Maxicoop delle costruzioni per battere la crisi,
Salotti (Indacoo): “E’ la strada giusta”

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“E’ la strada giusta”. Il numero uno di Indacoo, Fabio Salotti, promuove la “rivoluzione” con cui Legacoop nazionale intende concentrare le 315 cooperative di costruzione che ad essa fanno capo per creare due o tre “colossi” in grado di superare la crisi e di guardare all’estero, dove si punterà soprattutto sulla realizzazione di infrastrutture. A guidare il complesso iter decisionale che porterà all’obiettivo finale saranno, oltre ai vertici di Legacoop,  due big come Massimo Matteucci (alla guida di Cmc Ravenna, presente con successo all’estero da decenni) e Piero Collina (presidente del Consorzio delle cooperative di costruzioni): prima mossa sarà sottoporre il piano di fattibilità ai 4.500 cooperatori (su oltre10mila soci lavoratori) chiamati a dire la loro.
“Con il consenso delle singole cooperative, il processo consentirà – spiega Salotti – di spingere sull’internazionalizzazione: sul mercato estero i piccoli, da soli, non possono farcela. Più che di fusione – precisa Salotti riferendosi all’articolo con cui l’Espresso ha illustrato il progetto al via – si tratta di sviluppare, anche alla luce delle nuove normative, gruppi cooperativi e reti di impresa tra le realtà esistenti: una risposta moderna alla crisi, che – oltre ai tanti lati negativi – ha almeno il lato positivo di spingere a “salti in avanti” indispensabili”.
La crisi si è rivelata molto più dura del previsto, ma a livello locale avevano comunque già visto giusto Piacenza 74 e Coop Valdarda che nel 2005 hanno creato un gruppo cooperativo e nel 2010 si sono fuse in Indacoo: “Anche se su scala nazionale – chiosa Salotti – non siamo noi a “dare le carte”,  di questo grande cambiamento vogliamo essere protagonisti. Perchè tutto vada bene occorrerà toccare i tasti giusti. Come in una grande orchestra servirà un buon direttore, e a livello nazionale Legacoop schiererà alcuni tra i suoi uomini migliori, ma poi ciascuno dovrà far bene la sua parte: Indacoo è pronta a farlo dando risposte avanzate sul territorio, a partire dall’housing sociale la cui domanda è prevedibilmente in crescita”.
Il processo di concentrazione e di “rete” non sarà istantaneo, ma ha già un significativo pendant a livello regionale: “In anticipo sull’abolizione delle Province – fa notare Salotti – Legacoop Emilia Romagna, che ha appena eletto il nuovo presidente,  si organizzerà in quattro grandi “poli”: uno, da Reggio Emilia a Piacenza, punterà sul Nord Ovest; uno, tra Modena e Ferrara, punterà sul Nord Est; uno sarà legato alla città metropolitana di Bologna; uno comprenderà la Romagna”.

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