Mercato immobiliare,
Ance: rallenta la caduta dei prezzi

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Primi segnali positivi per il mercato immobiliare: nel terzo trimestre 2014 rallenta la caduta dei prezzi, anzi ci sono primi lievi segnali di crescita per quanto riguarda le nuove costruzioni. Lo rivela un documento della Direzione Affari Economici e Centro Studi Ance, che ha analizzato il mercato a livello nazionale.
E a Piacenza cosa sta succedendo? Siamo in linea con il dato italiano?

Fabrizio Floriani, presidente F.I.A.I.P.
Fabrizio Floriani, presidente F.I.A.I.P.

(Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) di Piacenza, così commenta il panorama locale: “il segnale relativamente rassicurante che si è percepito negli ultimi mesi è che il clima da ‘bolla immobiliare’ che ha caratterizzato gli ultimi tempi si sta allontanando progressivamente. Il calo dei prezzi degli scorsi anni ha riportato, e continua a farlo, in competizione il settore immobiliare non solo in termini di acquisto di abitazioni, ma anche come investimento”.
“Il più recente rallentamento nel calo dei prezzi, invece – sottolinea Floriani – più che ad una reale ripresa è ascrivibile al fatto che ormai, reduci da questi anni di crisi, siamo vicini al fondo. Oltre a un certo livello non è più fisiologicamente possibile scendere, soprattutto in un mercato come quello delle abitazioni. Il lato positivo di questo ‘toccare il fondo’ è che quando ci si arriva, il percorso non può essere che quello obbligato della ripresa”.
Una ripresa che non può essere autonoma e naturale: va aiutata con mezzi giuridici e politiche adeguate. “Come associazione continuiamo a batterci per un sistema che sia premiante. Il sistema italiano non gratifica, al contrario ad esempio del modello americano, il consumo ed il credito, bensì il risparmio e l’investimento. Di fatto però negli ultimi anni la politica non è stata adeguata: non c’è stata un’ottica di premialità per risparmi ed investimenti. Ecco che è proprio in questo ambito che si dovrebbe intervenire per dare un reale supporto al sistema. Una mano deve poi certamente provenire dal mondo bancario: maggiore accesso al credito, purché in condizioni di sicurezza. Tornando al discorso dei prezzi degli immobili, di certo le potenzialità per un contraccolpo in salita ci possono essere, ma vanno create, e sicuramente sarà impossibile riavere, soprattutto nel breve e medio periodo, i valori del 2004/2005”.
Infine, un dato sul settore delle agenzie immobiliari. “Partendo dal presupposto che il 40% delle compravendite totali passa tramite agenzia, la sensazione è che ci sia ancora una situazione di sofferenza nel numero delle compravendite. L’aspetto più positivo che però ultimamente riscontriamo nel nostro settore è la ripresa del ruolo consulenziale: c’è un crescente rilancio delle agenzie non solo in termini di assistenza professionale nelle fasi della compravendita, ma anche di consulenza nell’amministrazione del patrimonio immobiliare del singolo, dalla gestione dei contratti d’affitto all’assistenza sugli aspetti fiscali, catastali e in generale di tutela del cliente”.
Panoramica nazionale
Gli indici Istat dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento – si legge nel documento Ance – indicano nel terzo trimestre 2014 una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Il calo congiunturale è esclusivamente attribuibile alla flessione dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,7%), mentre i prezzi delle case nuove registrano un lieve aumento dello 0,7% rispetto al secondo trimestre 2014, il primo segno positivo da circa due anni.
Rispetto ad un anno prima (terzo trimestre 2013) l’indice dei prezzi delle abitazioni rileva ancora un segno negativo, pari al 3,9%, dovuto ad un calo più consistente delle abitazioni esistenti (-4,8%) e di una flessione più contenuta del nuovo (-1,3%).
Le riduzioni registrate dagli indici nel terzo trimestre del 2014 risultano di intensità meno marcata rispetto alle variazioni relative ai primi due trimestri del 2014 che avevano visto le quotazioni scendere del 4,9% per le abitazioni nel complesso, del 2,9% per il nuovo e del 5,8% per l’usato.
Il rallentamento della caduta dei prezzi delle abitazioni evidenziato dai dati Istat si colloca in un mercato immobiliare residenziale che, nel corso del 2014, ha mostrato qualche segnale positivo nel numero di abitazioni compravendute (+2,2% nei primi 9 mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Su questi primi segnali positivi potrebbe incidere anche il diverso atteggiamento delle banche. Nei primi nove mesi del 2014, i mutui erogati per l’acquisto delle abitazioni da parte delle famiglie hanno registrato un aumento del 9,8% rispetto ai primi nove mesi del 2013, dopo la caduta del 65,8% registrata tra il 2007 e il 2013. La correlazione tra allentamento della restrizione del credito verso le famiglie e aumento delle compravendite sembra robusta e diffusa: sulle 8 province delle maggiori città analizzate, 5 (Milano, Roma, Palermo, Firenze e Genova) presentano un significativo aumento delle compravendite associato ad un deciso aumento dei mutui erogati. Uniche eccezioni: Napoli, interessata da un vasto programma di dismissione del patrimonio pubblico, e Torino, in cui persiste una diminuzione delle compravendite associata, però, ad un aumento dei mutui.

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