
Il 1° aprile scorso è iniziata la raccolta firme per presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che intende rinforzare il concetto di legittima difesa contro i furti e le intrusioni in casa e nelle attività commerciali. Anche il sindaco Dosi si è dichiarato sostanzialmente favorevole alla proposta nonostante al Comune di Piacenza siano giunte finora poche sottoscrizioni: poco più di sessanta in una settimana contro le quattrocento, ad esempio, contate a Castelsangiovanni. “Non conosco tutti i dettagli della norma – ha spiegato Dosi – ma, a pelle, posso dire di essere favorevole. Attenzione, però: leggi di questo tipo, se approvate, rischiano di diventare una soluzione solo apparente di un fenomeno, quello della criminalità, oggi piuttosto serio e difficile da arginare fino in fondo”. Nel caso in cui la proposta di legge – presentata dall’Italia dei Valori – venga discussa in Parlamento e tramutata in legge molti casi di legittima difesa non avrebbero conseguenze penali nei confronti di chi ha cercato di salvaguardare se stesso e la propria famiglia. Con l’attuale legge, invece, chi si difende viene condannato sia penalmente che dal punto di vista pecuniario. In periodo di campagna elettorale, molti tornano a cavalcare il tema della sicurezza, uno dei più sentiti dai cittadini, e questo forse spiega l’attenzione degli amministratori locali nei confronti dell’esigenza di fornire risposte maggiormente adeguate contro la criminalità. Centinaia di firme sono state raccolte finora in tutta la provincia tra Castelsangiovanni, Fiorenuzola, la Valnure, 300 solo nel comune di Caorso. Fanalino di coda il Comune di Piacenza: per il sindaco Dosi, pur favorevole in linea di massimo alla proposta di legge, “Mi batto da sempre per la prevenzione e e non si dovrebbe arrivare a certe circostanze estreme. La soluzione sarebbe quella di aumentare il numero delle forze dell’ordine sul campo, per avere davvero un più consistente monitoraggio della situazione”. Qualche cittadino ha segnalato a Piacenza la mancanza di moduli per la sottoscrizione delle firme, denuncia smentita sia dal segretario generale del Comune, Vincenzo Filippini, sia dalla responsabile dell’Ufficio anagrafe, Raffaella Guelmi: “Il numero basso di firme non dipende dalla mancanza di moduli”.
La proposta di legge presentata dall’Italia dei Valori è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2016. Sarà possibile firmare presso gli uffici Anagrafe dei Comuni di residenza, presentandosi con un documento d’identità valido, fino al 25 maggio 2016. Qualora in tutta Italia si raccolgano almeno 50.000 firme la proposta arriverà in Parlamento dove dovrà successivamente essere discussa e votata.




