
“Un atto di stima e di gratitudine nei confronti di una donna consacrata che da oltre cinquant’anni si spende con entusiasmo, generosità e fedeltà nell’annuncio del Vangelo, nella testimonianza della carità e nell’educazione dei più piccoli, dei ragazzi e dei giovani. Una vocazione che ha preso forma all’interno della Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata fondata esattamente cento anni fa da monsignor Francesco Torta, figlio della nostra Chiesa piacentina-bobbiese”. Queste le motivazioni che hanno spinto i canonici del Capitolo della basilica di Sant’Antonino a conferire il premio “Antonino d’oro 2021” a madre Albina Dal Passo, superiora generale delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata.
Il riconoscimento, giunto quest’anno alla 36esima edizione, è sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina e verrà consegnato – domenica 4 luglio nella basilica di Sant’Antonino – alla religiosa dal vescovo della diocesi Adriano Cevolotto, a conclusione della celebrazione eucaristica in programma per la festa del Patrono di Piacenza.
Una vita accanto ai più piccoli – Nel 2020 il premio era stato attribuito eccezionalmente a tutta la citta di Piacenza e Provincia: a ritirarlo il sindaco Patrizia Barbieri, in rappresentanza dei piacentini, in special modo quelli impegnati sul fronte sanitario, che con “generosità e coraggio” avevano affrontato i primi mesi della pandemia. Quest’anno l’“Antonino d’oro” torna ad essere assegnato ad una persona fisica, storico punto di riferimento del mondo dell’educazione e dell’impegno verso i più deboli. Nata il 6 marzo 1941 ad Adria (RO), nel 1957 Madre Albina Dal Passo entra nella Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata e, due anni dopo, emette i primi voti religiosi, lavorando per un biennio anche nell’asilo nido di Ponte dell’Olio. Nel 1971, con la partenza delle prime suore missionarie verso l’Etiopia, la madre generale di allora, Adelaide Brandazza, invia suor Albina a Parma in una struttura che accoglie bambini e ragazze. Nel frattempo, la religiosa dirige anche l’asilo parrocchiale di Collecchio, realtà avviata direttamente da mons. Torta. Nel 1986 la nuova madre generale Arcangela Morini la richiama a Piacenza, dove inizia a occuparsi della scuola materna, attività che segue fino al 2018 prima come maestra e poi come direttrice. A Piacenza è inoltre la responsabile del gruppo delle “aggregate”, donne laiche che condividono lo spirito della Congregazione e che partecipano in modi diversi alla sua missione. Nell’estate 2018, in seguito al Capitolo generale della Congregazione in Etiopia, viene eletta madre generale subentrando a Carla Rebolini.
I “tre doni” di suor Albina – Un lungo percorso di carità e accoglienza che le è valso il prestigioso riconoscimento. “Nella testimonianza di vita di madre Albina – sottolineano i canonici di Sant’Antonino – riconosciamo tre doni che ci possono aiutare a ritrovare ciò che è essenziale nella nostra vita e per abitare con speranza questo tempo così difficile e di smarrimento che ancora stiamo attraversando. Innanzitutto la sua umanità: colpisce il suo desiderio di essere a contatto con la gente, di condividere le gioie e i dolori di tutti, capace di grande tenerezza ma anche di fermezza e franchezza nell’esprimere il proprio pensiero [..] Inoltre, la sua passione educativa nei confronti dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e delle loro famiglie. In questo suo impegno molti le riconoscono una singolare sensibilità pedagogica […] Una suora dalle mille risorse e al passo con i tempi… in una mano il rosario e nell’altra il cellulare. Con il suo sguardo vivace e con tanto amore è stata e rimane una presenza significativa per molti. Da ultimo, la sua fiducia nella Provvidenza e nella persona umana le hanno permesso di aprire le porte della sua comunità alla città di Piacenza, accogliendo tante realtà associative e permettendo a numerosi volontari di diventare anch’essi “figli e figlie” della Provvidenza a sostengo delle missioni in Etiopia, Kenya, Tanzania e Uganda”.




