
A pochi giorni dalla rielezione il primo cittadino fa il punto sul quinquennio precedente e sui progetti futuri. Sul nuovo stabilimento per la conservazione degli alimenti: “Polemizzare è facile, tradurre le promesse in realtà meno”
Romeo Gandolfi aveva già svuotato il proprio ufficio al Comune di Fiorenzuola e così avevano fatto anche i suoi consiglieri; scaramantici. Tuttavia per il primo cittadino non era ancora giunto il momento di scendere dalla giostra che lo aveva visto alla guida del paese per 5 anni. Le recenti elezioni hanno sancito la netta vittoria di Gandolfi e del centrodestra con il 64% dei voti a discapito di Dario Marini Ricci e del centrosinistra. Altro giro sulla giostra, verrebbe da dire. Questa volta però, a differenza del 2016, Gandolfi ha dalla sua la consapevolezza e l’esperienza maturate durante il primo mandato. Squadra che vince non si cambia, o quasi. Il successo che ha portato alla rielezione di Gandolfi è frutto anche dell’ottimo lavoro dei suoi consiglieri e degli assessori, che sono di fatti stati appena riconfermati nei ruoli che hanno ricoperto nell’ultimo quinquennio; unica eccezione il passaggio di testimone fra l’uscente Lorenza Rossi e la 24enne Elena Grilli per quanto riguarda la Pubblica Istruzione, l’Ambiente e le Politiche Giovanili. Le questioni da snocciolare sono molte e tutte ricche di interesse, ma non si può prescindere da quel dato: il 64% delle preferenze è un numero pesantissimo, oltre che un grande attestato di stima che i fiorenzuolani hanno riservato al primo cittadino.
Come si fa a vincere in questo modo? Lei come se lo spiega?
Con il lavoro. È stato il buon operato che io e i miei collaboratori abbiamo messo in campo durante questi 5 anni a portarci alla vittoria anche in questa elezione. Siamo “usciti dal palazzo” e abbiamo ascoltato le istanze dei cittadini per poi tramutarle in atti concreti prima che fossero i cittadini stessi, esasperati, ad “entrare nel palazzo”. Ho sempre cercato di comportarmi con spirito di servizio e di mettere le mie esperienze lavorative pregresse a disposizione dei cittadini; ritengo che sia questo il segreto di una buona amministrazione.
Girandosi alle proprie spalle il sentiero battuto in questi ultimi 5 anni racconta di un buon operato che la ha premiata. Non si tratta dunque di ricominciare, quanto di proseguire lungo la via maestra da lei stesso tratteggiata. In questa ottica quali sono le prime questioni sul tavolo nei giorni post elezioni?
Indubbiamente il primo tema all’ordine del giorno è la Fiera di San Fiorenzo. Già prima delle elezioni ci eravamo mossi per il disbrigo delle questioni burocratiche e per la diramazione degli inviti ai banchi partecipanti. È un segnale di ripartenza. Rispetto alla situazione dello scorso anno pare, incrociando le dita, che i numeri dei contagi siano sotto controllo. Dodici mesi fa, appunto per l’impennata dei nuovi positivi dettata anche in parte dalla riapertura delle scuole, siamo stati costretti a dare forfait a poche settimane dall’inizio della Fiera. Il programma dell’evento è in costante evoluzione con 65 espositori in aumento, ma sarà sempre all’insegna della tradizione che ha reso grande e amata questa Fiera. Inoltre la mattina di sabato 16 ottobre ci sarà la presentazione della tomba romano-barbarica e abbiamo in cantiere un’ulteriore esposizione micologia nella splendida cornice del chiostro del Comune.
Stiamo proseguendo i lavori iniziati negli scorsi anni per quanto riguarda Gli Orti Urbani, il Parco Arda, il Frutteto didattico e il parco giochi annesso. Contiamo di assegnare gli Orti l’11 novembre in concomitanza con S. Martino e l’inizio dell’annata agraria. Si tratta di 36 lotti di 50 metri ciascuno. L’area prevede una zona adibita allo sgambamento dei cani e un piccolo parco giochi per favorire la convivenza fra bambini, giovani e anziani. Intendiamo anche recuperare il Parco Lucca e sistemare i fabbricati al suo interno che sono di proprietà di un privato e destinarlo a un ruolo sociale e culturale. Abbiamo anche il bando per la gara della costruzione della sede sovracomunale della Protezione Civile. Vogliamo anche impostare un progetto per la costruzione di un nuovo edificio per la Polizia Locale. In questo senso vogliamo anche sfruttare un bando messo a disposizione dalla Regione per l’assunzione di nuovi Vigili.
Veniamo alla costruzione del nuovo impianto per la conservazione di alimenti. Una “cella frigorifera” alta 40 metri, ma non solo. In questo senso non sono mancate le polemiche per la realizzazione di questa opera.
