
La Pandemia, purtroppo, non è ancora conclusa, però già si possono tracciare primi bilanci e soprattutto si devono programmare i passi futuri. Si tratta infatti non tanto di ricostruire, nel senso classico, ma di progettare, con nuovi canoni, le azioni che permettano di andare oltre la contingenza attuale. Gli ingenti danni, economici e sociali, che il Covid ha finora provocato, dovranno essere ristorati, ma al contempo vanno attuate nuove prassi che contemperino da un lato la possibilità di nuovi eventi nefasti e, dall’altro, le doverose azioni di prevenzione e di contenimento che occorrerà saper attivare.
“Certo – attacca Daniel Negri, presidente di Confcooperative Piacenza – nel concreto arriveranno ingenti risorse economiche che dovremo saper spendere; l’auspicio è che una nuova sensibilità ci possa guidare nella costruzione dei progetti cui questi denari daranno ‘gambe’. Siamo comunque consapevoli che si tratta di un momento storico rilevantissimo e che sarà giudicato, già a breve, dalle giovani generazioni che ci sostituiranno nei ruoli di responsabilità anche solo fra qualche anno. ‘Next generation Eu’ non è solo uno slogan, ma esprime il senso per cui oggi lavoriamo; non più tanto per noi, che ‘forse’ qualche colpa abbiamo rispetto al mondo attuale, ma per lasciare un mondo migliore ai nostri figli.”
Molti, diversificati e dolorosi sono gli strascichi che questa pandemia ha lasciato; poco o nulla si può fare per i lutti causati negli affetti di tantissime persone, molto si può e si deve fare però verso chi questi lutti ha subito, e che ora si deve riorganizzare, nella vita sociale, nel lavoro, nella gestione familiare …
“La cooperazione – prosegue Negri – può essere ancora una risposta verso le vecchie e nuove emergenze che mettono a rischio le possibilità di impiego di tanti, giovani e meno giovani. Confcooperative Piacenza è già impegnata, tramite le proprie associate, a fornire servizi di supporto alle famiglie in diversi ambiti; organizzando nidi per la prima infanzia e anche, sempre a titolo di esempio, gestendo i centri estivi e tutti quei momenti formativi e ricreativi che sono basilari nella vita dei nostri giovani e giovanissimi. Tutti servizi di grande supporto a quei genitori che, dovendo lavorare, non possono da soli accudire, in prima persona e durante tutto l’arco della giornata, i propri figli, piccoli o grandi che siano”. Ma non ci sono solo i neonati e i giovanissimi, la nostra società è anche fatta di anziani, persone disabili o gravate da disagi psichici e soggetti vulnerabili per mille e una causa. Anche a tutti questi soggetti, e alle loro famiglie, occorre dare risposta, e il modello cooperativo è particolarmente adatto per sopperire a queste necessità, ovviamente con la collaborazione del settore pubblico col quale occorre arrivare a prassi di co-gestione dei servizi, mettendo in soffitta il concetto, superato, di soggetto committente e soggetto esecutore. Il privato sociale cooperativo è oramai parte importante del sistema di welfare della nostra società e dimostra quotidianamente la propria capacità di innovazione, cogliendo e prevenendo le nuove richieste di famiglie e fruitori dei servizi. Noi cooperatori abbiamo imparato, nei tanti anni di storia percorsi e, recentemente, nel duro impatto con la catastrofe che ancora ci attanaglia, che occorre migliorare continuamente la propria progettualità per rimanere veri protagonisti del territorio. Avendo dovuto infatti interagire da subito con l’emergenza sanitaria – conclude Negri – perché spesso la cooperazione gestisce servizi essenziali e non derogabili (servizi sociali ed assistenziali, asili, scuole, centri medici, …), abbiamo maturato esperienze che ci pongono all’avanguardia nella gestione in epoca Covid. Vogliamo mettere a disposizione questa nostra abilità, auspicando, lo rimarco, un nuovo rapporto con pubblica amministrazione che ci veda non solo come soggetto ‘fornitore’ ma come partner nella progettazione. Ciò sia nella riformulazione e conduzione di servizi già attivi, sia progettando nuovi servizi più rispondenti alle esigenze che il Covid ha prepotentemente fatto emergere”.




