Troppo spesso si fa riferimento ai Comuni, la cui attività si svolgerebbe con spesa per opere inutili, e usando leggi che permettono di mal spendere i soldi dei cittadini. I Comuni, in realtà, hanno solamente un margine di aumento sulle percentuali previste e riscuotono le tasse sia per loro che per le necessità dello Stato. Dopo aver riscosso le tasse più importanti, come l’IMU, una buona quota lo Stato se la trattiene, cose mai viste nella storia dell’Unità d’Italia fino a qualche tempo fa, cioè quando c’erano ancora coloro che sapevano guidare lo Stato con competenza e accortezza. Fino agli anni ’70 i Comuni si occupavano di tasse di famiglia, per il plateatico, per i cani, per i rifiuti o canoni relativi a concessioni ministeriali. La soppressione delle imposte comunali nel 1978 e la riscossione totale da parte dello stato ha portato a erogare ai Comuni i fondi per la gestione dei servizi. È da allora che si registra il più alto indice di progresso, perché lo Stato aveva capito che gli investimenti per le infrastrutture andavano delegati agli enti locali, che erano in grado di scegliere al meglio le priorità, pur con errori e difetti. Questa fase continua fino al 1992, per poi subire limitazioni e modifiche, praticate dai Governi della Seconda Repubblica, che non hanno introdotto novità migliorative per l’organizzazione dello Stato, delegando ai Comuni ogni compito di carattere economico e sociale. Con la spesa pubblica incontrollata scattano le tasse che devono riscuotere i Comuni, per conto dello Stato, si limitano i trasferimenti ma aumenta la domanda dei cittadini di servizi. Oggi è necessario riconsiderare il ruolo del Comune, affinché i cittadini trovino risposte alle loro esigenze nell’ambiente dove vivono e lavorano. Sull’astio di alcuni verso i Consorzi di Bonifica, invece, è da ricordare come questi siano gli unici enti che investono i tributi riscossi sul territorio, ove abitano i cittadini che pagano, con l’obiettivo di perseguire la bonifica integrale del territorio. Non capisco chi abbia perorato le agevolazioni per i proprietari di case, con contributi ben oltre il 50% del loro importo. Mi spiacerebbe pensare che anche Confedilizia sia stata protagonista di queste richieste al Governo per agevolare chi deve far fronte a spese private per la casa, sottraendo allo Stato notevoli risorse. Mi meraviglio di chi, in passato, abbia avuto responsabilità di governo proprio al ministero dell’Agricoltura e non abbia pensato alla modifica delle norme sulla bonifica per risolvere i problemi della bonifica integrale.




