Monica Patelli, sindaca di Borgonovo, si racconta: “La nostra forza è il gioco di squadra”

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Eletta sindaca di Borgonovo nell’ottobre del 2021, Monica Patelli è ora in grado di avere contezza dell’eredità ricevuta, di affrontare le criticità più urgenti e di iniziare a scontornare la sua visione sul futuro del paese che amministra. Le proponiamo una prima analisi della sua ancora acerba esperienza di sindaco.

Al debutto, quali sono state le sorprese che si è trovata ad affrontare? Sia quelle negative che quelle positive.

“Se un candidato sindaco immaginasse tutto ciò che poi si troverà a dover affrontare, dopo la sua elezione, probabilmente rinuncerebbe alla sua candidatura.

Detto questo, posso dire di aver trovato una situazione che richiede molta attenzione per poter intervenire dove si sono evidenziate lacune frutto di una trascuratezza protrattasi per anni. Per capire meglio e prendere decisioni le varie situazioni vanno studiate a fondo e questo richiede tempo”.

A quali situazioni si riferisce faccia qualche esempio

“La più evidente è la cura del paese, ma poi sono mancate le relazioni con le persone, con le scuole, con le frazioni… Non si è tenuto conto né del contesto urbanistico né di quello sociale. Il paese è fatto di tante anime, tutte da ascoltare. Ho trovato tante persone che volevano esprimersi per fare proposte o anche critiche a ciò che stavo facendo. Per rendere le relazioni più facili abbiamo introdotto la “Giornata dell’ascolto”, un appuntamento mensile in cui il sindaco incontra la cittadinanza. Le prime volte avevamo la fila fuori dalla porta e solo con l’intervento degli assessori è stato possibile ascoltare tutti quelli che lo hanno chiesto”

Provi a dire qualche lascito positivo della precedente amministrazione

“Qualcosa che funzionava? Ci devo pensare. Sicuramente c’è qualcosa, non voglio essere polemica, ma ci devo pensare”

Strada facendo, dove ha diretto  l’attenzione della sua attività amministrativa? Come ha caratterizzato l’avvio della sua attività amministrativa?

“Sicuramente in un grande gioco di squadra tra amministratori: questo penso sia il nostro punto di forza e la mia fortuna. Siamo un gruppo di persone disinteressate e spinte solo dalla voglia di fare qualcosa di bello, di buono, concreto e utile per il proprio paese al di là del colore politico di ciascuno”.

Quali sono stati i primi risultati?

“Direi per iniziare  l’eliminazione  della lista d’attesa dell’asilo nido, passando da 26 a 32 iscritti, portandolo a piena capienza e riuscendo così a dare una  risposta alle  famiglie che di solito venivano lasciate fuori. Siamo riusciti a portare a termine il progetto di far eleggere il “Sindaco dei ragazzi” per avvicinare i giovani alla vita pubblica. Con la collaborazione della preside Maria Cristina Dragoni è stata ottenuta una grande partecipazione alle votazioni che hanno visto risultare Pietro Paolo Groppi il primo sindaco dei ragazzi di Borgonovo. Debutterà lunedì quando con noi taglierà il nastro della Fiera dell’Angelo.

Abbiamo poi ottenuto un finanziamento per la costruzione di un nuovo asilo nido con i fondi Pnrr, chiarisco: avevamo ereditato un contributo in una graduatoria non definitiva dalla precedente amministrazione che aveva candidato un progetto di demolizione e ricostruzione del nuovo asilo nido. Lavorando poi alla candidatura, con integrazioni di dati, siamo arrivati alla conferma della graduatoria definitiva nell’agosto scorso. La fase di progettazione è stata avviata a favore di un edificio a zero impatto energetico. Andremo a gara per l’affidamento dei lavori entro fine maggio. La grande novità sarà quella di aver realizzato la costruzione un asilo come quelli che ci sono in Trentino, con una struttura di legno completamente innovativa, non solo per Borgonovo ma anche per il nostro territorio”.

Nell’ambito del Pnrr avete sviluppato qualche altro progetto?

“Nell’ambito della digitalizzazione abbiamo ottenuto un contributo per migliorare dal punto di vista digitale la comunicazione tra l’amministrazione e i cittadini, per dotare il comune di una piattaforma cloud. Invece un contributo regionale per la realizzazione di un parco giochi inclusivo che prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche e giochi per bambini disabili. Attraverso un altro bando riusciremo a  posizionare alcuni distributori di acqua nelle nostre scuole e nella nuova mensa, in fase di ultimazione che speriamo di portare a  terminare entro settembre, per diminuire l’utilizzo della plastica”.

