Il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, continua a non esplicitare quali siano i reali motivi per i quali ha revocato l’incarico all’assessore regionale all’ambiente e alla riqualificazione urbana, la piacentina Sabrina Freda (Italia dei Valori). All’atto del “siluramento”, Errani aveva dichiarato che la scelta era “maturata esclusivamente dalla constatazione che, di fatto, sono via via venuti meno quello spirito di collaborazione, di collegialità e quel metodo di confronto aperto e costruttivo con le altre istituzioni e l’intera società regionale che per me sono irrinunciabili e a fondamento del lavoro della Giunta”, assicurando che “non c’è dunque un problema politico”. Martedì 10 Errani, rivolgendosi all’assemblea legislativa, si è detto “Rammaricato ma sereno” in quanto convinto di aver agito “nell’interesse dell’amministrazione regionale” e in quanto certo che “la politica ambientale di questa regione saprà affermarsi come uno dei punti più avanzati del nostro paese”, ma per molti dalle dichiarazioni del presidente i veri nodi non sarebbero emersi.
“Non si tratta – ha replicato in una nota la Freda – di rapporti personali deteriorati, ma proprio di ragioni politiche. La salute dei cittadini è stata sconfitta dagli interessi delle multiutility. Sono state tante le divergenze sorte in questi mesi nell’affrontare tematiche ambientali rilevanti, sempre nell’interesse della salute dei cittadini. Penso all’impegno perché la Regione Emilia-Romagna non modificasse il perimetro delle zone vulnerabili ai nitrati, nonostante l’opposizione del mondo agricolo, penso all’attenzione costante nel monitorare l’impatto degli impianti eolici industriali, di quelli a biomasse e del fotovoltaico a terra. Ma soprattutto penso alla battaglia per il piano regionale di gestione dei rifiuti come strumento per superare la logica dell’industria dello smaltimento e per dare corpo a politiche di reale sostenibilità. Ma evidentemente gli interessi delle multiutilities hanno finito per avere la meglio, come il recente caso dell’inceneritore di Modena ha ampiamente dimostrato”.
Non esattamente difesa a spada tratta (“Se la questione non è politica, ribadisco che l’Italia dei Valori crede in questa maggioranza”) dalla presidente del gruppo assembleare Idv in Regione Liana Barbati, l’ormai ex assessore regionale piacentina ha però raccolto la solidarietà del Movimento 5 Stelle: per il consigliere regionale Andrea Defranceschi “Freda si è scontrata con i poteri forti sulla questione inceneritori e discariche”.
Secondo il consigliere regionale Pdl Andrea Leoni “La storia dei rifiuti puzza sempre di più in Emilia-Romagna. Il nuovo “oro nero” per le casse delle multiutility, e di conseguenza per gli enti locali, conta di più di qualsiasi altra valutazione. Di fronte a un assessore politicamente sacrificabile rispetto a considerazioni molto più importanti per il Pd, Errani non ha avuto esitazioni e ha preferito tagliare la testa della Freda. Un epilogo praticamente scontato dopo l’ultimo caso modenese dove la Provincia di Modena a ferragosto ha dato il via libera ai rifiuti provenienti da tutta Italia per essere bruciati all’inceneritore di Modena. Gli enti locali di Modena si sono così rimangiati le promesse fatte che garantivano che sarebbero stati bruciati solo rifiuti modenesi”.
Tranchant il giudizio dei consiglieri della Lega Nord Mauro Manfredini, Manes Bernardini, Stefano Cavalli e Roberto Corradi, per i quali la revoca dell’incarico a Sabrina Freda “è la dimostrazione del fallimento di Errani e della sua giunta”. Per il Carroccio, inoltre, con il siluramento della dipietrista Errani avrebbe “chinato il capo ai grandi potentati delle multiutilities”.
Secondo il presidente regionale di Coldiretti Mauro Tonello, invece, “il Piano regionale dei rifiuti è solo la punta dell’iceberg” dei problemi tra Errani e Freda: Tonello ha accusato la Freda di “incapacità di dialogo” e di aver “ignorato leggi nazionali e regionali e saltato il confronto con governi regionali e nazionali”, aggiungendo che a suo avviso il piano nitrati “è stato basato su dati non attendibili e parziali, che prendono di mira solo l’attività agricola”, mentre per quanto riguarda l’attuazione del piano delle energie rinnovabili l’assessore avrebbe “posto norme in contrasto con gli obiettivi stessi del piano, con vincoli che non hanno nessun riscontro in altre regioni confinanti, e alle norme che regolano le aree protette dei Sic (siti di interesse comunitario) e le Zps (zone di protezione speciale) su cui c’è stato solo un confronto a decisioni già prese dell’assessorato”.
Per i consiglieri comunali M5S piacentini, la Freda è stata sfiduciata “proprio quando ha cercato quel cambiamento che a parole tutti i partiti vogliono, ma solo a parole”.
L’eurodeputato Andrea Zanoni (Alde) ha invitato Errani a reintegrare la Freda, sostenendo che la sua battaglia contro l’inceneritore di Modena “non è solo legittima ma sacrosanta e in piena sintonia con le disposizioni europee”.




