Pagamenti con bancomat e carta di credito,
novità già in vigore: ecco cosa cambia

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bancomat carta di creditoQualche perplessità, anche a Piacenza, sulla norma della legge Cresci Italia 2.0 che, dal primo gennaio 2014, impone a tutti i commercianti e a tutti i professionisti di accettare i pagamenti con card.

I nuovi obblighi
A causa del compromesso raggiunto pochi giorni prima dell’entrata in vigore della norma, in effetti fino al 30 giugno 2014 l’obbligo riguarderà soltanto i pagamenti di importo superiore ai 30 euro e le imprese che fatturano più di 200mila euro annui: la combinazione esclude di fatto la garanzia di pagare con card le spese quotidiane, ma il vero paradosso è che la legge pone un obbligo ma non prevede sanzione per chi lo elude.

Consumatori tra pro e contro
Se per quanto riguarda la normale quotidianità i consumatori sono ben contenti della certezza di poter usare il bancomat o la carta di credito, soprattutto per questioni di praticità (e, nel secondo caso, di dilazionamento del pagamento al mese successivo), più articolato è il giudizio sulla novità da parte di Federconsumatori.
Per Angela Cordani “La novità sarà utile sul fronte della prevenzione dell’evasione fiscale, grazie alla tracciabilità di molti pagamenti in più, ma abbiamo qualche perplessità sull’obbligo di accettare una moneta fiduciaria finchè non c’è una legge che lo imponga in ogni caso come per la moneta legale”. In un contesto di estensione degli obblighi di pagamento con la moneta elettronica, che potrebbe creare non pochi problemi soprattutto agli anziani, la critica più forte da parte di Federconsumatori riguarda però altri aspetti del nuovo provvedimento: “Ci sono i furbetti che, al momento del pagamento, fingono che la macchinetta per la card non funzioni per evitare di pagare le commissioni. Proprio queste ultime sono il problema principale: sono costi spesso non piccoli e finiscono per favorire un sistema che, con le banche che già tartassano i clienti (e non parliamo di certi bond…), tutti avvantaggia tranne i consumatori”.

Commercianti: “Oneri tutti a nostro carico”
A Piacenza quasi tutti, soprattutto nel settore non alimentare, sono già attrezzati per i pagamenti con bancomat e carte di credito, qualche disagio – ma solo in caso di estensione dei cambiamenti potrebbe esserci solo nei centri più piccoli della provincia. Le associazioni di categoria, sul tema delle norme già in vigore, mostrano una certa sintonia. “Il vero problema – spiega il direttore di Confesercenti, Fausto Arzani – è nei costi delle commissioni. Si va dallo 0,80% all’1,50% per pagamento con bancomat, e fino al 3% per la carta di credito:  tutti a carico dell’imprenditore, che resta con il cerino in mano perchè il consumatore – un po’ come accaduto per l’Iva – non accetterebbe di dover sostenere un ulteriore aggravio”. Sull’eccesso di costi per le commissioni concorda anche il direttore di Unione Commercianti, Giovanni Struzzola: “Nella filiera carta di credito-banca-negoziante, abbiamo sviluppato convenzioni per pagare il costo della commissione direttamente all’istituto emittente, ma servirebbe un tavolo nazionale per calibrare meglio a livello centrale il tutto. Comprendiamo che la spinta per la moneta elettronica favorisca la lotta all’evasione fiscale, auspichiamo però che i costi aggiuntivi non siano tutti sulle spalle dei commercianti e dei piccoli imprenditori”.
A preoccupare Struzzola è un ulteriore aspetto: “La longevità italiana è una cosa positiva – spiega il direttore – ma bisogna anche comprendere le difficoltà che una larga fetta della popolazione può avere nell’utilizzare strumenti diversi da quelli usati per una vita o nel ricordare un codice a memoria: forse, prima di spingere troppo in questa direzione, occorrerebbe uno studio socio-economico più approfondito”.

Professionisti critici
Critica anche la Rete delle professioni tecniche – che mette assieme gli architetti con gli altri professionisti dell’area tecnica come ingegneri, geologi, chimici – secondo la quale la norma “impone di pagare non solo il costo di attivazione del Pos, ma anche un canone mensile, oltre alle commissioni su ogni transazione”.

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