scritto da Redazione Online Mag - 10 - 2018 TAG:

di Thomas Trenchi – Quando si reclamano disperatamente spazi per esercitare il diritto alla salute, vuol dire che l’apparato pubblico sta andando in cortocircuito.
Alle porte di Piacenza, nel quartiere Besurica, la Confraternita della Misericordia – un’associazione di volontariato attiva nell’ambito sanitario – dal 2013 gestisce un ambulatorio convenzionato con l’Ausl che offre prelievi, iniezioni, visite e medicazioni in una zona suburbana del territorio.
Ma gli spazi in cui erogare tali prestazioni – enormemente richieste dalla cittadinanza – sono ogni giorno più stretti e scomodi.
«Se l’amministrazione comunale ci mettesse a disposizione un’altra stanza, ipoteticamente quella del punto prestito libri in via Perfetti (i cui muri confinano con l’attuale ambulatorio in via Braille), potremmo continuare a soddisfare i bisogni della comunità», propone la dottoressa Chiara Belluardo, una delle volontarie che assistono i pazienti tutte le mattine dalle 8:30 alle 11:30.
Il trend di questa realtà sanitaria è in evidente crescita: da gennaio ad oggi, sono già stati effettuati 1.800 prelievi del sangue. In più, dopo la chiusura del laboratorio di prelievi ematici nel reparto ospedaliero di diabetologia, l’impegno della Misericordia ha subìto un’impennata. Nel 2017, sono stati registrati 7mila interventi con le ambulanze e 5mila esami del sangue, rimarcando lo spostamento delle persone verso le strutture mediche periferiche.
Non è la prima volta che gli operatori della Misericordia contattano Sportello Quotidiano per provare a sollecitare le istituzioni sulla necessità di nuovi spazi.

Rino Buratti

«Possiamo contare su sette infermiere volontarie in pensione e su due medici», spiega il presidente dell’associazione Rino Buratti.
«I nostri locali sono stati forniti dal Comune nel 2011. Li abbiamo ristrutturati e adattati alle norme sanitarie con un costo iniziale di circa 80mila euro, seguendo un tortuoso percorso burocratico.
All’esterno è presente un capannone che contiene tre ambulanze, tre pulmini e un’auto medica.
A fronte di queste spese, fino al 2030 non pagheremo l’affitto». Per accogliere il più ampio numero di pazienti, da alcune settimane è stato aggiunto un lettino al posto del banco dell’accettazione.
«Certo è che», aggiunge Buratti, «se il Comune provvedesse a dotarci di un’ulteriore stanza, il servizio migliorerebbe a beneficio della collettività. Per ora, non abbiamo ricevuto nessuna risposta ufficiale».
Voci di corridoio da Palazzo Mercanti darebbero il sindaco intenzionato a valutare l’allargamento dell’ambulatorio della Misericordia presso il punto prestito libri in via Perfetti, per lo meno concedendo una delle cinque sale esistenti.
I fondi erogati per il distaccamento della biblioteca infatti termineranno il prossimo 30 giugno, in attesa di un eventuale rinnovo oppure di una nuova destinazione d’uso da parte della Giunta.

 

dal sito https://sportelloquotidiano.com

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