La ‘grande zolla’ all’Expo, ”EartHand” il suo nome
Ecco come sarà Piazzetta Piacenza

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expo zolla 1Simboleggia la terra come luogo di trasformazioni e di ricchezze, di storia e di tradizioni che si tramandano di padre in figlio. ‘EartHand’ (‘le mani nella terra’) ribattezzata ‘la grande zolla’ (Piazzetta Piacenza) rappresenterà Piacenza all’Expo 2015 di Milano e porterà l’eccellenza del territorio sotto i riflettori del mondo. La prima pietra di ‘Piazzetta Piacenza’ – che verrà collocata all’interno del Padiglione Italia – è stata posata a metà marzo e il cantiere prosegue a pieno ritmo. L’area ospiterà eventi, progetti interattivi e didattici e racconterà il territorio piacentino e le caratteristiche che lo rendono unico: dal patrimonio artistico alle opportunità turistiche, dalle tipicità enogastronomiche alle eccellenze del tessuto imprenditoriale. Ma c’è di più: il compito di Piazzetta Piacenza non si esaurirà nei sei mesi dell’esposizione universale (1 maggio-31 ottobre 2015) ma proseguirà sul territorio locale. La ‘grande zolla’ diventerà infatti spazio pubblico al servizio della città:  qualcuno già pensa ad un concorso di idee per deciderne location ed utilizzo (dopo l’Expo) e c’è chi auspica che si possa ripetere la fortunata esperienza del workshop tra studenti del Politecnico e architetti professionisti che ha portato proprio all’elaborazione del progetto di ‘Piazzetta Piacenza’.
Il progettoexpo zolla 2
Punto di forza del progetto EartHand è l’interazione  che si crea con i visitatori. L’area espositiva abbraccerà tutti i cinque sensi: accanto alle immagini (del territorio e delle aziende) che verranno proiettate sulle pareti interne della zolla, saranno inseriti elementi sonori (come musica e parole) e olfattivi (come profumi). Si aggiunge la possibilità – non ancora confermata – di realizzare una parete argillosa sulla quale ciascun visitatore potrà lasciare l’impronta della propria mano, trasformando così EartHand da ‘le mani nella terra’ a ‘le mani di tutto il mondo’, ovvero le mani dell’Expo. A creare un forte impatto visivo è poi l’elemento della sospensione: la ‘grande zolla’ sarà infatti sollevata nel vuoto e i visitatori che giungeranno a Piazzetta Piacenza potranno ammirare –  guardando in alto – un caleidoscopio di immagini (divise tra arte, gastronomia, istituzioni e aziende) che rappresenteranno l’essenza del territorio. Le immagini verranno proiettate sulle pareti interne della zolla, scavate a forma di ottagono. La piazzetta vera e propria sarà invece luogo di incontro tra visitatori e rappresentanti del territorio, oltre che spazio per progetti didattici. Nell’area retrostante verrà invece allestita un’area privata, riservata alle aziende che incontreranno i clienti.
Il team
EartHand è uno dei quattro progetti che hanno partecipato al laboratorio di idee per l’Expo 2015 coordinato dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza, Giuseppe Baracchi e dalla direttrice della Summer School del Politecnico, Guya Bertelli (responsabile per lo sviluppo e l’internazionalizzazione degli studi di Architettura presso il Polo territoriale piacentino). Il team di lavoro (EartHand Team Project) premiato da Ats (l’Associazione Temporanea di Scopo – Piacenza per Expo), è composto da cinque laureandi in architettura – tre dei quali si sono recentemente laureati con 110 e lode al Politecnico di Milano – (Greta Andreoli, Michele  Bassi, Lorenzo Cocchi, Ilaria Bianchi e Simone Varani) affiancati da cinque architetti professionisti under 35 (Mila Boeri, Daria Ghezzi, Marta Piana, Rosemary Ramelli, Filippo Ravera) e seguiti dai professionisti Sandro Rolla ed Enrico De Benedetti. ‘L’idea di realizzare una zolla – spiegano Sandro Rolla (docente del Politecnico di Milano) ed Enrico De Benedetti (architetto e consigliere dell’Ordine degli Architetti Piacentini), entrambi tutor del Team Project Earthand –  rispecchia appieno le otto linee guida fornite dal Vivaio Giovani Piacentini (un oggetto, un gesto, una frase, un profumo, una musica, una formula scientifica, una materia per costruire, un’immagine).  ‘Abbiamo inteso la terra – spiegano –  non solo come area di trasformazione e costruzione ma anche come luogo di valori che vengono trasferiti di generazione in generazione e come fulcro di tradizioni, di musica e di antichi mestieri, con un ritorno più sostenibile’.  Fondamentale anche il lavoro di squadra: ‘Abbiamo lavorato con grande entusiasmo e senza rapporti di gerarchia tra professionisti e studenti, creando un centro di integrazione intergenerazionale equilibrato ed efficace’, aggiungono i tutor. EartHand ha una superficie di 78 metri quadrati e pesa 11 tonnellate: ‘Le pareti esterne saranno realizzate con una tecnologia avanzata (saranno infatti molto leggere) e conterranno vera terra estratta dal territorio piacentino grazie alla collaborazione di Carlo Francou, direttore del Museo geologico “G. Cortesi” di Castell’Arquato’, aggiunge il giovane architetto Mila Boeri.

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