
“Ripartire dai giovani e dal lavoro”. Così Nicoletta Corvi, direttore di Confcooperative affronta il tema della Giornata internazionale delle cooperative che sarà celebrata in tutto il mondo sabato 3 luglio. “Ricostruire meglio insieme” è lo slogan scelto dall’Alleanza internazionale delle cooperative che – nel messaggio di quest’anno – evidenzia come il modello cooperativo stia affrontando meglio la crisi economica dovuta alla pandemia da covid 19. I motivi sono da ricercare nei valori che sono propri della formula di impresa cooperativa: mutualità, solidarietà, etica, responsabilità sociale e sostenibilità. “Il modello cooperativo – spiega Nicoletta Corvi (Confcooperative Piacenza) – pone le persone al centro dell’impresa: è proprio nei periodi difficili – come quello che stiamo vivendo – che diventa necessario ripartire dai valori di solidarietà e di mutualità (che sono propri della cooperazione). Solo così possiamo limitare gli effetti dell’onda lunga del covid e contenere una crisi economica che purtroppo avrà forti ripercussioni anche sul lavoro”. La cooperazione – secondo Corvi – si propone come “sbocco per una nuova occupabilità”, consentendo a chi ha perso il lavoro di potersi reinserire sul mercato. Allo stesso tempo tale forma imprenditoriale offre la possibilità di “dare vita in maniera più agevole ad un nuovo progetto d’impresa”, anche in partnership con altre figure professionali.“In questi ultimi anni abbiamo supportato e costituito – come Confcooperative – diverse cooperative di professionisti”, spiega Nicoletta Corvi evidenziando la trasversalità di tali esperienze. Sono sorte – negli anni – diverse cooperative in partnership tra architetti e ingegneri, così come tra agronomi o fra esperti di tecnologie informatiche e digitali. Ed ancora: esperienze di coworking e di formazione unite a cooperative di specialisti di comunicazione e di marketing. “Tali realtà – evidenzia Corvi – consentono ai professionisti di specializzarsi e di proporre – allo stesso tempo – un progetto imprenditoriale più incisivo e performante, grazie all’offerta di servizi complementari che si avvalgono dell’esperienza di diverse figure professionali”. I giovani sono al centro della ripartenza economica: “Le nuove generazioni sono le più colpite dalla crisi e spesso non hanno spazio per poter sperimentare le proprie idee. Il modello cooperativo – evidenzia Corvi – premia la loro capacità progettuale e si presta a legittimare il desiderio di slancio che è proprio delle nuove generazioni”. A tale proposito il direttore di Confcooperative evidenzia le numerose esperienze di cooperative di comunità che sono nate sul territorio piacentino, specialmente nelle aree appenniniche offrendo – così – nuove opportunità a chi decide di restare in tali aree. Si aggiungono i principi di democraticità e di equità di trattamento dei soci che offrono maggiori tutele a chi si affaccia al mondo del lavoro. “Confcooperative – conclude Corvi – offre un supporto concreto per costruire insieme – attraverso un percorso di accompagnamento – un progetto d’impresa dove i giovani possano sperimentare attivamente le proprie capacità”.
Servizi: nuovi bisogni e soluzioni condivise
La pandemia da covid 19 ha prodotto nuove esigenze e fragilità sul territorio: “Quando parliamo di welfare non possiamo pensare di ripartire facendo riferimento alle prassi pre-covid. I nuovi e diversi bisogni delle persone – afferma Nicoletta Corvi (direttore di Confcooperative) – impongono un approfondimento serio e condiviso affinché sia possibile comprenderne le caratteristiche e sviluppare conseguentemente progettualità coerenti”. Le esigenze di oggi non sono più quelle di ieri: “Come Confcooperative – aggiunge Corvi – abbiamo avviato diversi “gruppi di progetto” per individuare soluzioni concrete alle nuove emergenze prodotte dalla pandemia (molte delle quali sono legate a sentimenti di paura, isolamento, smarrimento, solitudine). Solo così possiamo dare risposte adeguate alle nuove fragilità”.




