Monica Patelli: “Incontrerò i sindaci a casa loro per capire quali sono le urgenze”

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MONICA PATELLI

La nuova presidente della Provincia Monica Patelli propone un nuovo rapporto con i rappresentanti del territorio provinciale. Paola Galvani: “Non ha alcuna esperienza amministrativa”

La nuova Presidente della Provincia di Piacenza è Monica Patelli, di centrosinistra, sindaca di Borgonovo Val Tidone: “La sfida era grande, il risultato non scontato, però i numeri c’erano, per quanto fino alla fine non hai certezza. Dopo la riforma della Provincia, il voto degli amministratori della città fa evidentemente da ago della bilancia. E la maggioranza di Palazzo Mercanti mi ha sostenuta.” Nei piccoli comuni della provincia però è andata diversamente, ma Patelli risponde che: “Voglio andare a trovare tutti i sindaci a ‘casa’ loro. E insieme a loro capiremo direttamente quel che la Provincia possa fare sui territori, soprattutto sulle strade, i ponti, le manutenzioni. Voglio farmi conoscere, garantire vicinanza concreta. Il Covid ci ha a lungo chiusi in videochiamate, in uffici. Io voglio andare nei paesi.” Nel giro di un anno Patelli, la cui candidatura è stata definita ‘fresca, del tutto nuova’ dal consigliere comunale piacentino Andrea Fossati, ha avuto il suo battesimo in politica, diventando sia sindaca di un piccolo comune di 8mila abitanti sia arrivando al vertice di una Provincia di più di 280mila abitanti. A contare però in queste elezioni sono state più di tutto le schede viola, quelle degli amministratori del capoluogo provinciale: un voto da Palazzo Mercanti pesa molto di più: qui sono stati dati 23 voti a Patelli e solo 9 a Galvani, capovolgendo l’elezione a favore del centrosinistra. In totale Patelli ha ottenuto 217 voti fisici, ma più influenti e che corrispondono a 48.163 voti ponderati, battendo l’altra candidata, Paola Galvani, di centrodestra, sindaca di Rottofreno, che ha ottenuto 265 voti, cioè 43.104, premiata soprattutto nella provincia. In tutto hanno partecipato all’elezione 489 aventi diritto su 558 totali del territorio provinciale (esclusi i comuni di Cerignale e Corte Brugnatella commissariati), per un’affluenza pari all’87,6%. Indicativamente in città dovrebbero aver votato per Galvani gli amministratori di centrodestra e i civici Trespidi, Zandonella, Zanardi, Mazza, Barbieri, Domeneghetti, Soresi, Sgorbati e Papamarenghi, mentre il liberale Sforza Fogliani era assente. Sulle grandi opere di ampio respiro come una nuova diga nel Piacentino Patelli risponde che: “Sono portata a voler sempre studiare, a cercare numeri, dati, con un approccio scientifico, più che emotivo. Ascolterò i diversi punti di vista. Ma penso che il cambiamento climatico sia sotto gli occhi di tutti. Quest’estate abbiamo sfiorato le autobotti nelle case. Di certo il problema c’è, e non è solo limitato a quest’anno. Io vengo da una vallata dove si convive con la diga da ormai un secolo.” Patelli poi non si è dimostrata preoccupata della maggioranza consigliare di centrodestra eletta lo scorso anno, e i primi progetti – assicura – saranno senz’altro “ogni intervento sull’edilizia scolastica. Scuole belle, accoglienti, a impatto zero. Dai territori ho recepito inoltre profonda preoccupazione per gli ospedali decentrati, la sanità, la logistica, l’utilizzo giusto e veloce dei fondi del PNRR.” Sul coinvolgimento dei 7 consiglieri di centrodestra con deleghe Patelli si definisce “persona non impulsiva. Sono molto razionale. Serve un lavoro di mediazione, servono valutazioni. Guarderò i progetti già in essere, incontrerò tutti i consiglieri, avrei piacere a parlare con loro, comunque saranno in carica solo per un anno ancora. Entrai anni fa in Provincia come stagista, poi negli anni ho collaborato per alcuni progetti, ma il resto è per me nuovo.” Con lei si è congratulato anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

L’ex candidata Galvani, leader della maggioranza di opposizione in Consiglio, con un po’ di amarezza per la sconfitta si è detta preoccupata: “Sì, dall’inesperienza della presidente. Io stessa se fossi stata sindaca da 11 mesi, senza esperienza politica in corso Garibaldi, non avrei accettato di candidarmi a presidente della Provincia”, e ha aggiunto: “Un conto è amministrare un Comune, un conto la Provincia, dove le dinamiche sono diverse. Se devo dare un consiglio, è quello di studiare il più possibile come funzioni la Provincia. A Borgonovo mi dicono inoltre non faccia quotidianamente lei il sindaco, ma deleghi spesso e volentieri ad altri. Speriamo non capiti anche qui.” Sulla sconfitta però ammette: “La legge dice così, valgono i voti ponderati, stabiliti sulla base degli abitanti. Cioè i Comuni più popolosi pesano di più. Sapevo quindi che fosse una sfida in salita, visto che a giugno il Comune di Piacenza è passato al centrosinistra. Dalla Delrio in poi non è mai accaduto che Comune e Provincia di Piacenza avessero colori diversi. Avevo deciso comunque di provarci. Non dimentico o minimizzo il fatto che la maggior parte degli elettori abbia scelto in realtà un’altra presidente rispetto all’attuale”, e conclude: “Vado avanti a fare la consigliera, esattamente come la sindaca di Rottofreno fino alla fine del mandato per i prossimi quattro anni. Siamo compatti e in Provincia siamo [la maggioranza di centrodestra ndr] in carica fino a dicembre 2023.” Patelli non ha quindi escluso deleghe anche a componenti della maggioranza e Galvani stessa in passato ne aveva ricevute dall’allora presidente della Provincia Francesco Rolleri, valendosi delle critiche dal centrodestra: “Diciamo che i momenti erano diversi e Patelli non è Rolleri”, ha risposto. La prima cittadina di Rottofreno ha poi parlato di progetti importanti per il territorio: “Tutta la partita dell’edilizia scolastica in primis. Non sono ammessi ritardi. Ci sono 20 milioni di cantieri aperti, ci sono i costi aumentati esponenzialmente, ci sono problemi da affrontare rapidamente.”

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