mentre si sia insistito a lungo su un’impalpabile Ostapenko.
SCHIACCIATORI: e’ in attacco dove Piacenza ha sofferto di piu’ con percentuali spesso troppo basse ed un deficit sopratutto fisico a tratti evidente. Solo Zlatanov ha cercato di rimanere competitivo piu’ a lungo ma molto spesso l’ultimo ad arrendersi. Per Papi si e’ fatto sentire il peso dell’eta’. Per Massari e Ter Host invece l’impegno part-time non ha certo agevolato il loro inserimento e il rendimento complessivo, troppo altalenante.
LIBERO:non si e’francamente capita la scelta di affiancare a Marra un altro libero di valore (e costoso) come Mario Junior occupando una casella importante che poteva essere impiegata in altri ruoli. il brasiliano ha nel complesso deluso in ricezione,risultando quasi mai determinante, mentre Marra ogni qual volta e’ stato chiamato in causa (sopratutto in difesa) non ha quasi mai sfigurato, facendosi apprezzare per impegno e spirito di squadra.




