
di Federico Tanzi – Una nuova vita per l’ex chiesa del Carmine a Piacenza. Nello storico edificio trecentesco che sorge tra via Borghetto e piazza Casali è infatti ormai tutto pronto per l’inaugurazione del “Laboratorio Aperto”, uno spazio urbano che si propone di essere polo di riferimento per sviluppare attività e iniziative legate all’innovazione e alla tecnologia, con particolare attenzione ai temi della logistica e della mobilità sostenibile.
Al termine di un percorso di riqualificazione durato circa due anni e non privo d’intoppi (vedasi le polemiche sul soppalco) il 19 e il 20 dicembre l’ex chiesa aprirà finalmente le porte alla città, per una due giorni di incontri ed eventi in cui mostrarsi per la prima volta in una veste rinnovata. Ad accogliere cittadini, studenti, istituzioni ed imprese, i volti giovani ed ambiziosi di due piacentini: Giacomo Frattola e Elena Bragalini. Con alle spalle già alcune esperienze nel mondo dell’innovazione e dell’organizzazione eventi, Elena e Giacomo costituiscono il “braccio operativo” scelto da Mbs e Fondazione Giacomo Brodolini – i due soggetti che avranno in gestione l’ex Carmine per i prossimi otto anni – per rendere il nuovo hub il vero cuore pulsante di una Piacenza sempre più smart ed aperta alla trasformazione digitale. “Si tratta di un progetto che nella nostra città mancava – commentano -, un luogo che darà la possibilità a cittadini e imprese di realizzare attività di formazione, ma anche di partecipare a eventi ed iniziative e di usufruire di tecnologie all’avanguardia”.

REALTA AUMENTATA E PROMOZIONE CULTURALE
Ma come sarà organizzato il “Laboratorio Aperto”? “La struttura – spiegano – presenta un’area ampia e spaziosa che sarà dedicata agli eventi; il soppalco, invece, previa prenotazione avrà la funzione di coworking; ci sono poi due aule dedicate alla formazione, una caffetteria e un hub space. Qui – precisa Giacomo Frattola – si potranno trovare visori, sedute multimediali e dispositivi HTC Vive, oggetti che grazie ad una tecnologia chiamata “room scale” trasformano l’ambiente che circonda l’utente in uno spazio tridimensionale in cui muoversi quasi liberamente. Tra i primi a poter vivere questa nuova esperienza immersiva – continua – ci saranno alcuni studenti di quattro istituti superiori piacentini, che nella mattinata del 20 dicembre concluderanno un percorso di alternanza scuola/lavoro con una serie di attività laboratoriali”. Nel nuovo spazio, inoltre, tecnologia e scienza strizzeranno l’occhio a sapere culturale e valorizzazione del patrimonio storico-artistico. “Con i visori e i dispositivi di realtà aumentata – informa Elena Bragalini – i visitatori potranno scoprire in maniera coinvolgente la storia dell’edificio; inoltre, dal 4 aprile al 5 luglio 2020, nell’ambito delle iniziative legate al ricco programma di Parma Capitale della Cultura, verrà ospitata l’installazione “Ducato immersivo”, un percorso multimediale e accattivante che permetterà di rivivere la storia del Ducato di Parma e Piacenza”.
IMMAGINARE LA PIACENZA DEL FUTURO
Guardano già avanti Elena e Giacomo, consapevoli che un pezzo importante della città del futuro passa proprio dal nuovo “Laboratorio Aperto”. Il concetto di smart city, infatti, sembra essere il vero filo conduttore di un progetto che per propria costituzione fissa lo sguardo su un orizzonte in costante divenire. Un processo organico e ad ampio raggio – che mette insieme attori e istanze tal volta anche distanti tra loro – in cui l’innovazione assume un ruolo centrale nella misura in cui va a migliorare la vita dei cittadini e della comunità. “Vogliamo essere abilitatori della smart city, una città dove lo sviluppo tecnologico è un facilitatore per le persone – dicono convinti -. Per questo ci auguriamo che ogni cittadino possa trovare qui uno spazio privilegiato dove dialogare con amministrazione ed imprese, al fine di costruire insieme un percorso per una Piacenza più intelligente e vivibile. Si lavorerà tanto sulla raccolta e sull’utilizzo razionale dei dati – aggiungono -: in questo modo è possibile disegnare soluzioni ed ipotizzare risposte in riferimento a tematiche di vario tipo, dai consumi alla raccolta rifiuti, passando per l’inquinamento dell’aria, fino alla logistica e alla mobilità sostenibile. Il piacentino è sempre un po’ “criticone” – commentano infine scherzosamente – per questo invitiamo tutti a venire a visitare in prima persona questa piattaforma. Solo toccando con mano ci si renderà conto dell’impatto reale che potrà avere sulla città”.




