
Presentato allo Spazio Volumnia il libro-programma della parlamentare candidata alle primarie
‘Concretamente. Prima le persone’ è il libro-programma della deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, candidata alle primarie di partito del 26 febbraio. Il volume è stato presentato allo Spazio Volumnia e la deputata è stata intervistata dal direttore di Libertà Pietro Visconti. Non è un libro solamente politico, ma anche autobiografico che tratteggia la sua esperienza e figura di donna lontana dalla canonica patina del ‘potere’, con anche esperienze personali difficili quali la disoccupazione e un padre accusato e arrestato per bancarotta fraudolenta e, in seguito, assolto. Le previsioni la danno come ‘terza incomoda’ rispetto ad altri candidati più quotati come il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini o la parlamentare Elly Schlein. “Ho un curriculum, una solidità valoriale e culturale, delle competenze. Mi sono fatta avanti per vincere e portare avanti la mia idea di partito, un partito di iscritti, diverso dal partito-movimento di Schlein e dal partito dei sindaci di Bonaccini. Bisogna invertire la rotta che ha portato da 12 milioni di elettori nel 2008 a 5,6 milioni nel 2022 e tornare a un modello di partito orizzontale che sappia dar voce alla base, ai circoli e alle donne, visto che il PD da Roma in giù non ha candidato una sola donna a una carica monocratica”. De Micheli ha davanti a sé un intenso viaggio elettorale: “Sono convinta che il PD sia un partito di prossimità, siamo noi a dover andare coi gazebo in mezzo agli elettori, invece di aspettare con presunzione che siano loro a venire da noi” e, infatti, una delle frasi più autocritiche del libro recita: “Il PD ha legittimato l’idea di essere un gruppo di potere senza contatto quotidiano con la realtà”. La candidata non si risparmia: “Sto assistendo a un congresso molto tattico in cui emergono profili individuali ma non i contenuti. Siamo a lungo apparsi più interessati alle posizioni di potere che non all’idea di un partito che si riconciliasse con la promessa democratica di migliorare ogni giorno la vita delle persone”. Le questioni concrete alle quali si riferisce sono, ad esempio, il salario minimo e l’aggiornamento dello Statuto dei Lavoratori alle nuove dinamiche del mercato del lavoro in cui non vengono riconosciute indennità minime come maternità e malattia. La domanda essenziale dell’incontro, tra l’altro posta dal direttore di Libertà, è stata se la fuga degli elettori dal PD sia dovuta alla percezione che sia ormai un partito ibridato con le classi più privilegiate e dominanti: “La ragione per cui l’anima cattolica, quella ambientalista e quella socialista hanno trovato convergenza nel progetto del PD stava nel comune obiettivo di ridurre le disuguaglianze. Dobbiamo tornare ad essere il partito del lavoro e del riconoscimento dei diritti universali”, ha detto De Micheli che ha concluso: “Vorrei solo che la gente capisse che dietro un volantino elettorale c’è una persona che ha vissuto le stesse difficoltà di chi ambisce a rappresentare”.