La mia opinione è che costruzioni di questo genere déstino sempre polemiche. Tuttavia è facile polemizzare, è meno semplice dare un significato reale a frasi come “minor consumo di suolo” ed “efficientamento energetico”. In termini molto pratici, per consumare meno suolo e disperdere meno energia è necessario realizzare una struttura compatta e che si sviluppi in verticale, punto. Inoltre in questo stabilimento la tutela dei lavoratori è al centro di tutto. La temperatura delle celle frigorifere si attesta attorno ai -28 gradi centigradi, ma l’opera è progettata in modo tale che gli operatori non debbano mai entrare in questi locali se non in casi di emergenza per riparare ai macchinari. È il futuro. E per quanto riguarda le critiche sull’aver rovinato lo skyline ribadisco che tutta la A1 è costellata di impianti simili, senza contare il Raggio di Sole, realizzato negli anni ’40 in centro a Fiorenzuola e alto 39 metri. Questa non sarà una mera sede logistica, allo stabilimento infatti gli alimenti verranno lavorati e processati. Inoltre abbiamo delle modifiche alla viabilità e delle opere in cantiere per “alleggerire” la mole di traffico e di mezzi pesanti in transito in questa zona.
Cambiamo argomento. A che punto è l’efficientamento dell’Ospedale?
Finalmente l’Ospedale è arrivato a completamento e, per quanto riguarda una parte dei reparti di riabilitazione, è funzionante. Oggi è arrivata la richiesta di avvio del servizio di Pronto Soccorso. È stato un viaggio lungo e sofferto; la bonifica ha sospeso i lavori per ben due anni. Il Pronto Soccorso è raddoppiato in superficie e ha aumentato i posti letti disponibili. La problematica ora riguarda il reclutamento di personale, ma la risoluzione di questa criticità è a carico dell’Asl. Un altro nodo è quello della realizzazione delle sale operatorie promesse nel lontano febbraio 2016; verranno appaltate a breve. Si sta trattando con l’Università di Parma per aprire la Magistrale di Fisiatria sfruttando la peculiarità del nuovo blocco B dell’Ospedale di Fiorenzuola. Ringrazio i miei concittadini per avermi dato la possibilità di proseguire nella realizzazione di questa imprescindibile opera.
Appena si arriva a Fiorenzuola il colpo d’occhio del “vascone” fa un certo effetto. La grande cisterna versa in uno stato di trascuratezza e non è il miglior biglietto da visita possibile. Avete intenzione di metterci mano?
Si, è nostra premura quella di rinnovare il “vascone”. Non si tratta semplicemente di dare una mano di vernice. Bisogna mettere in sicurezza l’intera opera e sostituire i ferri ammalorati con materiali moderni e più sicuri. Tuttavia i chiodi andranno battuti a caldo, vogliamo che non sia un mero recupero funzionale ma anche di carattere storico. Solo in un secondo momento si potrà pensare al colore. Come amministrazione abbiamo già iniziato a muoverci. Il costo complessivo dell’intera opera si attesta attorno ai 400mila euro.
I lavori in cantiere a Fiorenzuola sono molti. Il paese sta diventando un polo via via più attrattivo anche per molte imprese e per i loro stabilimenti. Come si sta muovendo Fiorenzuola per il commercio e per la produzione di valore interno al paese?
Innanzitutto sposteremo il supermercato che ora sta alle porte di Fiorenzuola in un’area più esterna ma con maggiore possibilità di sviluppo in grandezza. Un supermercato più grande si traduce in una maggiore offerta per i fiorenzuolani stessi. Spesso i cittadini erano costretti a spostarsi a Piacenza o nei comuni limitrofi per fare la spesa a prezzi convenienti. Ritengo che un supermercato all’altezza delle realtà di città sia in grado di trattenere la gente a Fiorenzuola, con benefici anche per gli altri negozi e realtà commerciali.
Spazio per una provocazione. Negli ultimi anni Fiorenzuola ha cercato di proporsi come “centro commerciale diffuso”. Una realtà come questa tuttavia latita per quanto concerne un grande evento fieristico di interesse sovra provinciale che possibilmente attirerebbe migliaia di visitatori. Avete considerato il ruolo che aveva il Caserum e la possibilità di ripetere l’esperienza?
Ovviamente sì. Il formaggio è un prodotto importantissimo per noi. Da anni cerchiamo di portare in auge l’anolino inteso alla fiorenzuolana; non ripieno di stracotto bensì di formaggio. Abbiamo la dimensione giusta per diventare un importante polo fieristico. Fiorenzuola è un crocevia di spessore, trovandosi a pochi passi da Piacenza e da Parma. Inoltre gli snodi autostradali della A1 e dell’A21 potrebbero garantirci un importante numero di visitatori anche da altre città. Quello che recrimino alle precedenti amministrazioni è il mancato impegno nel valorizzare il ruolo di Fiorenzuola in questo senso. Basti pensare al peso che ha assunto una cittadina come Fidenza nonostante sia servita e collegata alla rete autostradale peggio di noi, potendo contare sul solo sbocco della A1. Ritengo che ogni cibo prodotto sulla nostra terra sia un’eccellenza e che vada promossa in maniera adeguata.




