Pensione Quota 100, a Piacenza finora solo 334 domande

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Le domande per accedere a Quota 100 hanno superato le 100mila unità. Ma la corsa al pensionamento anticipato (62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi versati) a Piacenza, per ora, non si registra. Lo riferisce l’Inps fornendo i dati dell’utimo aggiornamento che vede 334 richieste pervenute finora, all’ultimo posto in tutta l’Emilia Romagna (da Parma, ad esempio, sono partite 681 domande, da Bologna 1721). Quota 100 è lo strumento – introdotto, in via sperimentale, per il triennio 2019-2021 – che consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni. Il tutto, senza penalizzazioni sull’assegno (se non quella dovuta al minore montante
contributivo).


Quale il motivo di così poco interesse per Quota 100 in un territorio popoloso come quello piacentino (287mila abitanti in tutta la provincia)?
“Il dato piacentino in effetti è abbastanza anomalo – è il commento di Marina Molinari, segretaria generale Cisl Piacenza-Parma – e soprattutto non ha spiegazioni evidenti. Forse i piacentini mostrano cautela di fronte ad un provvedimento di cui si attende ancora il testo definitivo”. Omogeneo con il dato nazionale, invece, la prevalenza dei richiedenti maschi sulle donne. “Fenomeno che avevamo anticipato – spiega Molinari – perchè le lavoratrici spesso non hanno 38 anni di contributi. Così come ci si aspettava che la stragrande maggioranza dei richiedenti arrivasse dal settore pubblico, perchè gli autonomi, il privato, avrebbero avuto scarso interesse dato che Quota 100 è incompatibile con un reddito da lavoro, mentre molti di loro proseguono l’attività anche dopo la pensione”. La misura è sempre aperta ed è operativa per tutto il triennio. “Per la scuola – aggiunge la segretaria Cisl – il termine si è già concluso lo scorso febbraio: dalla provincia di Piacenza sono arrivate 58 richieste per Quota 100: 44 docenti e 14 Ata”.

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