Mozart e Brahms nel concerto di Schellenberger al Nicolini

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Venerdì 26 ottobre alle ore 18.30 l’appuntamento al Conservatorio Nicolini di Piacenza con Hans-Jörg Schellenberger, oboista tedesco di fama internazionale: un concerto che il Conservatorio Nicolini offre alla città di Piacenza nell’ambito della masterclass di musica da camera che Schellenberger terrà nei giorni precedenti, a cura del docente Guido Campana con la collaborazione di Luciano Cavalli (viola) e Marco Decimo (violoncello). Sul palco salirà anche l’“Ensembie Nuages” del Conservatorio Nicolini; in programma, la Serenata “Gran Partita” K361 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Serenata n. 2 op. 16 di Johannes Brahms. La prima, di datazione incerta, è la più ampia e complessa all’interno della produzione mozartiana nel genere: prevede tredici strumenti (dodici a fiato e il contrabbasso) e, in tempi relativamente recenti, è divenuta parte dell’immaginario collettivo grazie al film “Amadeus” di Milos Forman (1984), nelle parole pronunciate da Antonio Salieri, che così la descrive: «Sulla pagina sembrava… niente! Un inizio semplice, quasi comico: appena un palpito, con fagotti, corni di bassetto, come lo schiudersi di un vecchio cofano. Dopo di che, a un tratto, ecco emergere… un oboe! Una sola nota sospesa immobile, finché un clarinetto ne prende il posto, addolcendola con una frase di una tale delizia! Quella non era la composizione di una scimmia ammaestrata. No, era una musica che non avevo mai udito, espressione di tali desideri, di tali irrefrenabili desideri. Mi sembrava di ascoltare la voce di Dio». La Serenata op. 16, definita «la sorella più giovane e più tenera» dell’op. 11 dal critico Eduard Hanslick, fu scritta tra il 1858 e il 1859; lo stesso Brahms ebbe sempre una predilezione per questa Serenata, di cui scrisse in una lettera: «è un pezzo delizioso. Raramente ho scritto musica con tanto piacere». L’organico prevede, accanto a flauti, oboi, clarinetti, fagotti e corni, archi senza i violini.

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