Milza (Confcooperative):
“Coop insieme, è la strada giusta”

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Ci voleva la nomina di Giuliano Poletti a ministro del Lavoro nel governo Renzi per accendere i riflettori dei media su ciò che sta maturando nel mondo della cooperazione italiana. Il neoministro, conosciuto dal “grande pubblico” per guidare Legacoop, è uno dei protagonisti di un lento ma puntuale processo di integrazione tra le centrali cooperative del nostro paese, Legacoop, Confcooperative e Agci (Associazione generale cooperative italiane).  Il progetto è di far convergere le tre centrali in un solo soggetto attraverso un percorso che si sta sviluppando ormai da tre anni e che manifesta i suoi punti programmatici all’interno dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.  Quest’ultima si è recentemente trasformata da iniziale coordinamento ad associazione: Giuliano Poletti ne è il presidente, copresidenti sono Maurizio Gardini (Confcooperative) e Rosario Altieri (Agci).
Il presidente piacentino di Confcooperative Emilia, Francesco Milza, vede positivamente  l’attenzione che si sta sviluppando attorno all’Alleanza delle cooperative, soprattutto perché possa crescere il consenso attorno ad una nuova visione: “Il nostro obbiettivo è di rendere protagonisti dello sviluppo sociale i cittadini, Giuliano Poletti lo sta spiegando molto bene quando interviene nelle trasmissioni televisive. Vogliamo sviluppare una partecipazione responsabile, attiva e puntuale nella gestione degli interessi del paese”.
Allora Matteo Renzi ha dato una spinta al vostro progetto, vi ha fatto sedere al tavolo del governo: più partecipazione di così…
“La scelta di Renzi va sicuramente nella direzione giusta, al tavolo del governo non ci siamo solo noi, anche Confindustria è ben rappresentata. Vorrei fosse chiaro che non siamo lì per tutelare interessi di parte ma per mettere a disposizione del paese la nostra esperienza, come del resto farà anche Confindustria. Se si tratta di creare nuovi posti di lavoro chi meglio degli imprenditori può avere una visione realistica del problema e contribuire a riavviare un processo che favorisca opportunità di lavoro per i giovani?”.
Come sta procedendo a livello locale il progetto “Alleanza”?
“Esiste un livello regionale che opera attraverso un direttivo composto da venti rappresentanti per organizzazione, una bella assemblea che sta lavorando sia nell’ottica verticale di nuove tematiche  sia in quella orizzontale dei territori. L’esperienza emiliana sarà quella più osservata, per tradizione  e per i volumi che rappresenta. Penso che buona parte delle nostre esperienze saranno mutuate anche a livello nazionale. A Piacenza il progetto sta procedendo velocemente, con il presidente provinciale di Legacoop Maurizio Molinelli e il presidente regionale Giovanni Monti i rapporti sono ottimi. Se osservate potete vederne già i frutti nelle iniziative che Concopar, Indacoo e Abicoop stanno sviluppando insieme sul difficile mercato delle abitazioni dove riescono a proporre occasioni davvero interessanti. Come si può osservare, un bel pezzo di strada è già stato fatto…”
A quando il pezzo che manca?
“I valori e gli obbiettivi sono ormai condivisi del resto non poteva essere diversamente, ci lega un progetto condiviso di società, di una nuova economia attenta a giustizia sociale ed equità. Insomma la volontà di cambiare il paese e offrire soprattutto un futuro meno problematico ai giovani. Il pezzo che manca è tradurre in azioni i valori, le visioni, i progetti. E’ ciò a cui sta lavorando quell’assemblea regionale che abbiamo formato. Per ultimo, ma non ultimo, un serio confronto tra i modelli organizzativi per ricavarne una struttura operativa snella, flessibile e tempestiva”.
Un progetto ambizioso e innovativo …
“Certo, ma ci riusciremo. L’impegno dei cooperatori è totale”.
Nessuna resistenza?
“Cambiare prospettiva non è mai facile, soprattutto quando il modello ha funzionato per tanti anni. Il quadro economico e sociale è cambiato velocemente, gli effetti  non si sono evidenziati completamente e le continue emergenze convinceranno tutti ad aderire con impegno alla realizzazione di una sola Centrale cooperativa”
L’esercizio 2013 si è appena concluso: cosa dicono i primi numeri di Confcooperative?
“Non evidenziano particolari situazioni di crisi, difficoltà sì. Il settore agroalimentare cresce, ma sconta la contrazione del credito. Per esempio ARP registra risultati significativi, nuovo marketing, sviluppo verso l’estero, maggiore intraprendenza. Vivacità anche nelle realtà più piccole, si stanno creando nuovi spazi, nuove modalità di intraprendere. Penso per esempio a Des Tacum, Coopworking, Gens. Confcooperative cerca di avere un approccio positivo, evitando di arroccarsi e favorendo invece nuove opportunità, nuove esperienze. Cerchiamo di seminare…”

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