Ho passato diverse ore a leggere storie del quadrilatero. Niente moda, il soggetto è calcio. Vercelli i bianchi, Casale i neri, Alessandria i grigi. A Novara un guizzo di colore: gli azzurri. In quel quadrilatero nasce l’idea di associare alle squadre una figura rappresentativa. Vercelli i leoni, Casale i cinghiali, Alessandria gli orsi. A Novara niente, non c’è bestiame. Vercelli ha vinto 7 scudi, Casale 1, Alessandria capoluogo è a zero, ma sia Casale, sia Novi Ligure sono in provincia. Novara è ancora l’uovo fuori dallo “scorbino”. Gli stadi, se si escludono i primi calci da pionieri, sono sempre gli stessi. Guarda caso: tranne a Novara. Quello antico però è ancora in piedi. Meritava una visita, mancata per veniale errore di percorso. Si va diretti in via Kennedy 8, indirizzo del nuovo impianto. L’ingresso delle squadre è la situazione migliore di tutto il primo tempo. So che scritto così, sembra di aver visto il nulla. Invece è solo che a me piacciono le sfide tra blu (loro di azzurro hanno poco) e rossi (anche se noi eravamo in bianco). Nel primo tempo si gioca molto abbottonati, ma gestiamo bene le varie fasi. Nel primo tempo mettiamo qualche buona palla in area, ma non concretizziamo. Nel primo tempo si fa male Nicco, ma entra Di Molfetta. I due mister rivali vanno negli spogliatoi per l’intervallo. Hanno la medesima chiave di lettura in tasca: chi segna vince. Reagiscono in maniera differente. Il tecnico piemontese spacca in due tronconi la squadra 9 fissi a difendere, 2 davanti con carta bianca. Quello piacentino lascia le cose come stanno. Con quelli scelti, sa che il gol non si prende. Si fida così tanto di loro che anche quando gli avversari rimangono in 10, non rimescola il mazzo. E i fatti gli danno ragione. Una punizione inventata dal signor arbitro ed eseguita alla perfezione da uno dei tanti Ronaldo in circolazione, viene tolta dal sacco da Fumagalli. Ronaldo batte bene anche il conseguente calcio d’angolo. L’incornata di Tom Bianchi è dentro, ma il Fumagalli ci arriva ancora. Finisce come era iniziata. A calcio tutti vogliono vincere. L’importanza di non perdere è altrettanto sentita.
I protagonisti:
– Franzini conosce la squadra e sa cosa chiedere ai suoi. Nuovi compresi.
– Matteassi ha giocato a Novara.
– Fumagalli meritava che quelle parate fossero da tre punti. Ne è arrivato uno, va bene così.
– Barlocco riesce meglio ad essere ala quando parte da terzino. Prestazione sostanziosa la sua.
– Corsinelli è entrato subito da titolare. Un terzino serviva, lui è un terzino.
– Marotta ha suonato e cantato.
– Bertoncini è un centrale insuperabile anche quando affronta gente di rango.
– Pergreffi era capitano e anche lui è stato insuperabile.
– Sestu ha giocato alla Matteassi. Discese mirate, grande attenzione a non perdere l’uomo.
– Della Latta è un generoso e si salva sempre. Però sa fare meglio.
– Ferrari ha preso a spallate tutti i novaresi che gli capitavano a tiro. L’unico pallone decoroso che gli arriva, lo trova in fuorigioco.
– Nicco stava bene sabato. Anche domenica, fin verso le 18.40. Poi ha chiesto il cambio.
– Terrani l’ho visto poco. Nel primo tempo agiva sulla fascia lontana, nel secondo è uscito.
Sono entrati:
– Di Molfetta che ha dato parecchio fastidio ai padroni di casa. Miglior biancorosso, senza essere terzino.
– Cauz che francobolla Gonzales fino in sala stampa.
– Perez che sfodera una pettinatura alla Maxi Lopez.
Un po’ mi spiace non siano entrati:
– Sylla che avrei visto bene a far casino con la sua lunghezza.
– Porcari che avrei visto bene essendo l’ex che in loco ha fatto bene.
In tribuna c’era Corazza. Dice che manca poco al rientro.




