
AGGIORNAMENTO DEL 15 GIUGNO: Si riapre proprio oggi, lunedì 15 giugno, la stagione delle sagre e delle fiere, è quanto dice l’ordinanza Regionale di Stefano Bonaccini. Ora dunque le Pro Loco possono rimettersi in pista e organizzare almeno gli eventi per i mesi di luglio, agosto e settembre.
Si respira di nuovo grande entusiasmo a detta di Franco Villa presidente del comitato provinciale dell’Unpli(le pro loco per il turismo) che sta già ricevendo moltissime telefonate dalle Pro loco. L’invito però è quello di agire con prudenza valutando caso per caso la fattibilità delle diverse feste.
La tradizionale Festa del Tortello di Vigolzone, ad esempio, sarà irrimediabilmente rimandata al 2021 sia per la difficoltà di produrre, ora, i quintali di tortelli necessari, sia per la difficoltà nel rispettare le misure di sicurezza.
Parlando di sagre e feste tradizionali, non si può non parlare della Fiera di Sant’Antonino. Proprio in questi giorni dovrebbe arrivare la decisione del Comune in merito. Intanto però le varie associazioni di commercianti e gli stessi ambulanti ci tengono a far sentire la loro voce.
Sono stati mesi tremendi per il settore e la Fiera di Sant’Antonino sarebbe per tutti un gran toccasana. Alcuni propongono perfino di pagarsi i costi della security, segno che si è disposti a tutto pur di avere la fiera, seppur in formato ridotto con poco meno di 200 banchi invece dei soliti 300 e gli ingressi a numero chiuso.
AGGIORNAMENTO DEL 12 GIUGNO: Dopo la proposta di ieri dell’assessore Stefano Cavalli, oggi avanza la sua idea anche il consigliere Mauro Saccardi.
Secondo il consigliere la Fiera di Sant’Antonino andrebbe fatta senza limitare il numero dei banchi, infatti non spetta alla politica valutare se ci sono o meno alti rischi di contagio, il suo compito è piuttosto quello di decidere una linea. Le autorità sanitarie interverranno poi se ritengono il rischio troppo alto.
Diminuire il numero di banchi e soprattutto limitare gli accessi è penalizzante per i mercatali e rischia anche di creare proprio quello che non si vuole, cioè code e assembramenti.
Il consigliere parla dalle pagine di “Libertà” perché la Giunta non ha dato modo ai consiglieri di partecipare alle decisioni, ma la sua proposto è quella di dare più spazio alla fiera così da non limitare i banchi e mantenere comunque le misure di sicurezza.
Mancano poco più di tre settimane al 4 luglio, giorno in cui cade la tradizionale Fiera di Sant’Antonino, uno degli eventi più attesi e sentiti dalla città di Piacenza.
Quest’anno però si pone il problema di come organizzarla nel rispetto delle norme anticontagio e, anzi, già solo l’idea di organizzarla nonostante tutto è sollievo per molti. Proprio in questi giorni l’amministrazione comunale ha in programma delle riunioni per definire le modalità di svolgimento. Si ipotizza che, come avviene per il normale mercato e per altre attività, il numero dei banchi sarà ridotto e gli ingressi contingentati. Il Pubblico Passeggio resta il luogo d’elezione per il suo svolgimento e al momento si registrano già 300 domande di partecipazione.
L’assessore al Commercio Stefano Cavalli è fermamente convinto di voler “salvare” la Fiera di Sant’Antonino anche perché riuscire a organizzarla e uscirne “indenni” a livello di contagi sarebbe sicuramente un segnale positivo per la ripartenza anche delle fiere della provincia. La sindaca Patrizia Barbieri continua invece sulla line della prudenza ma la volontà di mantenere la tradizione è forte.