A favore delle famiglie bisognose siete intervenuti con qualche provvedimento

“Abbiamo stanziato 50mila euro dei fondi Covid destinati all’amministrazione che potevano essere allocati sull’emergenza energetica: li abbiamo utili dedicati a quelle persone residenti in paese con certi requisiti per aiutarli ad affrontare l’emergenza energetica. Sono arrivate 160 richieste su cui siamo riusciti ad intervenire grazie anche a circa 100mila euro recuperati dall’attività di recupero crediti”.

La struttura amministrativa è stata messa in difficoltà dall’emergenza energetica? Come avete reagito?

“Abbiamo reagito bene perché erano stati fatti interventi lungimiranti dalla precedente amministrazione, questo va riconosciuto. Sulla illuminazione pubblica era già previsto un intervento di efficientamento e sostituzione di punti a led e sulla scuola abbiamo una caldaia a cippato. Quindi l’emergenza energetica ci ha preoccupato, ma alla fine non ci ha sconvolto”.

Veniamo ora alla situazione sanitaria, dopo l’emergenza covid come funziona l’assistenza sanitaria a Borgonovo?

“Quando eravamo ancora in campagna elettorale, nell’estate 2021, la nostra preoccupazione era che venisse chiusa o ridotta la medicina di gruppo presso il nostro ospedale; poi si aggiunse la notizia che sarebbero andati in pensione 4 o 5 medici di base storici di Borgonovo ed allora preoccupazione aumentò perché non eravamo sicuri che venissero rimpiazzati tutti. Poi con un lavoro di squadra tra noi, l’Usl e interessando la Regione al nostro problema il problema si è risolto con la sostituzione dei medici e la conferma della  medicina di gruppo presso il nostro ospedale. Il problema non era del Comune, ma ci siamo impegnati a tenere alta l’attenzione ed a sollecitare i competenti organi sanitari alla risoluzione del problema con buoni risultati per la cittadinanza”

Il problema della logistica è molto attuale in diverse zone della provincia si dibatte con animazione…

“Dico subito, a Borgonovo non c’è. Per ora non ce lo poniamo anche perché non  abbiamo avuto richieste di insediamenti logistici nel nostro comune”

Lasciamo l’ipotesi logistica a Borgonovo per ampliare lo sguardo su tutta la Val Tidone. L’ex sindaco di Nibbiano Albertini è riuscito a mettere insieme, nell’unica fusione riuscita nella nostra provincia, i comuni di Nibbiano, Pecorara e Caminata. Alta Val Tidone è il nuovo soggetto amministrativo. La sindaca di Castel San Giovanni Lucia Fontana ha dichiarato più volte che ad una ipotesi di fusione con Borgonovo sarebbe interessata. Purtroppo i segnali avuti fino ad ora, dalle amministrazioni precedenti alla sua, sono sempre stati assolutamente negativi. La nuova sindaca Monica Patelli valuterebbe un eventuale invito di Lucia Fontana?

“A mio parere, Borgonovo e Castel San Giovanni hanno due dimensioni che non si prestano a fare una fusione. La fusione dovrebbe mettere in un unico sistema due comuni in affanno e più piccoli: Castel San Giovanni è una cittadina, Borgonovo è paese di media grandezza  e in grado di badare a se stesso. Invece l’ipotesi di fusione tra Borgonovo e Ziano è stato un treno perso: Ziano aveva una situazione economica positiva, mentre Borgonovo nello stesso periodo era in affanno. Gli abitanti interessati si sono fermati a queste valutazioni senza valutare i benefici futuri per entrambe le parti: poter avere un’amministrazione più efficiente, più razionale. Le fusioni hanno bisogno di tempo perché vengano comprese nella loro vera essenza amministrativa. Le origini, le tradizioni, la cultura sono elementi costitutivi di ogni comunità: pur troppo si pensa che le fusioni cancellino tutto questo”.

I tentativi di fusione, tranne Alta Val Tidone, non sono andati a buon fine, per si note che in diversi casi tra comuni sono stati attivati consorzi di servizi. Ci state pensando anche voi?

“Non facciamo parte di nessuna Unione, stiamo però valutando di condividere il servizio di polizia locale con i comuni vicini…”

Promozione del territorio non la considerate interessante?

“No, per ora no. Sono temi che impattano molto sul territorio, ma non sono di competenza delle amministrazioni comunali. Per esempio il Wine Fest che si svolge nelle quattro domeniche di settembre, ciascuna in un comune diverso della Val Tidone, ci coinvolge nel senso che mettiamo a disposizione gli spazi e i servizi necessari, ma non siamo gli organizzatori”.

Il testo dell’intervista completa è ancora in aggiornamento

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