Legambiente: “Piacenza non diventi il Polo
di incenerimento rifiuti speciali del Nord Italia”

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“Sono convinta che Piacenza si meriti di meglio che diventare il Polo di incenerimento di rifiuti speciali di tutto il Nord Italia ed è per questo che non potevamo, come Legambiente, che presentare il ricorso contro questa autorizzazione”. Laura Chiappa, presidente di Legambiente Piacenza, spiega così la decisione di dare il via a una proceduta di ricorso straordinario al Capo dello Stato per tutelare la salute e l’interesse dei cittadini. “La Regione in questi anni non ci ha fatto mancare nulla – ha proseguito Chiappa – ha autorizzato Cementirossi e Buzzi Unicem a bruciare pneumatici e carbonex, rifiuti insomma, e l’inceneritore ad importare rifiuti speciali da tutta Italia. Mi chiedo come mai un Ente che dovrebbe tutelare gli interessi pubblici dei propri cittadini, in primis la salute, in realtà ogni volta autorizzi progetti che portano vantaggi economici solo alle aziende che li presentano, in barba a qualunque principio di precauzione, visto che viviamo in uno dei luoghi più inquinati d’Europa!”.
Legambiente Nazionale, dunque, a firma del suo legale rappresentante, ha dato incarico all’avvocato Umberto Fantigrossi, legale amministrativista di fiducia dell’associazione, di predisporre un ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro la Regione ed Iren Ambiente perchè ritiene che l’autorizzazione data dalla Regione ad Iren Ambiente di bruciare rifiuti speciali da fuori provincia e collegare l’inceneritore al teleriscaldamento, ora alimentato a metano, raddoppiandolo, non risponda, da una parte, al Principio di precauzione richiesto dalla normativa con l’effetto di peggiorare per molti parametri la grave situazione di inquinamento dell’aria di Piacenza, e dall’altra di falsare ed impedire per sempre il corretto percorso della nostra provincia verso il ciclo virtuoso dei rifiuti, la strategia Rifiuti Zero. “Un atto concreto, diretto e necessario a tutela degli interessi collettivi dei cittadini”.
“Bruciare i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia e con questi alimentare il teleriscaldamento ora a metano – spiegano gli ambientalisti – rischia di peggiorare la qualità dell’aria a Piacenza sia per le emissioni dirette dell’inceneritore sia di produrre una quantità di inquinanti atmosferici molto superiore a quelli prodotti dal metano: diossine, composti organici volatili, polveri fini e ultrafini, metalli pesanti e quant’altro. Per questo, e soprattutto nel nostro caso, in una valle Padana che rappresenta uno dei luoghi più inquinati del pianeta, l’obiettivo di una amministrazione che tuteli la salute dei cittadini deve essere quello di ridurre il più possibile, con ferrea determinazione, la produzione e la combustione dei rifiuti, siano essi urbani che speciali.
L’autorizzazione rilasciata dalla Regione ad Iren Ambiente non solo apre le porte alla possibilità di bruciare rifiuti speciali (assimilabili) provenienti da tutta Italia, ma pone anche le premesse pe r mantenere in vita un impianto per altri 30/40 anni. La richiesta autorizzata dalla regione, usando come foglia di fico l’ampliamento del teleriscaldamento, alimentato dall’inceneritore, scelta superata dalla storia e dalla tecnologia, ha di fatto trasformato il vecchio inceneritore al servizio della comunità piacentina, nato per bruciare i soli rifiuti solidi urbani provinciali, in un nuovo impianto industriale che guadagna bruciando migliaia di tonnellate di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia, mentre i nostri rifiuti urbani, molto probabilmente, saranno trasportati con camion a Parma. Peraltro il Piano Regionale Gestione Rifiuti prevede che al 2020 non vengano più conferiti rifiuti all’inceneritore di Piacenza, permettendo di fatto la possibilità di chiuderlo, ritenendo esaurito il suo compito con l’avvento di altri metodi per risolvere il problema rifiuti.E’ per questo che Legambiente con la propria iniziativa giudiziaria vuole opporsi all’autorizzazione data dalla Regione ad una scelta contraria alla tutela degli interessi della comunità piacentina”.

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